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Manovra di assestamento del Bilancio regionale: la Cna Sardegna chiede un incontro agli assessori Fasolino e Chessa.

Cagliari, 24 Magg 2021 - Ristori a fondo perduto per sostenere le circa 400 imprese sarde dell'artigianato Artistico e Tradizionale, rifinanziamento della Legge 949/52 e istituzione di un Fondo rotativo piccolo credito per il settore Artigiano che operi attraverso una gestione operata dallo stesso soggetto gestore della 949/52 in modo da arginare la drammatica carenza di liquidità delle piccole e medie imprese isolane. Sono le proposte della Cna Sardegna che, in previsione della prossima Manovra di assestamento del Bilancio regionale, ha chiesto un incontro urgente agli assessori regionali alla Programmazione e Bilancio, Giuseppe Fasolino, e all’Artigianato Gianni Chessa per “esaminare e approfondire insieme gli elementi di criticità più acuti che vive il sistema delle micro e piccole imprese isolane”. 

“Archiviato un 2020 disastroso, - si legge in un comunicato della Cna Sarda - l'economia sarda si prepara ad affrontare una fase di ripartenza estremamente complessa e incerta in cui incideranno sicuramente le vulnerabilità strutturali della nostra regione”, scrivono Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sarda, rappresentando ai due assessori i drammatici numeri emersi dalle ultime ricerche dell'associazione artigiana. 

Nel 2021 in Sardegna la ripresa economica potrebbe infatti faticare ad arrivare al +1%, a fronte di una previsione nazionale del 3,6%. Inoltre, guardando al biennio 2020-2021, l’economia sarda rischia di far registrare uno dei risultati peggiori nel panorama regionale italiano: -8.9% il PIL previsto per il 2021 rispetto al 2019 (peggio hanno fatto soltanto Valle D’Aosta, Trentino Alto-Adige e Toscana). 

Stando ai dati dell'associazione artigiana, - continua la nota - nel periodo tra giugno e ottobre 2020 un'impresa sarda su cinque ha più che dimezzato o non ha conseguito alcun fatturato contro una media nazionale del 15,5%; il 21% delle imprese sarde non prevede di conseguire un risultato migliore nella prima parte del 2021 (18% è la media nazionale); il 40,1% degli imprenditori si aspetta gravi problemi di liquidità, percentuali significativamente superiori alla media nazionale (33,5%). 

Ma il dato più preoccupante – evidenziano i vertici della Cna sarda - è la sempre maggiore crisi di liquidità che con il protrarsi delle restrizioni sulle attività economiche mette a rischio la sostenibilità e la continuità aziendale per migliaia di imprese.

Tra il 2016 e il 2020 – aggiunge - la disponibilità di credito per aziende sarde si è ridotta in maniera vertiginosa (oltre 2,7 miliardi su un volume complessivo di 9,35 miliardi di euro). Da una recente indagine della Cna nazionale risulta inoltre che più del 50% delle imprese intervistate ha aumentato la propria esposizione debitoria con le banche: il 12% l'ha incrementata di oltre il 10% e quasi una su 5 oltre il 20% rispetto alla situazione precedente la pandemia. Il 56 % del campione segnala forti necessità di “ristrutturare” la propria posizione debitoria. Oltre il 70% degli intervistati accusa una contrazione del fatturato nei primi quattro mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2019 e per oltre il 45% del campione la flessione supera il 30%. Siamo ancora molto lontani dalla “normalità” e non prevedere apposite misure di sostegno significa vanificare lo sforzo che centinaia di imprese realizzano per dare continuità alla propria attività. 

Nella richiesta di incontro agli assessori Fasolino e Chessa, Piras e Porcu espongono “le necessità di intervento indifferibili a cui a nostro avviso è possibile dare risposta in tempi immediati, impegnando dotazioni finanziarie limitate e abbastanza modeste, ma i cui effetti in termini di impatto e risultati, possono evitare il tracollo e l'uscita dal mercato di centinaia di aziende”. 

Ristoro a fondo perduto una tantum di 6mila euro per le aziende artigiane del settore artistico e tradizionale.

Per evitare la fuoriuscita dal mercato di molte imprese – continua la nota - la Cna chiede una misura di sostegno immediata in forma di ristoro a fondo perduto una tantum da 6mila euro per azienda, da destinare alle imprese del settore artistico, tipico e tradizionale che siano regolarmente iscritte all'albo delle imprese artigiane e alla vetrina dell'artigianato artistico della Sardegna. Per ottenere tale sostegno le aziende devono dimostrare la propria storicità aziendale (anche attestando la precedente partecipazione alle edizioni di iniziative fieristiche che hanno luogo direttamente o indirettamente con l'intervento della regione Sardegna) e certificare l'effettuazione di lavorazioni artistiche, tipiche e tradizionali con importante apporto manuale e non produzione in serie. Per permettere l'iscrizione alla “Vetrina dell’Artigianato” alle imprese che hanno i requisiti l’assessorato all’Artigianato dovrebbe appositamente consentire la riapertura dei termini per un periodo di 30 giorni. 

Rifinanziamento della legge 949/52 - La seconda misura urgente chiesta dalla Cna sarda riguarda il rifinanziamento della Legge 949/52 che rischia il blocco di operatività nel 2021.

Secondo la Cna sarda, per le piccole imprese artigiane isolane questa criticità può essere mitigata dalla legge 949/52, che opera non solo in termini di supporto agli investimenti, ma anche attraverso il finanziamento alle scorte di materie prime e di prodotti finiti, finanziati sulla base di spese per materiali già effettuate nei precedenti dodici mesi dell’impresa. Di fatto, la 949 agisce anche come ripristino di capitale circolante e di ricostituzione di liquidità aziendale. “Per avere un parametro delle ricadute che lo strumento produce sul comparto delle imprese artigiane – hanno spiegato Piras e Porcu - si segnala che, prendendo a riferimento l’annualità 2020 e il primo quadrimestre 2021, con una dotazione finanziaria di 11.059.000 euro si è coperto è soddisfatto il fabbisogno espresso da circa 750 imprese”. La Cna Sardegna stima che per consentire alla legge 949/52 di poter operare per tutta l’annualità in corso occorra un fabbisogno finanziario di ulteriori 8 milioni di euro. 

Fondo rotativo per il piccolo credito destinato al settore artigiano - Terza proposta della Cna sarda è l'istituzione di un Fondo Rotativo Piccolo Credito per il settore Artigiano che operi attraverso una gestione operata dallo stesso soggetto gestore della 949/52 e consenta a tutte le aziende di ottenere finanziamenti a tasso agevolato, favorendo l'accesso al credito.

“Data la situazione di emergenza epidemiologica che stiamo vivendo e il contesto attuale in cui le banche sono restie nel concedere nuovi finanziamenti – spiegano Piras e Porcu - lo strumento agevolativo in oggetto potrebbe rappresentare una grande opportunità per le micro, piccole e medie imprese.

Il fondo rotativo per il piccolo credito, - conclude il comunicato di Cna - alimentato sia da risorse pubbliche, sia dai rientri derivanti dal pagamento delle rate dei finanziamenti in ammortamento delle imprese che ne hanno già beneficiato, sarebbe a tasso zero con un importo compreso tra 10 mila e 50 mila euro, rimborsabile entro un massimo di 60 mesi (incluso un eventuale periodo di preammortamento di massimo 12 mesi). Finalizzato alla realizzazione di un investimento e/o per il reintegro della liquidità aziendale, il fondo sarebbe destinato alle imprese artigiane che hanno (o che intendono aprire entro la data di erogazione del finanziamento) sede operativa in Sardegna che abbiano un'esposizione complessiva entro i 100mila euro. Com

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