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Papa: in questa buia pandemia Cristo ci dice di ricominciare.

Città del Vaticano, 4 Apr 2021 – Ieri sera, veglia pasquale anticipata dal Covid nel rispetto del coprifuoco. Il Papa ha presieduto la Veglia Pasquale nella Notte Santa, dalle 19.30 all'Altare della Cattedra, nella Basilica Vaticana con un numero di fedeli contingentato nel rispetto delle norme anti Covid. Il rito della Benedizione del fuoco si è svolto ai piedi dell'Altare della Confessione. La processione iniziale, dall'Altare della Confessione a quello della Cattedra passando dal lato dell'"Altare di San Giuseppe". Al canto del Gloria ha corrisposto la progressiva accensione della Basilica, fino all'illuminazione completa. Nel corso della cerimonia niente battesimi, ma la sola Rinnovazione delle promesse battesimali, preceduta dalla benedizione dell'acqua lustrale. 

"Ecco il primo annuncio di Pasqua che vorrei consegnarvi: è possibile ricominciare sempre, perché sempre c'è una vita nuova che Dio è capace di far ripartire in noi al di là di tutti i nostri fallimenti".

Lo ha detto Papa Francesco nell'omelia durante la veglia di Pasqua. "Anche dalle macerie del nostro cuore Dio può costruire un'opera d'arte, anche dai frammenti rovinosi della nostra umanità Dio prepara una storia nuova", ha proseguito. "Egli ci precede sempre: nella croce della sofferenza, della desolazione e della morte, così come nella gloria di una vita che risorge, di una storia che cambia, di una speranza che rinasce. E in questi mesi bui di pandemia sentiamo il Signore risorto che ci invita a ricominciare, a non perdere mai la speranza".

Andare in Galilea, dove il Signore Risorto ci precede, significa "ricominciare", ma anche "percorrere vie nuove". "È muoversi nella direzione contraria al sepolcro. Le donne cercano Gesù alla tomba, vanno cioè a fare memoria di ciò che hanno vissuto con Lui e che ora è perduto per sempre. Vanno a rimestare la loro tristezza. È l'immagine di una fede che è diventata commemorazione di un fatto bello ma finito, solo da ricordare", ha poi aggiunto Papa Francesco, durante l'omelia in occasione della Veglia Pasquale, dopo avere invitato i fedeli ad accogliere l'invito del Vangelo, l'invito di Pasqua: "Andiamo in Galilea dove il Signore Risorto ci precede".

"Tanti vivono la 'fede dei ricordi', come se Gesù fosse un personaggio del passato, un amico di gioventù ormai lontano, un fatto accaduto tanto tempo fa, quando da bambino frequentavo il catechismo", ha spiegato il Santo Padre. "Una fede fatta di abitudini, di cose del passato, di bei ricordi dell'infanzia, che non mi tocca più, non mi interpella più. Andare in Galilea, invece, significa imparare che la fede, per essere viva, deve rimettersi in strada. Deve ravvivare ogni giorno l'inizio del cammino, lo stupore del primo incontro. E poi affidarsi, senza la presunzione di sapere già tutto, ma con l'umiltà di chi si lascia sorprendere dalle vie di Dio. Andiamo in Galilea a scoprire che Dio non può essere sistemato tra i ricordi dell'infanzia ma è vivo, sorprende sempre. Risorto, non finisce mai di stupirci", ha sottolineato Papa Francesco.

"Ecco il secondo annuncio di Pasqua: la fede non è un repertorio del passato, Gesù non è un personaggio superato. Egli è vivo, qui e ora. Cammina con te ogni giorno, nella situazione che stai vivendo, nella prova che stai attraversando, nei sogni che ti porti dentro. Apre vie nuove dove ti sembra che non ci siano, ti spinge ad andare controcorrente rispetto al rimpianto e al 'già visto'. Anche se tutto ti sembra perduto, apriti con stupore alla sua novità: ti sorprenderà", ha insistito il Pontefice.

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