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Conte al Quirinale da Mattarella per riferire sulla probabile crisi di governo per colpa di Renzi che il 73 per cento degli italiani detesta.

Roma, 13 Gen 2021 - Il presidente del consiglio Giuseppe Conte si è incontrato al Quirinale con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, per confrontarsi sulla situazione politica attuale. Da fonti governative si fa sapere che il Presidente Mattarella nel colloquio con Conte avrebbe manifestato l'urgenza di uscire presto da questo stato di incertezza.

Terminato l'incontro con il Presidente della Repubblica, il premier Conte si è recato a piedi a Palazzo Chigi e lungo il percorso, intercettato dai cronisti, ha dichiarato: "Ho aggiornato il capo dello Stato sullo stato della coalizione e i prossimi passaggi. Ho sempre detto che il governo può andare avanti solo con il sostegno di tutte le forze di maggioranza. Io lavorerò fino all'ultima ora per rafforzare la coalizione. L'interesse dei cittadini viene prima di tutto". E sulle possibili dimissioni delle ministre di Italia viva ha aggiunto: "Spero non si arrivi a questo. Il governo deve avere una solida maggioranza, occorre solidità. Non può prendere un voto qua e là, Iv sa che ogni volta che ha posto problemi in modo costruttivo trova sempre in me massima disponibilità. Confido che ci si possa trovare intorno a un tavolo. Se c’è disponibilità di confrontarsi in modo leale sono convinto si possa trovare il senso di una maggiore e nuova coesione". Sul "Patto di fine legislatura", ha aggiunto, "confido che tutti si possano mettere intorno a un tavolo con disponibilità a confrontarsi in modo leale e costruttivo e che si possa ritrovare il senso di una maggiore coesione delle forze di maggioranza".

Intanto, a poche ore dal possibile showdown del governo Conte II, e dalla conferenza stampa del leader di Italia Viva Matteo Renzi, convocata nel pomeriggio alla Camera, fioccano ancora gli appelli alla ripresa del dialogo, per scongiurare in extremis la crisi. E sembra aprirsi uno spiraglio nel braccio di ferro tra il premier Giuseppe Conte e Renzi. Secondo fonti del governo non mancano pontieri tra le forze di maggioranza che si stanno spendendo per uscire dal pantano.

In prima linea ci sarebbero anche il segretario dem Nicola Zingaretti e il ministro agli Affari esteri Luigi Di Maio. Iv, viene spiegato, aspetta un segnale, un atto da parte del premier prima delle 17.30, quando Renzi terrà la sua conferenza stampa. Per ora Palazzo Chigi starebbe lasciando lavorare le forze di maggioranza, un incontro con i leader - che molti vorrebbero - non è ancora in agenda. Ma si continua a lavorare per scongiurare la crisi.

Anche se Iv frena: "Si sono scordati di avvisarci". E a proposito dello spiraglio che si starebbe aprendo fonti del partito puntualizzano. "Lo ha detto Casalino".

Dalla mattinata, comunque, si sono susseguiti appelli per ricucire. Il primo ad 'aprire le danze' nell'ultimo estremo tentativo di evitare il precipitare della situazione verso una crisi al buio è stato Luigi Di Maio che su Facebook rivendica "l'approvazione del Recovery plan in Cdm e chiede "serietà e responsabilità in questo momento storico". Quindi, il titolare della Farnesina esorta "tutti" a fare "un passo indietro per amore del Paese". Gli fa eco il capo delegazione M5s Alfonso Bonafede, che invita le forze di maggioranza a continuare "a concentrarci sulle cose da fare".

Gli appelli alla ripresa del dialogo non mancano nemmeno in casa Pd. "L'interesse generale deve prevalere su quello di parte", afferma il ministro Enzo Amendola a Rainews24, che cita il "metodo del Recovery", ovvero quello del "dialogo" per "appianare le divergenze". Che i dem siano in campo alla ricerca di un'ultima mediazione in zona Cesarini lo conferma il capogruppo al Senato, Andrea Marcucci, che 'bacchetta' Conte ("non è il momento degli ultimatum") e insiste sulla necessità di ricomporre la frattura con i renziani: "Non ci vogliono responsabili ma senso di responsabilità per l'Italia. Non vanno accentuati i toni, il Pd sta ancora mediando, Italia viva ha contribuito a migliorare il Recovery, Conte ha accolto le modifiche. Va rilanciato l'azione di questa maggioranza e di questo governo. Io ci credo ancora, serve una maggioranza politica con Italia viva". Chiarissimo il segretario dem, Nicola Zingaretti, che parla esplicitamente della necessità di "fare di tutto per riprendere il dialogo, il confronto nella maggioranza, per trovare una soluzione alla crisi e affrontare con responsabilità i prossimi decisivi passaggi come lo scostamento di bilancio e i ristori economici alle imprese". Dello stesso avviso Leu che, con il capogruppo Federico Fornaro, che spinge affinché "si facciano prevalere le ragioni del dialogo e del rispetto reciproco, perché quando si rompe è sempre difficile, molto difficile mettere insieme i cocci".

Ma nel clima da ultime ore per evitare la fine prematura del Conte II, irrompe Beppe Grillo, che condivide interamente sui social la lettera aperta del deputato M5s Giorgio Trizzino ai partiti di maggioranza e opposizione con un appello a fare "insieme un patto tra tutti i partiti, per la ricerca di un obiettivo condiviso che altro non può essere che la ricerca del bene comune per il Paese", sostiene il fondatore M5S facendo sua "l'esortazione del Presidente Mattarella di diventare costruttori". Un appello che sembrerebbe un invito a dar vita a un esecutivo di unità nazionale. Ma con precisazione a margine, dopo un po' dalla pubblicazione: "E' sottinteso che il Governo è di Conte".

Appello subito rispedito al mittente da Matteo Salvini: "Vergogna, rabbia e disgusto per lo squallido teatrino Pd-M5s. Siamo pronti ma non ai minestroni. Vedo che Grillo per disperazione dice 'tutti dentro'. Con certa gente non posso starci", chiude la porta il leader della Lega. E da Forza Italia Osvaldo Napoli osserva: "Nei modi obliqui e istrionici che gli sono propri, Beppe Grillo ha mandato una lettera di benservito al presidente Conte".

Nel pomeriggio si dovrebbe tenere anche un vertice del centrodestra per fare un punto sulla situazione della crisi di governo, ma soprattutto per evitare che ci sia qualcuno interessato a dare sostegno alla maggioranza. Un incontro per compattare la coalizione nell'Aula del Senato. Il vertice di centrodestra si terrà oggi alle 18 alla Camera. Parteciperanno Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani, ci sarà anche il leader di Cambiamo, Giovanni Toti, e poi Maurizio Lupi per Noi per l'Italia e Lorenzo Cesa per Udc.

Gli ex 5 stelle che ora fanno parte del gruppo misto, gli esponenti dell'Udc, due dei tre componenti di Cambiamo, tre esponenti di FI, i fuoriusciti dal Pd. Sono gli stessi renziani che sotto traccia fanno i conti dei numeri di palazzo Madama. Gli interessati smentiscono: non daremo alcun sostegno al governo. Ma intanto in mancanza di un accordo tra Conte e Renzi è sui "responsabili" che si gioca questa crisi che potrebbe essere innescata nel pomeriggio. I responsabili? "Potrebbero essere di più, ma se non gli riconosci lo status non vengono allo scoperto", dice Mastella facendo intendere che gli eventuali nuovi ingressi nella maggioranza dovrebbero poi avere uno spazio nell'esecutivo.

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