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L’Italia in ginocchio per il Maltempo, due morti e due dispersi nel Nord Ovest: Piemonte e Liguria chiedono lo stato di emergenza.

Cagliari - Il maltempo devasta il Nordovest. Il bilancio è di due morti (in Valle d'Aosta e nel Vercellese) e 2 dispersi (uno in Piemonte, l'altro è un cacciatore nel Pavese). Situazione particolarmente grave a Limone in Piemonte. 'Una catastrofe', dice il sindaco. Tre ponti crollati. Quello sul Sesia, tra Romagnano e Gattinara, era stato riaperto alle 12 in una diretta Fb dei due sindaci. Gli altri due in Valtrebbia nel Piacentino, sulla statale 45 che collega Piacenza e Genova; e a Bagnasco, nel Cuneese, travolto dal Tanaro. Isolata Omea, tra la provincia di Cuneo e il confine con la Liguria.  

Secondo Coldiretti, in 24 ore il livello del Po è salito di tre metri. A Venezia sollevate per la prima volta le barriere del Mose, la marea è salita solo di 75 centimetri e piazza san Marco è rimasta all'asciutto. 

Il Piemonte e la Liguria hanno chiesto al governo lo stato d'emergenza per i danni causati dal maltempo. In 24 ore le precipitazioni hanno superato il record storico dal 1958, causando danni ingenti e, soprattutto, una vittima e un disperso. 

A perdere la vita è stato un ragazzo di 36 anni, Samuel Pregnolato, residente a Quarona, nel Vercellese, il cui corpo è stato recuperato sul greto del fiume Sesia a Borgosesia. L'auto dell'uomo è finita nel fiume venerdì notte. Il fratello di 21 anni è riuscito a salvarsi aggrappandosi ad alcuni rami. 

Continuano invece le ricerche di un margaro disperso nei pressi del Colle di Tenda, che si teme possa essere stato travolto dal torrente Vermenagna in piena. 

L'evento alluvionale che ha colpito il Piemonte è stato caratterizzato da precipitazioni eccezionali su gran parte del territorio, con punte di 630 millimetri a Sambughetto (Vb), 610 mm a Piedicavallo (Bi) e 580 mm a Limone Piemonte (Cn) in sole 24 ore. Le piogge intense e concentrate hanno prodotto estese e diffuse esondazioni dei corsi d'acqua, erosioni spondali e, in alcuni casi, il crollo di ponti. Frane, colate di fango e trasporto di materiale hanno causato danni a infrastrutture viarie e centri abitati. 

Per alcune ore è stata interrotta l'autostrada Torino-Milano, mentre rimane chiusa la Torino-Aosta, tra Scarmagno e Quincinetto. L'allerta resta arancione in attesa del transito dell'onda di piena, che potrebbe provocare locali allagamenti, e per l'incremento dei livelli del lago Maggiore. Le aree a rischio sono le valli Tanaro, Belbo e Bormida nel Cuneese, lungo il fiume Toce nel Novarese e Verbano, e nella pianura settentrionale. Confermata, invece, l'allerta gialla nel Torinese. 

Per gestire l'emergenza sono stati attivati circa 80 Centri operativi comunali (Coc) e oltre 700 volontari sono in attività su tutto il territorio regionale. Attiva 24 ore su 24 la Sala operativa della Protezione civile di corso Marche, a Torino, aperta dalle 8 di ieri. 

"La situazione è molto grave. È come il 1994, con la differenza che stavolta in 24 ore sono caduti 630 millimetri di pioggia. Una precipitazione così imponente in un arco di tempo così limitato non succedeva dal 1954". Così, in una intervista alla Stampa, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. "Ho parlato con il presidente della Protezione civile Borrelli, con i ministri Boccia e De Micheli. Martedì, dopo aver visitato tutte le province colpite, sarò a Roma a ribadire che servono al più presto le risorse per ripartire. Mi conforta la telefonata del presidente Mattarella: ha assicurato che lo Stato non ci lascerà soli. È una persona straordinaria, in lui ripongo la massima fiducia". 

“Il maltempo ha colpito alcune zone molto circoscritte ma con grandissima forza: le vallate del Cuneese a ridosso di Francia e Liguria. E poi Vercelli, Biella. Abbiamo dirottato sulle zone colpite la Protezione Civile delle province meno coinvolte. La risposta è stata rapida ed efficace. Ho sentito il presidente della Liguria Toti: insieme abbiamo concordato la richiesta dello stato d'emergenza, già firmata e inviata a Roma". 

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