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Crisi di Governo: il primo ministro Conte al Quirinale forse già oggi pomeriggio per le dimissioni e Conte ter.

Roma, 25 Gen 2021 - Il premier Giuseppe Conte, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, potrebbe salire al Quirinale già oggi per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Oggi il presidente del Consiglio ha in agenda come ultimo appuntamento, alle 17, l'incontro con il Forum del terzo settore sul Recovery Plan.

"Risolvere problemi non vuol dire baci e abbracci, ma impegnarsi con Conte visto che ha avuto la fiducia poco tempo fa, per un governo ampio ed europeista". Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, a Radio Immagina.

"Il Pd non ha mai puntato, non punta e non vuole il voto anticipato. Il Pd ha sempre garantito una buona qualità di governo con responsabilità e battaglia sui contenuti, come quando abbiamo ottenuto di cambiare i decreti Salvini", ha detto Zingaretti.

"È stata la scelta di Matteo Renzi a materializzare il rischio di scivolare a elezioni anticipate", ha aggiunto il segretario del Pd.

"È stata l'apertura della crisi a materializzare un rischio che va evitato e per evitarlo il Pd sta lavorando per garantire, sulla base di un programma governo che deve essere autorevole, su una base parlamentare ampia e su una base europeista. Un governo che guarda alla legislatura per affrontare il Covid, la campagna vaccinale e che chiude la discussione sul Recovery Fund e apra la stagione degli investimenti, che affronti il tema delle riforme istituzionali a partire dalla legge elettorale", sottolinea Zingaretti. "L'annuncio delle dimissioni è stato lo strappo che ci ha fatto precipitare in questa crisi".

Il Pd è in pressing in queste ore, a quanto si apprende da fonti parlamentari, per convincere il premier Giuseppe Conte che l'unica via per salvare il governo e cercare una maggioranza stabile è passare dalle sue dimissioni-lampo, passaggio ritenuto necessario per far emergere con chiarezza i 'volenterosi'. Lo rende noto l'Ansa. I dem hanno assicurato a Conte che il suo ruolo "è imprescindibile" e che il Pd è comunque al suo fianco. Ma l'hanno messo in guardia sui rischi di andare in aula per la relazione del ministro della giustizia Alfonso Bonafede e sul fatto che il governo ne uscirebbe sconfitto visto che ad ora i numeri non ci sono.

"Si parla di dimissioni di Conte? Avrebbe già dovuto darle. C'è un piano vaccinale fermo, le scuole sono aperte in una città sì e una no, ci sono due milioni di posti di lavoro a rischio, e noi stiamo in ballo sugli umori di Conte, Di Maio, Zingaretti, e sulle trattative di Tabacci e Mastella. È irrispettoso, disgustoso, volgare, deprimente", ha detto Matteo Salvini lasciato il Palazzo di Giustizia di Torino dove oggi ha preso parte all'udienza del processo in cui è chiamato in causa per vilipendio dell'ordine giudiziario.

"Sarebbe impensabile andare al governo con il Pd, con M5s ci abbiamo già provato e abbiamo visto come è andata a finire", ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, oggi, a Torino, aggiungendo: "Mi allontana dalla sinistra la visione dell'Italia e del mondo, della famiglia, della sicurezza e dei trasporti. Noi non possiamo andare al governo con i signor no, ci siamo stati e abbiamo smesso di starci quando i no sono diventati troppo".

"Le parole di Zingaretti sull'ipotesi di elezioni anticipate sono perfettamente rappresentative del terrore che hanno Pd e M5s verso il voto libero dei cittadini. Con che coraggio questa gente si definisce democratica? Tranquilli, arriverà il giorno in cui dovrete rispondere davanti agli italiani delle vostre bugie e dei vostri fallimenti". Così in un post su Facebook Giorgia Meloni.

Contrari all'operazione responsabili Nel corso di una riunione stamattina al partito con il segretario dimissionario Lorenzo Cesa, i vertici dell'Udc hanno ribadito che non parteciperanno all'operazione "responsabili" e che resteranno nel centrodestra. È quanto si apprende da fonti centriste. Di conseguenza anche la posizione sulla relazione del ministro Bonafede sulla giustizia sarà la stessa degli alleati, ossia voto contrario. La linea centrista è stata condivisa da tutti e 3 i parlamentari dell'Udc.

Il leader di Italia viva Matteo Renzi riunirà domani alle 22,30 i gruppi parlamentari per discutere della posizione da assumere in vista del voto sulla relazione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in Parlamento. E' quanto si apprende da fonti di Iv.

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