Roma, 8 Dic 2020 - Ancora una fumata nera sul Recovery Plan e in particolare sul nodo della task force per la gestione dei progetti del Piano di Ripresa e Resilienza italiano. Italia Viva va all'attacco del premier e resta in trincea anche nella riunione tecnica del pre-Consiglio dei ministri di ieri sera, chiamato a trovare una quadra non solo sullo schema di aggiornamento del Recovery ma, soprattutto, sulla cabina di regia destinata a finire in un decreto ad hoc. I tecnici di Iv sarebbero contrari anche a questa soluzione e alle deroghe previste per la cabina di regia. Intanto sul Mes si va verso una schiarita. Oggi il consiglio dei ministri.
Si cerca la mediazione. Ma in un'intervista al Corriere della Sera le parole di Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia viva alla Camera, confermano che la tensione nella maggioranza è altissima. "Noi abbiamo chiesto da mesi di discutere in Parlamento del fondi recupero fund. E abbiamo promosso una discussione interna alla maggioranza. Italia viva chiede, pubblicamente, un dibattito alla luce del sole. Il premier ha fatto un'intervista sabato per dire che aveva già deciso tutto, che si sarebbe creata una governance con trecento consulenti, che i progetti erano già stati predisposti con commissari in grado di avere poteri sostitutivi rispetto ai ministeri. Noi non stiamo sfidando il premier, stiamo solo difendendo le istituzioni di questo Paese: non abbiamo voluto dare i pieni poteri a Salvini, non intendiamo darli a Conte".
Poi alla domanda se, con tale scenario, non si rischia la rottura risponde: "Spero di no, ma temo di sì. Non stiamo alzando i toni, noi: siamo in presenza di un fatto gravissimo. Non è possibile - sottolinea - che il premier sostituisca il governo con una task force, i servizi segreti con una fondazione, le sedute parlamentari con le dirette Facebook". Poi l'avvertimento. "Se il premier vuole rompere ci dispiace, ma faccia pure. Il richiamo alla responsabilità non può essere a senso unico".
A sostenere il piano del premier, cercando di ricucire gli strappi, è il presidente della Camera Roberto Fico. "Il voto di domani riguarda il mandato da dare al presidente Conte per il Consiglio europeo dove dovrà tutelare le posizioni e gli interessi del nostro Paese. Il Movimento e la maggioranza tutta hanno il dovere di sostenerlo: serve grande responsabilità in una fase delicatissima per l'Italia - dice anche lui in un'intervista al Corriere - Occorre lavorare per il bene dei cittadini, per uscire dalla crisi il prima possibile. Per raggiungere questi risultati servono sintesi, coesione, capacità di mediazione".
Sulla riforma del Mes, poi, chiarisce: "Una cosa è la riforma, un'altra è accedere al Mes, cosa di cui non si parlerà domani e su cui comunque non sono d'accordo". Per quanto riguarda la riforma, "presenta dei punti migliorativi - sottolinea - ma altri nodi non sono sciolti. Lo dico chiaramente: non è la miglior riforma possibile. Si tratta di un percorso avviato da più di un anno, che va letto nell'ottica della posizione italiana in Europa. Non dimentichiamo il brillante successo ottenuto dopo un complesso e serrato negoziato sul Recupero". Il governo scricchiola? "Serve la volontà comune di sciogliere alcuni nodi, e per farlo è necessario un clima genuinamente costruttivo. Senza egocentrismi". E, alla domanda se Conte è il bilico, il presidente della Camera ribadisce: "Il presidente del Consiglio ha il pieno sostegno del Movimento 5 Stelle, questo non lo ha messo in discussione nessuno al nostro interno".
Ieri ad aumentare la tensione ha contribuito anche la notizia della positività al Covid-19 della ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese che ha determinato l'immediata interruzione del Cdm. La discussione dovrebbe riprendere oggi pomeriggio, ma è molto probabile che la partita non si chiuda prima di domani. Un extra-time che il premier non intende sprecare. Anche perché le opposizioni incalzano, come dimostra la zampata di Silvio Berlusconi. Per il leader di Fi "rimane indispensabile un accordo complessivo sull'utilizzo delle risorse del fondo di riserva", soprattutto ora che "le contraddizioni della maggioranza rischiano di farci arrivare impreparati e mettono addirittura in pericolo queste risorse vitali per il futuro del Paese". Intanto, test molecolare per tutti gli esponenti del governo che hanno partecipato alla riunione; e i ministri Bonafede e Di Maio in autoisolamento.












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