Cagliari, 29 Dic 2020 - Per Giuseppe Talanas (Forza Italia), presidente della Quarta commissione, “è necessario ringraziare l’assessore e gli uffici per il lavoro svolto. Sono convinto che questa legge darà una spinta all’economia sarda. E non capisco come mai l’opposizione ci accusi di essere cementificatori: è un testo restrittivo questo dl, che impone comunque il limite dei 300 metri. Ci dite dove stiamo sprecando suolo? Dove stiamo cementificando? Abbiamo previsto un bonus volumetrico del 5 per cento e non mi pare nulla di scandaloso, nemmeno per l’edificabilità nelle zone agricole. Né fa scandalo il bonus volumetrico del 10 per cento nel caso vengano impiegati materiali per edilizia prodotti in Sardegna”.
La capogruppo di Cinque Stelle, Desirè Manca, ha preso la parola per dire che “in quest’aula è incredibile sentire un determinato frasario dai banchi della maggioranza verso il presidente del Consiglio, un’offesa così grave è una vergogna”. Il presidente Pais ha replicato: “Non ho sentito alcuna offesa ma certo le regole valgono per l’opposizione e per la maggioranza e il mio compito è farlo rispettare”.
Dai banchi del Pd Giuseppe Meloni ha premesso: “È notorio che io non sono uno che dice no per principio alle proposte della maggioranza ma come fate a ipotizzare che i Comuni chiedano l’adeguamento dei loro Puc al Ppr se voi stessi prevedete un sistema di deroghe che consentono ai Comuni di evitare l’adeguamento e scegliere invece scorciatoie? Non raccontate che questa legge risolverà il problema del comparto turistico della Sardegna: al massimo risolverà l’esigenza di qualcuno”.
Per il gruppo Pd Comandini ha ricordato “il lavoro dei componenti Pd in commissione ma voi avete previsto un altro percorso rispetto a quello che vi abbiamo indicato. Il vostro disegno di legge non è una legge urbanistica, non è una legge edilizia, non è un piano casa ma un grande contenitore. Una legge matrioska dove ognuno tira fuori una bambolina al suo bisogno. Non c’è visione, non c’è idea di Sardegna. Eppure mi ero illuso che questa potesse essere una legislatura di riforme, mi ero illuso dopo aver sentito il presidente Solinas e la sua maggioranza arrivata anche dalle Alpi. Voi invece fate leggi per aumentare il contenzioso con lo Stato, perché vi serve dire che lo Stato è brutto e cattivo contro la Sardegna. Rischiate di avere 10 leggi impugnate dal governo in appena venti mesi”.
Il consigliere della Lega Michele Ennas ha incentrato il suo intervento sulla rispondenza della disegno di legge all’esigenza fortemente avvertita di recuperare il patrimonio edilizio della Sardegna. Questa non è una legge urbanistica o il nuovo piano paesaggistico, ha chiarito, ma uno strumento concreto che tiene in equilibrio con una serie di misure tutela dell’ambiente e sviluppo economico e, quanto all’agro, si interviene per frenare il degrado di questa parte del territorio. La legge inoltre, ha proseguito Ennas, è frutto anche del dialogo interno alla maggioranza e in questo non c’è niente di male ma, anzi, la volontà di ascoltare e di confrontarsi rivolgendo lo sguardo a territori diversi da quelli costieri; quindi la “leggenda metropolitana” proposta dall’opposizione sulla maggioranza che vuole solo cementificare non ha fondamento nella realtà. La normativa urbanistica regionale, ha concluso, va profondamente rinnovata e lo faremo partendo proprio da questa legge.
Il consigliere Pietro Moro (Udc-Cambiamo) ha ripreso il tema della cementificazione che, ha ricordato, non trova conferme nemmeno nelle indagini scientifiche, a partire da quelle sul consumo del suolo. La Sardegna mantiene quindi intatta nel tempo la sua identità ambientale, secondo Moro, non solo nella parte costiera ma anche in quella interna rimasta troppo a lungo in ombra e su questo bisogna puntare, innestando la cultura dello sviluppo sostenibile in un sistema efficiente di servizi. Il problema, ha sintetizzato il consigliere, non è l’edilizia in sé ma migliorare la qualità del vivere e dell’abitare operando una saldatura fra città e campagna, fra tessuto urbano e rurale, perché non ci può essere benessere ambientale senza benessere economico.
Il consigliere Giovanni Satta (Psd’Az) è partito da una citazione della relazione della legge 8 del 2015 voluta dal centro sinistra e scritta dall’allora assessore Cristiano Erriu per dimostrare, a suo avviso “numeri alla mano”, che non c’è distanza fra le scelte operate allora e quelle del disegno di legge in discussione, e va ricordato anche che in quella legislatura fu la stessa maggioranza di centro sinistra ad impedire l’approvazione di una legge urbanistica. È vero, ha poi sostenuto Satta, che ci sono due correnti di pensiero ma questo non deve impedire la ripresa dello sviluppo economico, perché nessuno di noi vuole costruire sulle coste, come non voleva il Pd di allora, ed è sbagliato “tifare” per l’impugnazione della legge da parte del governo. Se si riflette con onestà intellettuale, ha concluso il consigliere sardista, ci si rende conto che le posizioni non sono poi così distanti, ferma restando la necessità di una nuova legge urbanistica.
Il consigliere di Forza Italia Emanuele Cera, nel condividere alcune considerazioni fatte in precedenza dai colleghi, ha affermato che la legge restituirà ai sardi la certezza del diritto nel rispetto del paesaggio. Sul testo originale della Giunta, ha ricordato, si è innestato un grande lavoro della commissione che è intervenuta su alcuni punti qualificanti, come le premialità volumetriche nei 300 metri e per le seconde case. Quanto alla riduzione del lotto minimo ad un ettaro per realizzare costruzioni c’è ad avviso di Cera una cultura profondamente diffusa in Sardegna, di stare in campagna, di controllarla, di vigilarla e tenerla in ordine, così come non bisogna demonizzare l’accorpamento di più particelle.
Il consigliere di Leu Eugenio Lai ha confessato di aver ascoltato con la massima attenzione gli interventi dei consiglieri di maggioranza, cercando di intravedere una strategia forte di sviluppo per la Sardegna, ma questa strategia non c’è, a parte i soliti argomenti contrari al Ppr. Il ricorso ai dati della disoccupazione in edilizia, poi, non vale niente se non si è capaci di dimostrare che la legge avrà un indotto positivo proprio sull’occupazione, come hanno denunciato gli stessi sindacati. Oggi, ha detto ancora Lai, il termine più cliccato sulle piattaforme social, è oggi ecobonus, perché si è rivelata vincente la scelta del Governo nazionale che ha immesso risorse consistenti nel sistema.
Il capogruppo di Fdi Francesco Mura ha espresso una valutazione molto positiva del lavoro della commissione e degli stessi commissari, al di là delle diverse posizioni in campo. L’urbanistica, ha continuato, è un tema che evoca un clima da “guerra santa” e dal 2006, anno del Ppr, questa guerra ha causato la contrapposizione fra “buoni e cattivi”, e soprattutto è una guerra che ha fatto molte vittime civili e sociali all’interno del comparto edilizio: ora è arrivato il tempo di mettere le cose a posto. In Sardegna, altro dato reale proposto da Mura, l’edilizia lavora grazie alla legge 4 del 2009, che non ha provocato alcun disastro ma buoni investimenti, ed invece vengono evocate in modo scorretto tragedie mentre la metà della Sardegna è oggi vincolata per proteggersi dai rischi.
Il capogruppo del M5S Michele Ciusa ha ribadito che per il suo gruppo l’ambiente resta un tema centrale che può essere coniugato con lo sviluppo solo in una cornice di sostenibilità, termine che questa legge ignora, arriva tardi senza dibattito nei territori, con un testo riveduto e corretto prima dalla maggioranza, poi dalla stessa Giunta e infine dal presidente. La Sardegna già in crisi per la pandemia.
Il capogruppo di Forza Italia, Angelo Cocciu, ha replicato alle critiche mosse dai gruppi dell’opposizione ma non ha risparmiato neppure la maggioranza. All’esponente del centrodestra non è piaciuta infatti la retromarcia sulla possibilità di riqualificazioni e interventi, con annessi incrementi volumetrici, anche nelle zone turistiche, all’interno della fascia costiera dei trecento metri dalla battigia. «Ci siamo fatti impressionare – ha dichiarato Cocciu - da una serie di articoli di giornale e dalle discutibili affermazioni fatte da autorevoli rappresentanti della sinistra radical chic che hanno denunciato chissà quali sfaceli».
A favore del Piano casa le dichiarazioni del capogruppo dei Riformatori, Aldo Salaris, che ha ricordato il cuore del provvedimento: recuperare e migliorare ciò che già esiste. «Nessuna colata di cemento – ha affermato l’esponente della maggioranza – e ogni modifica è stata fatta col principio della piena legittimità giuridica». Salaris ha rimarcato l’urgenza di una nuova legge urbanistica e riferendosi al collega Piscedda, che aveva definito un’incongruenza votare per i nuraghi patrimonio dell’Unesco e per il piano casa, ha escluso una qualche contraddizione politica: «Nessun amministratore locale potrebbe permettersi a lesionare ciò che la storia ci consegna».
Favorevole anche il capogruppo del Misto, Roberto Caredda che ha declinato i diversi obiettivi del piano casa ed ha insistito sulla necessità di un provvedimento adatto a scongiurare impedimenti burocratici e lungaggini amministrative. Il consigliere della maggioranza ha ricordato la crisi economica in atto e rimarcato l’urgenza di provvedimenti che aiutino le imprese e il lavoro. Caredda ha ribadito la volontà di difendere l’ambiente ma anche quella di superate le ottusità in materia di urbanistica ed edilizia.
Il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau (Pd), in apertura del suo intervento ha denunciato “l’irritualità del percorso consiliare del provvedimento, come ammesso dal relatore della maggioranza, attraverso la compressione dei tempi per le audizioni e per il confronto”. Ganau ha lamentato il mancato coinvolgimento territori e il ritardo con il quale si arriva all’esame del provvedimento. «Il testo esitato dalla commissione – ha attaccato il capogruppo dei democratici - è la saga della deregulation urbanistica e rappresenta la vittoria dell’ala cementidicatoria della maggioranza». L’ex sindaco di Sassari ha quindi sottolineato le contraddizioni tra le posizioni espresse dalla maggioranza “con quelle dichiarate dal presidente della Giunta che ha smentito l’azione della sua maggioranza in commissione”. Il capogruppo ha quindi elencato in tono critico i diversi interventi previsti dal nuovo piano casa: «Si va verso la cementificazione massiva che non tutela il territorio e non serve per il rilancio dell’edilizia». Ganau ha concluso esprimendo disappunto per le norme che prevedono l’edificazione in agro: «Arrivo da una città che ha fatto scempio delle campagne con costi insostenibili per la comunità in termini di servizi. Anche per questa ragione rinnovo l’appello affinché il testo sia ritirato e si proceda con la semplice proroga del piano casa in attesa di definire una nuova legge urbanistica».
Per la Lega Sardegna Giagoni ha detto: “Su una cosa almeno siamo tutti concordi, sull’importanza dell’edilizia per la Sardegna. E noi muoviamo oggi un primo fondamentale passo di partenza in questa direzione, il preludio di una vera e completa riforma dell’urbanistica attraverso un testo unico auspicato anche dall’assessore Sanna. Il centrosinistra dovrebbe, però, mettere da parte gli argomenti da propaganda spicciola: noi siamo sardi innamorati della nostra terra. Mai ci sogneremo di deturpare il territorio del quale siamo innamorati. Il nostro obiettivo è approvare un provvedimento condiviso dalle organizzazioni produttive e dai sardi”.
Il capogruppo del Psd’Az, on. Franco Mula, ha detto che “è naturale che ci si divida sull’urbanistica. Ma vorrà pur dire qualcosa se soltanto 29 comuni hanno adeguato il Puc al Ppr. Come si fa a difendere il Ppr come un totem? Quanti posti di lavoro ha generato negli anni il Ppr? Certo, anche io ho dubbi che una legge urbanistica riusciremo a farla in questa legislatura e per questo mi auguro che l’assessore Sanna abbia aperto già un dialogo costruttivo con il ministero”. Sulle costruzioni in agro il leader sardista ha aggiunto: “Non è vero che un comune è obbligato a realizzare i sotto servizi né a garantire i trasporti pubblici. Voi dite che il governo impugnerà la legge e mi dà dolore sentirlo se ancora la legge non è stata approvata: dov’è il vostro senso di autonomia?”.
A seguire per i Progressisti il capogruppo Francesco Agus. “Mi sarei atteso un chiarimento della linea della maggioranza su questo tema ma ancora non avete fatto chiarezza tra di voi”, ha detto Agus, “e così chiuderemo la discussione generale con più dubbi di prima. Tra voi c’è chi dice che nulla cambierà e chi dice che i cambiamenti saranno tanti. Noi da oggi abbiamo la consapevolezza che la giunta ha un’opposizione di destra sul tema dell’urbanistica, cioè su un tema che riguarda il futuro dei sardi.
Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula, ha chiesto una breve sospensione della seduta, dopo l’intervento dell’assessore, per valutare alcuni emendamenti presentati recentemente.
A nome della Giunta, l’assessore dell’urbanistica Quirico Sanna ha iniziato il suo intervento ricordando che il dibattito ha rappresentato il confronto fra le visioni diverse di maggioranza ed opposizione, con la prima che sta facendo esattamente ciò che ha proposto a suo tempo al corpo elettorale, ottenendo una maggioranza netta e molto ampia. Le visioni diverse, ha aggiunto, attraversano anche il mondo dell’associazionismo, delle categorie produttive e delle amministrazioni locali, e quella del Governo regionale non è una scelta isolata ma condivisa innanzitutto con i sardi. La nostra visione è quella di costruire uno sviluppo armonico, ha ribadito l’assessore, nella cornice del massimo rispetto per la nostra terra; la legge dice questo perché è fondata sul principio della riqualificazione dell’esistente, consentendo anche di demolire e ricostruire dove necessario con buone tecniche e materiali locali, altro che ecomostri, non certo realizzati per effetto di questa legge. Una legge di buon senso, insomma, fondata secondo Sanna su dati oggettivi. Poi, ha insistito Sanna, questa non è una legge urbanistica ma una legge “navicella” che dovrà portare, attraverso un grande confronto, ad una nuova normativa organica di settore. L’assessore ha quindi dedicato un passaggio al tema delle residenze nell’agro, precisando che la materia è regolata da norme ben precise in base alle quali non è affatto vero che in agro può costruire chi vuole. Con la nostra azione, in altre parole, contiamo di portare lavoro in tutte le zone della Sardegna a cominciare da quelle interne, per frenare lo spopolamento di tanti territori. Sui grandi temi, ha detto ancora l’assessore rivolgendo un appello al Consiglio, non possiamo e non dobbiamo dividerci.
Concluso l’intervento dell’assessore, il presidente ha sospeso la seduta.
Alla ripresa dei lavori, per dichiarazione di voto, il capogruppo sardista Franco Mula si è espresso a favore della legge precisando di non aver avuto la possibilità di esaminare compiutamente gli emendamenti presentati da alcuni gruppi.
Per i Progressisti, Maria Laura Orrù ha dichiarato il voto contrario anche perché, ha osservato, si sta portando avanti la contrapposizione forzata fra rispetto dell’ambiente e tutela del lavoro.
Dello stesso gruppo, il consigliere Gian Franco Satta, contrario, ha motivato la sua decisione esprimendo insoddisfazione sull’intervento dell’assessore che, a suo giudizio, non ha ascoltato a sufficienza il mondo delle amministrazioni locali.
Il consigliere del Pd Piero Comandini, contrario, ha criticato l’intervento dell’assessore, insufficiente sui temi concreti della legge. Lo sviluppo, ha sostenuto, passa attraverso la crescita armonica fra ambiente e lavoro. Comandini ha infine ribadito la disponibilità del suo gruppo a cambiare il Ppr e a fare una nuova legge urbanistica.
Il consigliere di Leu Eugenio Lai, contrario, ha rimproverato l’assessore di non aver affrontato i veri temi contenuti nella legge, osservando che i giovani che vanno via non lo fanno certo per il presunto blocco delle attività edilizie.
Il consigliere dei Progressisti Antonio Piu, contrario, ha definito lacunose le dichiarazioni dell’assessore. Anzi, il suo intervento conferma che con la legge si sta andando in senso opposto rispetto al resto del mondo.
Il consigliere del M5S Roberto Li Gioi, contrario, ha contestato il passaggio dell’intervento dell’assessore che ha parlato della legge come “occasione storica”. Al contrario, ha detto Li Gioi, è “una occasione persa”.
Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau, contrario, ha contestato lì intervento dell’assessore, soprattutto con la possibilità di costruire in agro, aprendo la strada a grandi speculazioni che sarebbero già in atto. Ha chiesto infine il voto elettronico sul passaggio agli articoli.
Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda, contrario, ha dichiarato che l’intervento dell’assessore ha dimostrato che dietro la legge non c’è alcuno studio o analisi economica, ed è gravissimo. Dimostreremo con i dati, ha assicurato, che state sbagliando tutto.
Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, contrario, ha evidenziato l’ambiguità dell’assessore che cerca di orientarsi fra visioni oggettivamente diverse della maggioranza, su una legge probabilmente scritta “a più mani”.
Il consigliere del Pd Valter Piscedda, contrario, ha evidenziato l’incongruenza fra le posizioni espresse da alcune parti della maggioranza e gli emendamenti presentati da gruppi di maggioranza.
Il consigliere del M5S Alessandro Solinas, contrario, ha polemizzato con l’assessore che, a suo avviso, non ha chiarito al Consiglio i contenuti principali della legge.
Il capogruppo del M5S Michele Ciusa, contrario, ha ribadito le sue critiche alla legge perché, ha spiegato, parlare di ambiente significa creare economia e lavoro.
Dopo Ciusa ha preso la parola Pinna (Pd), che ha annunciato il voto contrario al passaggio agli articoli: “E’ un provvedimento dannoso, che non ha bisogno di interventi di questo tipo ma di rigenerazione urbana e territoriale. C’è da riqualificare e non c’è bisogno di costruire nelle campagne né di usare i seminterrati come residenze”.
Contrario anche l’on. Giuseppe Meloni (Pd), che ha annunciato nuovi emendamenti.
L’Aula ha votato il passaggio agli articoli. Il presidente Pais ha messo in discussione gli emendamenti all’articolo 1.
Sull’emendamento 748 di Giunta (disposizioni di salvaguardia dei territori rurali) sono fioccati gli interventi. Per Orrù (Progressisti) “l’articolo 1 verrà totalmente modificato dall’emendamento 748, che supera di colpo l’obbligo di adeguare i Puc ai Ppr. È un grandissimo salto indietro”. A seguire Massimo Zedda (Progressisti): “Si moltiplicano i rischi di impugnazione di questa legge, state totalizzando un record in questo senso”. Per Francesco Agus (Progressisti) “con questa legge sarà sempre più proficuo vendere terra per costruire case agricole piuttosto che seminare per il futuro, perché seminare richiede tempo mentre per vendere un prezzo di terra non ci vuole nulla. Siamo arrivati al portare al Compro oro i gioielli della nonna”. L’on. Meloni (Pd) ha chiesto di conoscere il parere sugli emendamenti agli emendamenti. “È difficile lavorare così”.
Il presidente Pais ha sospeso la seduta per convocare una conferenza dei capigruppo e al termine ha dichiarato conclusi i lavori, che riprenderanno domani alle 9.30. Com










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