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Usa, Trump dopo il tentativo di prendere il potere con un colpo di stato è costretto ad iniziare transizione dei poteri.

Washington, 24 Nov 2020 - Il capo del General Service Administration (GSA), Emily Murphy, ha scritto al presidente eletto Joe Biden, per informarlo che la fase di transizione dei poteri può formalmente iniziare. Era una comunicazione che il quartier generale di Biden aspettava da oltre due settimane. Finora la responsabile della General Services Administration si era rifiutata di firmare la lettera impedendo di fatto l'avvio del processo di transizione che Trump teneva bloccato con i suoi ricorsi contro presunti brogli elettorali. I briefing dell'intelligence a Biden, l'accesso del suo staff ad uffici, funzionari e risorse governative era stato reso impossibile al presidente eletto.

"Cosa ha a che vedere il via libera del GSA a lavorare in modo preliminare con i dem con l'andare avanti con le nostre varie cause per quella che si rivelerà l'elezione più corrotta della storia americana? Andiamo avanti a tutta velocità. Non concederemo mai a schede false e a 'Dominion'". Così il presidente Donald Trump via Twitter, precisando che il sì alla transizione non significa riconoscere la vittoria dello sfidante democratico Joe Biden.

Emily Murphy si è attribuita la sola responsabilità della scelta negando di avere mai ricevuto pressioni in un senso o nell'altro, ma il presidente uscente Donald trump ha fornito una ricostruzione diversa: "Ho raccomandato all'amministratore della Gsa... di fare quello che va fatto riguardo agli iniziali protocolli e ho detto al mio team di fare lo stesso". Così il presidente Donald Trump via Twitter, conferma di fatto l'avvio della transizione di poteri allo sfidante democratico Joe Biden. Sostenendo che il capo della General Service Administration (GSA), Emily Murphy, è stata "minacciata" e "molestata", il presidente assicura che comunque porterà avanti "con forza" il suo caso e che alla fine vincerà. "Ma nell'interesse del Paese" ha deciso di par partire la fase di transizione.

Materialmente la transizione inizierà con un incontro tra i collaboratori di Biden e i responsabili della lotta alla pandemia e su questioni di sicurezza nazionale. Lo fa sapere con una dichiarazione il team di transizione del presidente eletto.

La svolta è arrivata dopo che anche il Michigan, uno degli stati sui quali Trump ha riversato grandi sforzi per impedirlo, ha certificato l'esito elettorale. La certificazione del voto si ha dopo che i funzionari elettorali statali hanno condotto i controlli per garantire che i conteggi dei voti siano accurati ed è un processo di norma solo amministrativo. La decisione del Michigan arriva dopo l'analogo esito in Pennsylvania e in Georgia.

Sedici stati hanno finora certificato i loro risultati, attribuendo al presidente eletto Joe Biden 54 dei suoi 306 voti del Collegio elettorale e Trump 73 dei i suoi 232 voti. Oggi toccherà a Minnesota, Nevada, New Mexico e District of Columbia, tutti vinti da Biden, così come Indiana e North Carolina, dove aveva vinto Trump. All'inizio di dicembre sarà la volta di California, Texas e New York. Tutti gli stati devono aver certificato il voto popolare prima che il Collegio elettorale nazionale si riunisca il 14 dicembre.

La Georgia riconterà da oggi, per la terza volta, i voti delle presidenziali, su richiesta del team legale di Donald Trump. L'operazione dovrà essere conclusa entro il 2 dicembre. In Georgia Joe Biden ha vinto con un margine ristretto, solo 12.670 voti su circa 5 milioni di schede, ma le autorità elettorali non prevedono che il nuovo spoglio cambierà l'esito delle elezioni.

Biden ha vinto con ampi margini sia nel collegio elettorale con 306 contro 232 delegati, che nel voto popolare dove ha ricevuto quasi ottanta milioni di voti, sei più di Trump. La transizione da Trump a Biden avviene anche ad altri livelli. Ad esempio le grandi imprese incominciano ad allinearsi agli obiettivi politici della nuova amministrazione. La più veloce? la General Motors. Con l'appoggio di Donald Trump aveva fatto causa allo stato della California contestandone le stringenti regole sulle emissioni inquinanti dei carburanti. Con la vittoria di Biden il produttore di auto ha ritirato il ricorso e la Ceo, Mary Barra, che ha incontrato il presidente eletto, ha auspicato una collaborazione verso un futuro elettrico. Barra, in una lettera a gruppi ambientalisti, è arrivata a dire di sentirsi "ispirata" dal piano "Build Back Better" di Biden. Il presidente eletto ha apprezzato, si è detto "incoraggiato" dalla mossa di Gm "per l'economia, il nostro pianeta e il successo nel lungo periodo dei lavoratori dell'auto americani".

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