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Consiglio Sardegna – Emergenza Covid 19: all’esame dell’Aula la mozione n 338 dell’opposizione.

Cagliari - Sotto la presidenza di Michele Pais il Consiglio regionale si è riunito per discutere la mozione 338 (Lai e più) sulla grave situazione di criticità della Sardegna a causa della pandemia Covid.

Il consigliere Daniele Cocco ha preso subito la parola per una questione urgente e ha detto: “Tra pochi giorni ci sono le elezioni in 156 Comuni della Sardegna e più di 3 mila persone sono in isolamento domiciliare, vorrei capire come la Regione intende farli votare. Il voto va garantito a tutti”.

Il presidente Pais ha subito disposto la sospensione dei lavori per consentire lo svolgimento di una riunione dei capigruppo.

Alla ripresa il presidente Pais ha messo in discussione la mozione sulla pandemia. Ha preso la parola l’on. Eugenio Lai (Leu), primo firmatario, che ha detto in esordio: «La prima considerazione che mi viene da fare è che il presidente Solinas è assente. Così, l’assessore alla Sanità vivrà in solitudine questa giornata. Ma non è la prima volta, ci siamo abituati. Noi non siamo qui a fare allarmismo, nonostante siamo stati accusati di questo, ma offriamo unità nell’interesse dei sardi. Sarà più utile affrontare il tema sanitario in modo responsabile se vogliamo ottenere risultati concreti».

Lai ha poi parlato di “atteggiamento sinora più che responsabile dell’opposizione” e rivolto al presidente Solinas ha detto: «Se fosse qui gli direi di uscire dall’isolamento». L’oratore ha ricordato anche le migliaia di casi di pazienti non Covid che lamentano mancata assistenza e ritardi nelle visite specialistiche e ha detto: «Di questo dobbiamo parlare e non è pensabile che l’accesso alla Sanità sarda ormai sia riservato a chi ha denaro. E chi non ha denaro chiama il Cup e attende perché non può rivolgersi alla sanità privata. Vediamo qualche numero: per una mammografia ci vuole un anno e così per una colonscopia. I tempi delle visite specialistiche si sono raddoppiati: altro che protocolli del ministero della Salute, altro che piano per lo smaltimento delle liste d’attesa”. Parlando dei sindaci ha detto: “Fanno già abbastanza, si assumono responsabilità che non sono loro davanti a questa pandemia. Non possono e non devono essere lasciati soli dalla Regione».

Il presidente Pais ha dato la parola al consigliere dei Progressisti Massimo Zedda, il quale ha evidenziato come l’assessore della Sanità sia stato lasciato solo dalla Giunta e dal Presidente Solinas. Zedda ha sottolineato che non c’è Capo di Stato al mondo o presidente di Regione che non intervenga sistematicamente nell’informare la popolazione e riunisca le assemblee elettive per dare informazioni puntuali e quasi quotidiane in relazione alle problematiche che sono sotto gli occhi di tutti. “La consapevolezza dei problemi aiuta a risolvere i problemi”. Zedda ha ricordato che è ancora in attesa di avere copia del parere espresso dal Comitato tecnico scientifico sulla riapertura delle discoteche e ha rimarcato che si hanno 30 giorni per rispondere, superati i quali si incorre in omissione d’atti d’ufficio. “Voglio sperare che quel parere esista”, ha continuato. Il consigliere della minoranza ha poi sottolineato che niente è stato fatto per quanto riguarda i trasporti e ha criticato le nomine fatte dalla Giunta. Zedda ha anche evidenziato che nelle interlocuzioni tra il presidente della Regione Christian Solinas e il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte si è parlato del Mater Olbia non delle problematiche legate alla pandemia. Il consigliere ha poi raccontato di pazienti che attendono troppo tempo per poter effettuare una visita per diverse patologie e dei ritardi nel comunicare l’esito dei tamponi.

Per Rossella Pinna (Pd) non è possibile che la maggioranza continui a parlare del fatto che ha ereditato una sanità disastrata, visto che sono passati 18 mesi dalle elezioni, un terzo della legislatura. “Non è più tempo di ingannare i sardi”. La consigliera ha poi segnalato le mancate risposte alle tante interrogazioni sulla sanità presentate dai consiglieri della minoranza e ricordato che la Giunta ha approvato il decreto legislativo 127, pronto per entrare in aula, con il quale si stanziano i fondi per la disabilità, i progetti “Ritornare a casa” e un'integrazione dei fondi della 162.  “Fondi bloccati da aprile scorso”. Critica nei confronti dell’assessore per quanto riguarda le dichiarazioni rilasciate il 28 settembre scorso nei confronti dei sindaci. Per la consigliera Pinna le comunicazioni tranquillizzanti dell’assessore non coincidono con i dati che si leggono e con le dichiarazioni che rilasciano autorevoli esponenti della sanità sarda, che parlano di situazione preoccupante.

Antonio Piu (Progressisti) in apertura del suo intervento ha affermato che l'assessore sta lavorando in totale solitudine e che “non c'è un piano preciso per la nostra Regione per cercare di dare ai cittadini l'idea e la percezione di quanto il nostro sistema sanitario stia funzionando”. Piu ha ricordato che ci sono tante persone in isolamento a casa, “in attesa di un tampone, che non possono lavorare e aspettano anche di ricevere una visita da parte del servizio sanitario”. Piu ha poi ricordato che non è stato ancora nominato il direttore generale di Areus”.

Per Gian Franco Satta (Progressisti) in questo momento viene richiesta a chi governa una lungimiranza nelle azioni da portare avanti nel caso il contagio si dovesse aggravare. “Lungimiranza che fino a oggi chi ci governa e lei, assessore, non ha dimostrato di possedere”. E ha aggiunto che “a differenza di molte altre regioni ci troviamo ad affrontare un’emergenza totalmente impreparati. C’è paura a scuola, tra gli anziani, soprattutto in quei territori dove l’incidenza del virus è superiore”. Satta si è poi soffermato sui dati della provincia di Sassari: 2597 su un totale di 5295 in tutta la Sardegna. Il consigliere ha sottolineato che poco è stato fatto da questo governo regionale per arrivare preparati alla seconda ondata del virus, se non tentare di isolare l’Isola.

Laura Caddeo (Progressisti) ha affermato che non si può negare che la pandemia abbia messo tutti i governi in una situazione critica, ma bisogna affrontarla.  La consigliera si è poi soffermata sui trasporti degli studenti pendolari e ha affermato che è necessario dare risposte. Per Caddeo la didattica a distanza rischia di essere iniqua nei confronti dei ragazzi più deboli. L’esponente della minoranza ha evidenziato anche il problema dei certificati per il rientro a scuola dopo un’assenza per malattia e ha esortato l'assessore e la Giunta a fornire indicazioni chiare ai medici di base sia per quanto riguarda gli studenti sia anche per quanto riguarda il personale scolastico che si deve assentare dal lavoro, in attesa di essere sottoposto a un tampone, e che però non risulta in malattia.

Massimo Zedda è intervenuto sull’ordine dei lavori per evidenziare che c’era un’unica persona che non indossava la mascherina in Aula. Il presidente Pais ha nuovamente invitato tutti a indossare le mascherine.

Roberto Li Gioi (M5S) ha sottolineato che “abbiamo grandi responsabilità”, ognuno per il proprio ruolo. Il consigliere ha criticato un post apparso sui social di una collega che richiamava le parole del prof. Zangrillo, ossia che il virus è attualmente è clinicamente irrilevante. “Credo che simili affermazioni siano molto pericolose e”, ha aggiunto “al limite del negazionismo”.

Il presidente Pais ha chiesto al consigliere di dire a chi si stava riferendo per consentire al collega di poter intervenire per fatto personale.

Desirè Manca (M5S) ha affermato che è difficile parlare in sei minuti di sanità e della salvaguardia della vita delle persone. Dispiace, ha detto, che l’assessore sia lasciato solo e che il governatore non partecipi quando si parla di un argomento così importante. “Scelgo di non parlare di Covid, ma di sanità sarda adesso”, ha affermato, ricordando che tante volte ha sollecitato l’assessore per cercare di risolvere i problemi del territorio che rappresenta. Segue

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