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Il governo del Presidente guidato dall’uomo di fiducia di Mattarella parte in salita: subito dopo l’annuncio di Mattarella arriva veloce il No del M5s ad un governo non politico.

Roma, 3 Feb 2021 - ​Il Movimento 5 stelle non voterà la fiducia ad un esecutivo guidato da Mario Draghi. Lo annuncia Vito Crimi con un post su Facebook: "Il Movimento 5 Stelle, già durante le consultazioni, aveva rappresentato che l'unico governo possibile sarebbe stato un governo politico. Pertanto non voterà per la nascita di un governo tecnico presieduto da Mario Draghi".

Nelle ore successive all'annuncio del Capo dello Stato che aveva convocato per oggi Mario Draghi, implicitamente per chiedergli di formare un governo dalla più ampia base parlamentare possibile, il travaglio dei pentasellati era divampato. In parte era scontato il No del gruppo di parlamentari grillini che si riconosce nella linea Di Battista, da sempre contrario a Draghi, come il senatore Elio Lannutti uno dei primi ad esprimersi: "Prima fu Monti. Oggi Draghi. Non governerà col mio voto. Mi spiace". E a ricordare come il Movimento 5 stelle è "contro i poteri forti". Contro "l'establishment", per dirla con Toninelli. Contro "l'apostolo delle elite", per dirla con lo stesso Di Battista.

"Se qualcuno cerca scuse per manovre lacrime e sangue non troverà il nostro appoggio", sottolinea il ministro uscente Fabiana Dadone. "Abbiamo detto che il M5s avrebbe sostenuto solo un esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Su questo, con coerenza, andremo fino in fondo", aggiunge l'ormai ex sottosegretario a palazzo Chigi Riccardo Fraccaro accompagnato dai "no" a Draghi che giungono da Roberta Lombardi, Michele Gubitosa o Luigi Gallo. L'obiettivo sembra quello di difendere Giuseppe Conte, puntare alle elezioni con il giurista pugliese a capo di una lista agganciata a M5s.

Finora, a parlare, sono solo gli anti-Draghi. Se il M5s votasse compattamente contro il governo Draghi, a Palazzo Madama l'ex governatore della Bce non avrebbe la maggioranza, ma Di Maio non si è pronunciato, e c'è anche un'ala pentastellata orientata a rispondere favorevolmente al Capo dello Stato. Il dubbio però sta proprio nella compattezza del movimento. Nelle prossime ore inizierà la conta, sarà l'assemblea congiunta oggi a decidere la linea ufficiale dove, con ogni probabilità, andrà in scena la guerra fratricida tra i 5 stelle.

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