Press "Enter" to skip to content

Consiglio Sardegna – Emergenza Covid, respinta la mozione di sfiducia al presidente della Regione Cristhian Solinas (4).

Cagliari, 20 Nov 2020 - Dai banchi della Lega Dario Giagoni ha detto: “Siamo qui a discutere la fiducia al presidente della Regione sulla base di un servizio giornalistico della tv pubblica, che esiste perché tutti noi paghiamo un canone. E vorrei ricordare che voi siete quelli che hanno ritenuto che il passaporto sanitario avrebbe impedito l’afflusso di turisti. Voi non siete interessati ai sardi e non siete interessati a collaborare per il benessere della nostra terra. Voi siete capaci solo azioni di sciacallaggio e di fare i modelli davanti alle luci delle telecamere. Chiedete le dimissioni di chi si è dato da fare per difendere il suo popolo: è assurdo. E assurdo è leggere i nomi dei firmatari della mozione di sfiducia. Se c’è qualcuno che ha disonorato la nostra isola quelli siete voi dell’opposizione, che preferite farci perdere tempo e fare un teatrino”.  

Sempre per la maggioranza l’on. Franco Mula, capogruppo del Psd’Az, che ha portato la sua solidarietà al presidente Solinas e ha aggiunto: “Avete venduto la Sardegna e avete descritto noi in quei servizi televisivi come quelli che hanno contagiato i turisti. Vi siete fatti trascinare in una polemica che ha fatto danno alla Sardegna e basta, visto che le discoteche erano aperte in tutta Italia. Mica solo da noi. Dovete vergognarvi”.

I Progressisti hanno preso la parola con Francesco Agus, che ha esordito indicando che “sono tanti gli alibi politici a favore del presidente Solinas. Basta accodarsi al più importante dei negazionisti, l’ex presidente Trump. Il tema però è che il presidente ha mentito ai sardi non rivelando l’esistenza di un parere contrario alla riapertura delle discoteche. Quanti controlli sono stati effettuati nelle discoteche in quei giorni su sollecitazione del presidente Solinas?”. L’oratore ha proseguito: “A chi si chiede cosa ci siamo persi sino a oggi dico che non ci siamo persi nulla perché voi non convocate da 46 giorni il Consiglio. Noi vogliamo i dati esatti sui ricoveri e se serve la mozione di sfiducia per riunire l’aula siamo fieri di averla chiesta”.

Il presidente Pais ha quindi dato al parola al presidente della Regione Christian Solinas per la replica. In apertura del suo intervento, il presidente ha ricordato un aneddoto su Winston Churchill: «In un confronto acceso con una rappresentante della Camera dei Lord che rivolgendosi al premier disse “Badi che se fossi stata sua moglie avrei messo il veleno nel the delle cinque”, Churchill rispose: «Se lei fosse stata mia moglie io quel the l’avrei certamente bevuto”. Questa mozione merita un atteggiamento analogo – ha detto Solinas – ci sarebbe il tanto di dimettersi dalla politica vista la strumentalizzazione senza precedenti messa in atto, un modo di agire incurante del gravissimo danno d’immagine arrecato alla Sardegna».

Il presidente Solinas ha quindi accusato la minoranza di utilizzare la pandemia per fini politici: «Si cerca di dare una spallata alla mia persona e alla maggioranza. E’ un atteggiamento indecoroso, c’è qualche novello Torquemada che ha cercato di rappresentare la Giunta come una banda di lazzaroni, di mentitori seriali che vogliono ingannare il popolo sardo. Ma come vi permettete, è vergognoso dire che avrei firmato l’ordinanza un’ora prima del parere, è una calunnia. Il vostro atteggiamento strumentale vi ha impedito di guardare a ciò che fa il Governo nazionale che ha secretato i verbali del Cts. In nessuna Regione d’Italia è stata utilizzato lo strumento della mozione di sfiducia contro il presidente».

Solinas ha quindi affrontato la questione relativa al parere del Comitato scientifico sulla riapertura delle discoteche nel periodo estivo. «Avete parlato di parere inesistente, poi di parere non valido. Ragionamenti che tendono a minare la stabilità della maggioranza. Proviamo a dire che cosa è successo sotto il profilo sanitario: siamo di fronte a una pandemia di portata epocale, nessuno era pronto. Grazie al sacrificio di tutti fino ad oggi la Sardegna continua ad essere la Regione con il minor tasso di diffusione virale. Nessuno può negare le difficoltà del sistema ospedaliero. Qualcuno però evoca le file delle ambulanze e i reparti in sofferenza senza guardare a ciò che succede nel resto del mondo. Non è una cosa che deriva da un parere del Cts. Lo ha chiarito bene il direttore della Prevenzione del Ministero della Salute Giovanni Rezza: non c’è legame tra l’apertura delle discoteche e la ripresa dei contagi. Lo si può vedere anche dall’andamento della curva epidemiologica. Se proprio dobbiamo dirla tutta, sono stato il più prudente tra tutti i presidenti di regione. Quando abbiamo proposta la chiusura dei porti e degli aeroporti il Governo ha impugnato la nostra ordinanza e i tribunali hanno detto che doveva essere respinta perché non c’era un rischio incombente». Eppure, secondo Solinas, la chiusura dei porti o, in alternativa, i test d’ingresso ai turisti avrebbero contribuito a confermare per la Sardegna lo status di isola Covid-free. «Il virus cammina sulle gambe degli uomini, se in Sardegna il virus non c’era come è arrivato? Non sono io a non aver voluto i controlli. Dallo scoppio dell’emergenza abbiamo cercato di lavorare per costruire un sistema ordinato, di dare risposte. Se oggi ci sono circa 500 ricoveri nei reparti Covid e 67 in terapia intensiva significa che i posti ci sono, che c’è stata una programmazione. Certo se l’epidemia continuerà ad andare avanti occorrerà fare altri sacrifici, decidere le priorità, stabilire a chi dare precedenza. State creando un clima che vi chiedo di rivedere e rivalutare finché siamo in tempo. Avvelenare il dibattito politico in questo modo non fa bene».

Il presidente ha quindi svelato di aver ricevuto pesanti minacce e per questo di essere sotto scorta: «Vi sembra una cosa civile che qualcuno dia l’indirizzo di casa mia in una trasmissione televisiva? Anche in questo ho ricevuto la solidarietà di alcuni e un assordante silenzio da parte di altri. Questo clima di odio non aiuta nessuno, ma credo che chi alimenta questo clima debba essere considerato il mandante morale delle conseguenze a cui potrà portare. Stiamo impegnando il tempo su una discussione surreale mentre ci sono questioni che hanno bisogno di tutta la collaborazione della parte politica. Ho cercato di coinvolgere tutti i gruppi in alcune questioni e anche in quell’occasione non si è approdati a decisioni condivise».

Solinas ha poi ribadito la bontà dell’azione di contrasto alla pandemia portata avanti dalla sua Giunta: «Abbiamo presentato un piano a 40 giorni dicendo cosa sarebbe successo nel potenziamento dei posti letto e nel trasferimento di reparti per offrire una risposta adeguata. Tutto questo significa avere una pianificazione. Possiamo dire ai sardi in quale verso stiamo lavorando. Voi dite che nulla è sotto controllo, tutto va male: qual è il risultato che si vuole ottenere? L’allarme verso l’esterno rischia di far precipitare la situazione. La pandemia è un problema colossale, c’è bisogno di grande senso di responsabilità, non è questo il momento delle strumentalizzazioni e di forzature. Per la competizione politica ci sarà tempo, ora è necessario che si torni a fare politica. Ho detto che avrei dedicato le mie energie al bene dell’Isola e continuerò a farlo».

Sulle dimissioni dei componenti del Cts, Solinas è stato categorico: «Sono state motivate per iscritto. Se voi riuscite a dare motivazioni diverse alimentate un dibattito che rispetto alla soluzione dei problemi non offre nessuna prospettiva. Gli scienziati hanno dato un contributo prezioso, questo marasma mediatico ha alimentato una confusione che non obnubila, né oblitera, le cose buone che si sono fatte. Il Comitato è ispirato alla massima velocità, i pareri vengono dati in forma sintetica, in alcuni casi da un componente a nome degli altri. Non c’è nulla di cui meravigliarsi. Il parere del 6 agosto è stato richiamato a novembre per creare una suggestione. Spero che da questa mozione si metta il punto sulle polemiche e si cominci a dire ai sardi cosa fare per migliorare la situazione».

Concluso l’intervento del presidente è intervenuto il primo firmatario della mozione per Michele Ciusa (M5S) che si è dichiarato insoddisfatto: «Lei, presidente Solinas, ha dimostrato ancora una volta di essere un abilissimo oratore – ha detto Ciusa – noi  però abbiamo fatto delle domande e, sinceramente, non abbiamo avuto risposte. La mozione per questo è un atto giusto anche per come ci si sta muovendo in questa seconda ondata pandemica. Non c’è stata nessuna organizzazione e programmazione, lo sottolinea chi è in prima linea. Gli operatori sanitari chiedono un aiuto concreto. Crescono i numeri di terapia intensiva, siamo arrivati ormai al livello di guardia. Lei un mese fa annunciò uno stop and go ma quando ha capito che il governo andava in quella direzione ha cambiato strategia. Si continua ad accusare il governo nazionale, è il solito ritornello ma bisogna dire che la sanità è di competenza della regione come i trasporti. Su questo fronte non avete fatto nulla. Ci vogliono dati certi per decidere la chiusura delle scuole, non basta accusare il Governo».

Eugenio Lai (Leu) dopo aver espresso solidarietà al presidente Solinas per le minacce ricevute e per la violazione della sua privacy ha annunciato il suo voto favorevole alla mozione: «Non ha spiegato il perché di determinate decisioni. Anche la maggioranza si è soffermata solo sulla puntata di Report. Sono i sardi che chiedono trasparenza e si sentono abbandonati a se stessi. Il danno d’immagine alla Sardegna è riconducibile alle interviste rilasciate a Report dagli esponenti della sua maggioranza. La politica deve essere chiara. C’è bisogno di un cambio di metodo. Le chiediamo più coraggio e più trasparenza».

Sulla stessa linea Massimo Zedda (Progressisti): «Dispiace se il presidente è sottoposto a misure di sicurezza. Molti di noi in passato sono stati sotto scorta. Nessuno ha però usato l’argomento della sicurezza per cercare di zittire l’opposizione. Questo non si fa. E’ l’ennesima caduta di stile. Non è lei che deve dare la patente all’opposizione: da una parte i buoni e dall’altra i cattivi. Le patenti le danno gli elettori. L’altro aspetto è che lei continua ad accusarci di aver creato un danno d’immagine. Questo lo hanno fatto le incaute interviste dei vostri esponenti. Noi avevamo un dubbio sull’esistenza del parere. Siete voi ad aver creato il danno d’immagine. Siete voi che avete creato un equivoco sui test d’ingresso».

Anche il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau ha espresso solidarietà a Solinas per la grave violazione della sua privacy ma ha poi ribadito la volontà di votare a favore della mozione di sfiducia. «Lei ha fatto riferimento a un danno d’immagine provocato da un’ondata mediatica. Questa nasce da esternazioni che vengono dalla sua maggioranza. Non si può dire inoltre con certezza che ci sia una mancata relazione tra aumento dell’epidemia e apertura delle discoteche. Di certo è che dopo quel provvedimento, a distanza di 15 giorni, c’è stato un incremento dei casi. Sugli interventi e la programmazione ci sarebbe tanto da discutere ma non è stato possibile».

E’ quindi intervenuta Desirè Manca (M5S) che rivolgendosi a Solinas ha detto: «Non sapevo delle minacce di morte né della violazione della privacy – ha detto – come ho fatto in passato le esprimo al mia piena solidarietà. Quando esprimo una mia opinione lo faccio solo sul piano politico, non è mio costume attaccare la persona. Nel suo discorso le è sfuggito un particolare: è vero che ci sono momenti di difficoltà non solo per la Sardegna ma verifichi quante e quali proposte sono state presentate dal nostro gruppo. Se lei le avesse lette, forse avrebbe trovato un terreno di confronto che le avrebbe potuto dare una mano».

Anche il capogruppo dei progressisti Francesco Agus si è unito al coro di solidarietà per gli attacchi e le minacce subite dal Presidente Solinas ma, allo stesso tempo, si è dichiarato insoddisfatto delle risposte ricevute. «Si pecca con parole opere e omissioni. Le sue omissioni sono agli atti e giustificano il nostro voto di sfiducia – ha detto Agus – la Sardegna ha le migliori condizioni possibili per uscire prima dall’emergenza: siamo un’isola e abbiamo una densità di popolazione bassa, un centesimo di quella di Milano. Però queste caratteristiche rischiano di diventare la nostra tomba. Qui non c’è la possibilità di trasferire i nostri pazienti nelle terapie intensive di altre regioni. Siamo a ridosso del 40% di riempimento dei reparti. E’ un segnale d’allarme, si rischia di privare i sardi delle cure salvavita. Bisogna concentrarsi su questo, lasciare da parte tutto il resto e occuparsi delle salute dei sardi».

Anche Maria Laurà Orrù ha annunciato il suo voto a favore della mozione: «Dispiace apprendere delle minacce al Presidente. Potete fare anche una caccia alle streghe ma sarebbe una perdita di tempo. Concentratevi sulle emergenze di questo periodo. C’è bisogno di una scossa nell’azione di governo, nessuno di noi può più aspettare».

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha invece annunciato il voto contrario di tutto il gruppo: «Valuteremo una censura politica per l’atteggiamento di questi signori. Nel frattempo segnalo alla Giunta che ciò che è successo a febbraio e a marzo si sta ripetendo: arrivano dalle altre regioni tante persone ad occupare le case nelle zone costiere. È una situazione problematica».

Il presidente Pais ha quindi messo in votazione la mozione che è stata respinta con 34 voti contrari, 19 favorevoli e 1 astenuto. Terminate le operazioni di voto la seduta è stata tolta. Il Consiglio sarà convocato a domicilio. Com

More from ARCHIVIOMore posts in ARCHIVIO »
More from POLITICAMore posts in POLITICA »

Comments are closed.