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Servizi, a Mancini l’incontro con Renzi non gli ha portato bene e i servizi lo mandano in pensione da 1 luglio.

Roma, 4 Giu 2021 - Marco Mancini va in pensione. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, l'agente dei servizi segreti nell'occhio del ciclone per l'incontro all'autogrill con Matteo Renzi - trasmesso dalla trasmissione Report - firmerà per andare in pensione a metà luglio all'età di 60 anni.

Infatti, una delle spie tristemente famose in Italia, dopo 37 anni, la storia di Marco Mancini nei servizi segreti italiani sta per finire. L'uomo al centro dei fatti più controversi degli ultimi decenni del nostro Paese a metà luglio firmerà per andare in pensione. Una scelta dettata dalla necessità più che dalla età: gli era stato comunicato, infatti, che avrebbe potuto chiudere la carriera tornando nei carabinieri, con il grado di maresciallo, dove si era arruolato nel 1979. L’uomo certamente non pensava di andare in pensione in questo momento e sperava di finire in un altro modo: con la vice direzione di una delle agenzie di sicurezza, ruolo che è stato a un passo dal ricoprire. Soprattutto negli ultimi mesi del governo Conte quando, anche grazie all'appoggio dell'allora direttore Gennaro Vecchione, era candidato al posto di numero 2 del Dis.

Poi il fatto che ha fatto sì che arrivasse la scivolata finale è arrivata con l'incontro della vigilia di Natale, in un autogrill fuori Roma, con Matteo Renzi. L'ex premier ha raccontato che era stata soltanto questione di convenevoli, una versione a cui hanno creduto in pochi, non fosse altro che per la delicatezza del momento. Il governo Conte era in bilico. E Renzi l'uomo che lo faceva ballare. Chiamato a rispondere al Copasir, Vecchione non è stato in grado di dare una spiegazione plausibile. E proprio quella sua audizione è stata tra le cause dell'avvicendamento a capo del Dis con Elisabetta Belloni, deciso dal premier Mario Draghi.

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