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Consiglio Sardegna – Discussione generale sul Disegno su “Norme urgenti per il rilancio delle attività di impulso, coordinamento ed attuazione degli interventi della Giunta regionale e di riorganizzazione della Presidenza della Regione” (2).

Cagliari, 7 Apr 2’21 - Di “una legge partorita da una montagna di discorsi” ha parlato Roberto Deriu (Pd). Che ha aggiunto: “Non so se sia un topolino ma è un roditore di certo. E rode il rapporto di fiducia tra cittadini e politica e dentro la burocrazia. Bastava invece un solo articolo, l’articolo 7 e il solo comma 4. Bastava consentire il solo staff tecnico per il presidente della Regione. Invece questa legge contiene numerosi meccanismi di moltiplicazione, come quelli del comma 7 dell’articolo 7 e dell’articolo 3. Ci siamo stancati di criticare un testo compilato dalla maggioranza sotto dettatura: è una legge fuori tempo. Dopo i primi sei mesi è inutile tentare riforme di struttura. Volete tirare quattro paghe per il lesso di fine mandato, questa riforma nasce con i tromboni e finirà con gli sghignazzi”.

A seguire Salvatore Corrias (Pd): “Questa riforma non è né indispensabile né complessa, come dite voi. Ma cosa vi è venuto in mente di fare una legge del genere in un momento così difficile per le imprese ma anche per la struttura amministrativa della Regione? Preoccupatevi di usare meglio i soldi, altro che, e di attivare nuovi concorsi pubblici anche per i dirigenti”.

Sempre dall’opposizione Eugenio Lai (Leu) ha detto che “è davvero difficile non essere populisti davanti a questa proposta. Altro che la questione morale di Berlinguer: qui state mettendo in piedi una macchina amministrativa sotto il controllo del presidente della Regione. Uffici inutili ma utili per gli esperti e i consulenti che volete nominare, per autisti che guadagneranno 60 mila euro. E così via”. (C.C)

Il consigliere Stefano Tunis (Misto), relatore di maggioranza, ha parlato di un dibattito che, al di là della “necessaria retorica” ha fornito al Consiglio elementi essere utili a migliorare la legge. Qui, ha sottolineato, non sono in discussione principi condivisi come reclutamento, concorsi e meritocrazia perché la riforma non aumenta la struttura della Regione ma interviene sulla governance, fa un altro “mestiere”, elimina alla radice il sospetto di “scorciatoie” per dilatare a dismisura il numero dei dipendenti regionali. Si parla di altro, ha insistito Tunis, di come rendere efficiente la struttura amministrativa che oggettivamente richiede profondi interventi, perché oggi come oggi, ad esempio, nessun direttore generale ha il compito di coordinare le altre direzioni, un problema che nella legislatura precedente cercò di risolvere l’assessore Demuro istituendo la conferenza dei direttori generali che però non si è mai riunita.

Ha riassunto la presidenza dell’Assemblea il presidente Pais che, constatata la mancanza di altri iscritti a parlare, ha aggiornato la seduta alle 16.30 per gli interventi dei capigruppo. Com

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