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Recovey. Presidente Giuseppe Conte: “Speriamo che residui sovranismo non lo rallentino. Italia in ritardo? Fake news”.

Roma, 19 Nov 2020 - "I rallentamenti" sull'attuazione del Recovery Fund "non vengono certo dall'Italia: dobbiamo augurarci che non vengano da soffio di sovranismo che ancora alita, in via marginale, ma ancora soffia in Europa". Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo intervento all'assemblea dell'Anci dove ha lanciato l'appello ai sindaci: "Dobbiamo lavorare insieme, abbiamo il medesimo obiettivo: mettere in sicurezza il paese e rilanciare le attività economiche e commerciali".

"Oggi è stata pubblicata una notizia falsa a grandi lettere su un quotidiano: che l'Italia sarebbe in ritardo sul Recovery Plan. Bene, è una notizia falsa, è stata inventata di sana pianta -  ha detto ancora il premier - Abbiamo presentato le linee guida che sono state condivise con un passaggio parlamentare: lavoriamo settimanalmente con la Commissione.  Stiamo lavorando per definire la struttura normativa che ci consentirà che il piano possa ricevere un'attuazione rapida, ieri siamo stati impegnati in riunioni fino alle 11 di sera proprio su questo".

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte prende "l'impegno a consentire ai comuni di anticipare le somme" per esentare le attività chiuse da alcune tasse che i sindaci giudicano in questo momento "inique". "Lo facciamo con una norma nel dl ristori ter e come governo ci impegniamo a restituire nel 2021 queste somme", annuncia Conte nel corso dell'assemblea Anci al presidente Anci Antonio Decaro. Conte ricorda inoltre che i Comuni possono utilizzare anche le risorse che sono avanzate nel fondo ristori, dove erano stati appostati oltre 5 miliardi.

"Prendo l'impegno a valutare la Tosap, la tassa per l'occupazione del suolo pubbliche, una tassa, alla cui sospensione bar e ristoranti tengono molto. Abbiamo stanziato circa 300 milioni per le agevolazioni nel 2020, prendo l'impegno a riprodurre la misura anche nel 2021" ha proseguito il premier.

“De Caro ha ragione: occorre rendere trasparenti e chiari questi meccanismi e parametri a tutta la popolazione ma parliamo di algoritmi ed un po' complicato rendere semplice un meccanismo complesso" spiega Conte. "Ricordiamo sempre che all'interno della cabina di regia ci sono tre rappresentanti delle regioni che hanno contribuito a elaborare questi parametri e ogni volta partecipano alla comunicazione dell'esito del monitoraggio. Comunque faremo ancora di più per cercare di rendere e chiari e trasparenti questi meccanismi, ma questo non diventi confusione".

"Io non sono un esperto o uno scienziato, però dire 5 e 3 è un dibattito scientifico e non politico, dobbiamo anche fidarci degli esperti. Il dibattito è aperto, abbiamo concordato che è bene che il professor Brusaferro ed esperti spieghino bene i parametri ai presidenti delle regioni" ricorda il premier. E prosegue: "Nelle prossime ore ci sarà un incontro e ci sarà un contraddittorio con loro, vedremo quali sono le rimostranze dei presidenti delle regioni e la loro validità. Dire però oggi che sarebbe meglio passare da 21 a 5 a 3 non ha molto senso".

Province di colori diversi all'interno della stessa Regione? "Il meccanismo che adottiamo è già tarato anche su base provinciale, è possibile differenziare le aree più in una medesima regioni aree, così da adottare misure più rigide nelle province più a rischio" ma anche strette più leggere nelle province "meno a rischio, che non meritano penalizzazioni. È già previsto nel Dpcm, occorre una richiesta del governatore, fondata su una base scientifica, il ministro Speranza poi valuterà" spiega il Presidente del Consiglio.

"Neppure gli scienziati si avventurano a dire quale sarà la curva epidemiologica a Natale. Bisogna arrivare in prossimità e dosare gli interventi, certamente ci stiamo preparando a vari scenari, ma non possiamo sapere quale sia la curva a Natale, questo è impossibile" sottolinea Conte. E prosegue: "Dobbiamo predisporci a passare delle festività in modo più sobrio, veglioni, festeggiamenti non sono possibili. Occorre buonsenso, una settimana di socialità scatenata significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva e sarebbe folle". 

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