Berlino - Alexei Navalny deve morire. Questo sarebbe stato l’ordine del Zar di tutte, o quasi tutte le russie. Ma la divina provvidenza non lo ha accontentato e l’unico oppositore Russo che può spodestare il dittatore senza scrupoli come tutti vecchi e nuovi dittatori, mandandolo a casa, certamente straricco ma rimane poi a rischio galera per tutte le strane morti dei suoi oppositori dei suoi nemici veri o presunti.
Il giovane avvocato, strenue oppositore di Putin dialogando con giornale tedesco afferma: "Sono sicuro che dietro al mio avvelenamento ci sia Putin. Questa è l'accusa del leader dell'opposizione russa Alexei Navalny in un'intervista alla rivista settimanale tedesca Der Spiegel. "Non ho un'altra versione di quello che è accaduto", continua la testimonianza, "Non senti nessun dolore ma sai che stai morendo", ha aggiunto Navalny parlando del momento in cui l'agente nervino ha iniziato a fare effetto mentre si trovava in volo dalla Siberia a Mosca. Stralcio di un'intervista che tra poche ore sarà pubblicata in versione integrale. E nel frattempo si sono inaspriti, sul tema, i rapporti tra Russia e Germania. Infatti Mosca ha accusato i tedeschi di "provocazione" dopo l'intervento del ministro degli Esteri Heiko Maas di fronte all'Assemblea generale delle Nazioni Unite sul sospetto avvelenamento dell'oppositore russo.
Navalny, 44 anni, attivista anticorruzione e critico del Cremlino, ha trascorso un mese in ospedale a Berlino dove - stando ai risultati di tre laboratori europei - tutti concordano sul tipo di agente utilizzato per l'avvelenamento, attribuito dai suoi sostenitori e occidentali alle autorità russe.
Il Consiglio Europeo "condanna il tentativo di assassinio" di Navalny con il Novichok (agenti nervini prodotti nell'Unione Sovietica tra il 1970 e il 1993) e chiede la "piena collaborazione" delle autorità russe per assicurare un'indagine internazionale imparziale. Dello stesso parere gli Stati Uniti d'America che attraverso il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, hanno chiesto spiegazioni "sull'avvelenamento", tacciando l'episodio "aggressivo e destabilizzante della Russia nel mondo".












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