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Giustizia: in Cdm raggiunta l’intesa sulla riforma Cartabia, ok anche del M5S.

Roma, 29 Lug 2021 - Via libera del Consiglio dei ministri alla proposta di mediazione sulla riforma del processo penale. A quanto si apprende, c'è il via libera anche del M5s.

L'intesa è stata trovata dopo una seduta fiume che ha subito una lunga sospensione. Alla fine la riforma ha avuto via libera all'unanimità. Lo ha confermato il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D'Incà, rispondendo ai cronisti all'uscita da Palazzo Chigi.

La fumata bianca è giunta dopo 8 ore di trattativa. Il M5s incassa il regime speciale per tutti i reati di mafia, fuori dalla griglia dell'improcedibilità.

Nel dettaglio, l'intesa dovrebbe prevedere nessun timing per i reati riconducibili al 416 bis e ter, dunque processi sine die. Mentre per i reati aggravati da mafia sei anni di appello, con un regime transitorio da qui al 2024. Dal 2025, l'appello scenderà a 5 anni.

È la mediazione passata in Consiglio dei ministri. La proposta, frutto di una mediazione del Pd con il ministro Orlando, avrebbe assorbito i dubbi del M5s sull'improcedibilità per l'articolo 416 bis.1 del codice penale, sull'aggravante mafiosa. Una deroga esplicita per quei reati ci sarebbe nella fase transitoria, con la possibilità di termini fino a 5 anni a regime.

C'è "l'impegno a ritirare tutti gli emendamenti presentati dalle forze di maggioranza con l'obiettivo di concludere nei prossimi giorni" l'approvazione della riforma. Lo dice la ministra Marta Cartabia parlando fuori da Palazzo Chigi dopo il Cdm.

“È una giornata importante: lunghe riflessioni per arrivare a un'approvazione all'unanimità con convinzione da parte di tutte le forze politiche. Ora c'è l'obiettivo di accelerare il più possibile per concludere se possibile prima della pausa estiva questa importantissima riforma".

"Abbiamo apportato degli aggiustamenti, come annunciato la scorsa settimana con Draghi, alla luce del dibattito molto vivace che si è sviluppato in queste settimane sia da parte delle forze politiche che degli operatori e degli uffici giudiziari che saranno i primi ad essere chiamati alla grande sfida di implementare una riforma così significativa e innovativa nel nostro paese".

"L'obiettivo è garantire una giustizia celere, nel rispetto della ragionevole durata del processo, e allo stesso tempo garantire che nessun processo vada in fumo".

“È stata una giornata molto impegnativa: si tratta di lavori in corso, non è la nostra riforma ma abbiamo lavorato costruttivamente per dare un contributo a migliorarla". Lo ha detto il leader in pectore del M5s Giuseppe Conte, commentando l'intesa sulla riforma della giustizia.

Oltre alle ipotesi sulla tempistica dell'esame in Aula della riforma del processo penale - tra cui far slittare la discussione generale da venerdì a domenica pomeriggio - nella maggioranza si ragiona anche sulle possibili modalità con cui procedere nell'esame del ddl una volta approdato in Aula.

Con il raggiungimento dell'accordo politico tra governo e forze di maggioranza, l'iter in commissione potrebbe essere abbastanza veloce, con l'esame dei soli emendamenti concordati tra governo e gruppi e il ritiro di tutte le altre proposte di modifica (fatta eccezione per quelle delle opposizioni, oltre una quarantina di FdI, una quindicina di Alternativa c'è).

La commissione Giustizia quindi potrebbe licenziare il provvedimento per l'Aula in tempi relativamente brevi. Il ddl arriverebbe In Aula "blindato" dall'accordo politico.

Una volta avviato l'esame da parte dell'Assemblea, il governo presenterebbe un emendamento contenente le modifiche già esaminate dallo scorso Cdm. A quel punto si tornerebbe in commissione per un passaggio rapido necessario ad approvare le modifiche proposte dal governo e poi di nuovo in Aula con la fiducia.

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