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A Roma stamane riunione ministeriale Coalizione anti Isis a Roma. Blinken: “Lotta a residui in Iraq e Siria”.

Roma, 28 giu 2021 - Gli 83 membri della Coalizione globale anti-Isis, oltre la metà presenti a livello di ministro degli Esteri, si incontrano oggi a Roma per la prima volta per la ministeriale plenaria, co-presieduta dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio e dal segretario di Stato Usa, Antony Blinken.

La Coalizione Globale contro Daesh ha raggiunto "risultati significativi" che "mostrano quali obiettivi si possono raggiungere insieme" ma "resta altro lavoro da fare" a causa della presenza di cellule residue in Siria e Iraq e della crescente espansione della minaccia jihadistas in Africa, ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, nel saluto introduttivo alla riunione ministeriale della coalizione.

Per il ministro degli Esteri Luigi Di Maio "Daesh è stato sconfitto nella sua dimensione territoriale, ma non è ancora stato sradicato". L'Italia "non deflette dai suoi impegni" nella lotta al terrorismo, ha detto Di Maio ha ringraziando il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, "per l'eccellente lavoro di squadra nell'organizzazione di questo riunione". "La pandemia ha confermato che solo facendo leva sul multilateralismo possiamo affrontare le sfide del nostro tempo e questa coalizione ne è un esempio", ha aggiunto il ministro.

Con la riunione ministeriale della Coalizione anti-Daesh in corso a Roma, l'Italia "torna a essere protagonista", ha sottolineato su Facebook il ministro degli Esteri. Di Maio scrive: "E' da oltre un anno che lavoriamo a questo evento internazionale che vede la partecipazione di più di 80 delegazioni". "Oggi i riflettori del mondo sono puntati proprio sull'Italia", aggiunge il ministro, "il nostro Paese torna a essere protagonista".

La Coalizione globale anti Isis è stata un "elemento cruciale" per ottenere la "sconfitta territoriale" dello Stato islamico in Iraq e Siria, ha sottolineato il segretario di Stato Usa Antony Blinken.

I Paesi della Coalizione, ha aggiunto, devono essere "impegnati" verso gli obiettivi fissati dalla Coalizione. In particolare, Blinken ha citato la presenza di 10mila combattenti dell'Isis ancora presenti in Siria, che costituiscono una "situazione insostenibile". I Paesi di origine dei 10 mila miliziani dell'Isis ancora detenuti nei campi controllati dai curdi in Siria devono mobilitarsi con urgenza per rimpatriarli. Lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Antony Blinken."Questa situazione è semplicemente insostenibile, non può continuare in modo indefinito", ha avvertito Blinken, "gli Stati Uniti continuano a esortare i Paesi di origine, inclusi i partner della coalizione, a rimpatriare, riabilitare o, quando possibile, perseguire, i loro cittadini". "Diversi Paesi hanno fatto un buon lavoro", ha però riconosciuto Blinken, che ha menzionato l'Italia fra "i pochi Paesi dell'Europa occidentale" che si sono mossi in questa direzione.

Il segretario di Stato Usa Antony Blinken, nel saluto introduttivo ha manifestato "forte sostegno" alla proposta italiana di creare un gruppo di lavoro sull'Africa che non affronti la minaccia jihadista solo dal punto di vista militare ma si occupi anche dei fattori sociali che portano parte della popolazione a sostenere i terroristi.

Il primo ministro Mario Draghi incontrerà il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, alle 16:30 a Palazzo Chigi.

Blinken in Vaticano dove, dopo una visita di carattere culturale, avrà un colloquio privato con papa Francesco. Ieri il segretario di Stato americano ha incontrato a Roma il ministro degli Esteri israeliano Lapid, auspicando un futuro per palestinesi e israeliani con pari opportunità e dignità.

Dopo oltre due anni dall'ultima riunione in formato completo, la Ministeriale allestita alla Fiera di Roma, viene annunciato, consentirà di "ribadire la coesione della Coalizione" nell'assicurare una sconfitta duratura dell'Isis, "riaffermare l'impegno per la stabilizzazione" delle aree liberate in Siria ed Iraq, "consolidare la collaborazione" nei Gruppi di Lavoro a carattere tematico. Anche su impulso italiano, ampio spazio verrà dedicato al contrasto della minaccia rappresentata dalle organizzazioni affiliate all'Isis in altre aree, in particolare nel Sahel e in diverse regioni africane: un fenomeno cresciuto in dimensioni e pericolosità negli ultimi anni e che pone gravi rischi anche per la sicurezza della regione mediterranea.

L'Isis "non deve essere in grado di riprendere slancio", ha detto Blinken in un'intervista al 'Journal du dimanche', in vista dell'appuntamento di domani. Per questo, anche se la Coalizione ha ottenuto "una vittoria" con la fine del califfato geografico dell'Isis in Iraq e Siria, "non dobbiamo abbassare la guardia".

Dello stesso avviso è il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, che parlando con lo stesso giornale ha sottolineato che per ottenere la sconfitta definitiva dell'Isis "la stabilizzazione dell'Iraq, è essenziale". Se questo non dovesse avvenire, avverte, i rischi di una rinascita dell'Isis "sono reali".

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