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Oms: pandemia a un punto critico, infezioni esponenziali.

Cagliari, 13 Apr 2021 - "A gennaio e febbraio, il mondo ha vissuto 6 settimane consecutive di calo nei casi di Covid-19. Ora abbiamo visto 7 settimane consecutive di contagi in crescita e 4 settimane di morti in aumento. La scorsa settimana è stato registrato il quarto numero più alto di casi settimanali finora.  Questo, nonostante il fatto che ora siano state somministrate più di 780 milioni di dosi di vaccino a livello globale". Inizia così il Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto aggiornamento su Covid-19.

Non è la prima volta che l’Oms richiama l’attenzione sull’Asia e sul Medio Oriente dove i contagi sono schizzati vertiginosamente, nonostante oltre 780 milioni di dosi del vaccino somministrate in tutto il mondo". "Non cadiamo in errore, aggiunge Ghebreyesus, i vaccini sono uno strumento potente e vitale, ma non l'unico". "Lo vediamo giorno dopo giorno e continueremo a ribadirlo". Ma c’è un ma scandito da Ghebreyesus: "Il distanziamento sociale funziona. Le maschere funzionano. Lavarsi le mani funziona. La ventilazione funziona". Funzionano "la sorveglianza, i test, il tracciamento dei contatti, l'isolamento, la quarantena e le cure compassionevoli, sono tutte cose che funzionano nel fermare il Covid-19 e salvare vite".

L'approccio "confuso, incoerente e compiacente" di molti governi nella gestione della pandemia di Covid-19 non aiuta e sta prolungando il contagio, dove servirebbe "un approccio coerente e coordinato" avverte Ghebreyesus che aggiunge: "Non vogliamo lockdown infiniti, vogliamo vedere le società e le economie riaprire e i viaggi e il commercio riprendere", "ma al momento i reparti di terapia intensiva stanno traboccando e le persone stanno morendo, e sono tutte cose evitabili". Sono giovane non mi contagio Altro aspetto sottolineato è quell’idea che se si è giovani non ci si ammali. Dunque non importa. Una sciocca leggerezza, perché il Covid non guarda in faccia nessuno. Il Covid-19 "non è un'influenza" scandisce con durezza Ghebreyesus.

“Sono morte persone giovani e sane. E ancora non comprendiamo appieno le conseguenze a lungo termine dell'infezione per coloro che sopravvivono".  Perché, e forse se ne parla poco, una volta guariti dal Covid c’è il post Covid. "Molte persone che hanno sofferto di una forma anche lieve di Covid riferiscono sintomi a lungo termine tra cui affaticamento, debolezza, annebbiamento del cervello, vertigini, tremori, insonnia, depressione, ansia, dolori articolari, costrizione toracica e altro". Davvero non importa?

C’è un’indicazione da seguire, un’uscita di sicurezza. "La pandemia è lontana inutile nasconderlo dice il Direttore Ggenerale dell'Oms, Tedros  Adhanom Ghebreyesus. Ma abbiamo molti motivi per essere ottimisti. Il calo dei casi e dei decessi" per Covid "durante i primi due mesi dell'anno mostra che questo virus e le sue varianti possono essere fermati. Come?  Con uno sforzo di tutti noi nel rispettare le misure di salute pubblica insieme ad un acceso equo ai vaccini. La via d’uscita in sicurezza passa da qui.

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