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Ex Ilva: arrestato avvocato Amara e misura cautelare anche per ex procuratore Capristo.

Taranto, 8 Giu 2021 – Sono quattro le persone arrestate, due in carcere e due ai domiciliari, dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia nell'ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza, competente sui magistrati del distretto di Taranto e Brindisi. In carcere sono finiti l'avvocato Pietro Amara e il poliziotto Filippo Paradiso. Ai domiciliari l'avvocato di Trani Giacomo Ragno e Nicola Nicoletti, che è stato consulente dei commissari dell'ex Ilva dal 2015 al 2018. L'obbligo di dimora è stato invece disposto per l'ex procuratore Carlo Maria Capristo, che è in pensione da alcuni mesi.

L'avvocato siciliano Pietro Amara è stato consulente legale di Ilva quando l'azienda era in amministrazione straordinaria e, in tale veste, avrebbe avuto rapporti con Capristo. Amara è anche al centro dell'inchiesta della Procura di Milano sul cosiddetto "falso complotto Eni": ai magistrati lombardi l'avvocato siciliano rilasciò dichiarazioni sulla presunta loggia Ungheria.

L'indagine nasce dal fascicolo, di cui la Procura di Potenza è competente per il coinvolgimento di magistrati, che portò all'arresto di Capristo il 19 maggio dello scorso anno quando l'ex procuratore capo della Procura Jonica finì ai domiciliari con l'accusa di presunte pressioni a due magistrati insieme a tre imprenditori e ad un poliziotto. Per questa vicenda è iniziato il processo al Tribunale di Potenza per tentata concussione, falso in atto pubblico e truffa aggravata.

L'avvocato secondo la procura è stato "soggetto attivo della corruzione in atti giudiziari sia a Trani che a Taranto". Carlo Maria Capristo è accusato, quando era Procuratore a Trani, di aver accreditato presso l'Eni Amara (con cui era stato messo in relazione dal poliziotto Filippo Paradiso, oggi arrestato) come "legale intraneo agli ambienti giudiziari tranesi in grado di interloquire direttamente con i vertici della Procura".

Tra le accuse rivolte ai principali indagati anche quella di avere, in cambio di favori, aggiustato (o tentato di aggiustare) procedimenti che riguardavano l'ex Ilva di Taranto. Nell'ordinanza si legge che, per l'incidente mortale nel 2016 dell'operaio Giacomo Campo, l'ex procuratore Carlo Maria Capristo "sollecitava i suoi sostituti a provvedere con massima sollecitudine al dissequestro dell'altoforno". Capristo, secondo i magistrati di Potenza, "gestiva, subito dopo l'incidente, i rapporti con la stampa (rientranti nei suoi compiti istituzionali secondo l'ordinamento giudiziario) in modo da fare intendere, sia pure implicitamente, ma univocamente, che l'Ilva, ovvero i suoi dirigenti, potessero essere stati vittime di attività di sabotaggio in loro danno e comunque proponendosi quale garante delle politiche di risanamento ambientale poste in essere dall'Ilva e quindi dai Commissari straordinari".

Arrestato l'avvocato Piero Amara e obbligo di dimora per l'ex procuratore di Taranto Capristo per favori nelle indagini sull'ex Ilva e se l'accusa fosse confermata sarebbe di una gravità inaudita, perché sono anni che come Verdi avevamo chiesto al Csm di intervenire sulla gestione Capristo a Taranto". Lo dichiara il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: "Era il 3 luglio 2019 e pubblicamente chiedevo al Csm di valutare la sospensione dalle sue funzioni il procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo perché alle riunioni in procura sulla richiesta di patteggiamento nel processo "Ambiente Svenduto" partecipava anche l'avvocato Piero Amara. "Una domanda a questo punto si rende necessaria: perché il Csm nominò il dottor Capristo alla guida della procura di Taranto, una città martoriata che ha pagato e paga un prezzo drammatico di vite umane?".

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