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Consiglio Sardegna – Via libera sul riconoscimento dell’Unesco del paesaggio culturale della Sardegna e la definizione del suo territorio quale “museo aperto”.

Cagliari - La seduta del Consiglio regionale si è aperta sotto la presidenza del vice presidente Giovanni Antonio Satta (Riformatori). All’ordine del giorno la Mozione 318 (Cossa e più) sul riconoscimento da parte dell’UNESCO del paesaggio culturale della Sardegna e la definizione del suo territorio quale “museo aperto”.

In apertura di seduta sono interventi Eugenio Lai (Leu) e Francesco Agus (capogruppo Progressisti) per chiedere che venissero ricevuti i rappresentanti dei lavoratori Aras, così come era stato deciso dalla Conferenza dei capigruppo. Agus ha chiesto, inoltre, che venisse deciso un metodo in modo da essere equi e coerenti con tutti coloro che chiederanno in futuro di essere ricevuti dai capigruppo del Consiglio regionale. 

La presidenza dell’Aula è stata assunta dal presidente Michele Pais, che ha garantito che sarà programmata l’audizione dei rappresentanti dei lavoratori Aras al termine della seduta di oggi.

Il presidente ha, quindi, aperto la discussione sul primo punto all’ordine del giorno, la Mozione 318, e ha dato la parola al primo firmatario del testo, Michele Cossa (Riformatori).

L’esponente della maggioranza, in apertura, ha voluto ringraziare il Presidente del Consiglio e tutti i capigruppo per aver voluto calendarizzare la discussione sulla mozione e dare il patrocinio all’iniziativa.

Cossa ha sottolineato l’importanza dell’inserimento del patrimonio culturale sardo nelle liste dell’Unesco, “un significato profondo dal punto di vista politico”. “Un progetto importante, non privo di difficoltà per un progetto ambizioso, irto di difficoltà ma non velleitario”. Un tema importante, ha proseguito, che ha visto delinearsi un’ampia maggioranza come avvenuto per il tema dell’insularità.

Cossa ha poi ricordato che la battaglia per l’insularità non è una battaglia per rivendicare elemosine, ma per contribuire alla coesione nazionale, creando le condizioni affinché il deficit del Pil, causato dall’insularità, venga colmato così che anche la Sardegna possa contribuire al benessere della comunità internazionale. E l’attività turistica ne rappresenta un tassello importante. Cossa ha ribadito l’unicità del nostro patrimonio monumentale millenario e la necessità di mettere in rete tutti i siti disseminati nella Sardegna, a volte abbandonati. Per il primo firmatario è un delitto non valorizzarli e renderli fruibili, così da rendere la Sardegna attrattiva anche per i mesi non legati alla stagione estiva. Per il consigliere dei Riformatori, presidente della Commissione speciale per il riconoscimento del principio di insularità, il tema in discussione si lega a quello dell’insularità ed entrambi hanno l’obiettivo “di rendere la Sardegna autosufficiente dal punto di vista economico”.

Daniele Cocco (capogruppo di Leu) ha condiviso le parole del collega Cossa e ha sottolineato “di essere uno di quei sindaci che ha riunito il proprio consiglio comunale per replicare la mozione oggi in esame”.

Cocco ha annunciato il parere positivo e ha ringraziato la Giunta e il Presidente del Consiglio regionale che hanno già dato il patrocinio all’iniziativa. Il capogruppo di Leu ha manifestato anche la necessità di poter interloquire in Aula con l’assessore regionale della Sanità sulla situazione emergenziale legata alla diffusione del Covid-19. Servono azioni forti, condivise da tutti.

Il presidente Pais ha spiegato che l’assessore questa settimana non è presente, ma che sarà sua cura convocare la prossima settimana una seduta del Consiglio regionale per discutere il tema della sanità.

Ha quindi preso la parola Michele Ciusa (M5S), il quale ha sottolineato che la civiltà nuragica “merita da parte nostra tutte quelle attenzioni che fino ad ora non le sono state riservate e che l’hanno tenuta nascosta per troppo tempo sia nella storia italiana, sia in quella del mondo”. Ciusa ha poi ricordato l’importanza del sito di Mont’e Prama, in cui sono state scoperte le statue dei giganti, ma che per anni sono state conservate in un magazzino di un museo. Un dato che, secondo Ciusa, evidenzia “come noi non siamo stati in grado di valorizzare la nostra storia, cultura e identità”. Per l’esponente del M5S bisogna battersi anche per cambiare la narrazione storica che non valorizza le nostre origini e che invece meritano pari dignità con le altre civiltà del Mediterraneo. Ciusa si è detto d’accordo con il collega Cossa sulla necessità di mettere in rete tutti i siti culturali sardi per renderli fruibili da tutti.

Roberto Deriu (Pd) in apertura del suo intervento ha citato lo storico e critico d’arte Philippe Daverio, che ha sempre evidenziato l’importanza dell’archeologia. “Questo momento è importante, ci troviamo finalmente uniti a riclassificare il nostro patrimonio, come ha affermato il collega Ciusa, rispetto alla considerazione collettiva. Il consigliere Deriu, assicurando il suo voto favorevole, ha sottolineato l’importanza di un voto unanime per dare maggiore forza a coloro che dovranno rappresentare l’istanza nelle sedi internazionali.

Massimo Zedda (Progressisti) ha sottolineato la bontà dell’iniziativa del promotore della mozione, ossia quello di valorizzare il patrimonio culturale sardo, la cultura nuragica e prenuragica. Per Zedda sarà molto difficile ottenere un riconoscimento così ampio, “ma ci si può provare”. Il consigliere ha ricordato che è sempre stato inserito nelle liste dell’Unesco un sito simbolo di una civiltà e ha suggerito di concentrare la candidatura sul riconoscimento come patrimonio materiale dell’Unesco. L’esponente dell’opposizione ha poi sottolineato la complessità del disciplinare Unesco, che prevede l’utilizzo di risorse economiche importanti, approvazioni di leggi e atti amministrativi a tutela di questi siti.

Dopo Zedda ha preso la parola Orrù (Progressisti), che ha parlato di “un momento importante in cui sia mette nero su bianco la volontà di investire sul nostro patrimonio archeologico e in modo unanime. Il patrimonio archeologico della Sardegna è sicuramente una enorme ricchezza del Mediterraneo e del mondo, visto che ci sono ancora migliaia di nuraghi da esplorare e c’è la grande ricchezza di Monte Prama, inestimabile forse, ancora tutta da scoprire. Nel 2017 la Giunta Pigliaru ha investito in scavi archeologici 8 milioni di euro. Penso che noi dobbiamo continuare in quella direzione, valorizzando poi i siti in chiave turistica, gestendoli adeguatamente”.

A seguire per il Pd Salvatore Corrias ha annunciato il voto a favore e ha detto. “E’ una mozione coraggiosa e impegnativa e mi piacerebbe che altrettanto coraggio trovassimo per riconoscere l’unicità del paesaggio dell’Ogliastra, la terra che rappresento”. Per Giovanni Lilliu, “che in questi banchi è stato prima di noi e con ben più dignità, ha detto tanto e spiegato tanto a tutti noi sulla nostra storia e sulla nostra identità. Dovremo fare rete e sistema tra i comuni delle zone interne, anche prima che l’Unesco riconosca la nostra richiesta: la Giunta è chiamata a importanti investimenti sulla cultura e sui territori. Dobbiamo vincere l’oscurità della storia e il Recovery fund è la nostra opportunità”.

Dalla maggioranza ha preso la parola Domenico Gallus (Udc), che ha detto. “La nostra non è storia di vinti e di colonizzatori. Noi abbiamo una storia, la nostra storia, che è fatta soprattutto dalla civiltà nuragica. E abbiamo la nostra nazione che è giunta sino all’autonomia regionale. Dobbiamo dimostrare di essere all’altezza delle nostre ambizioni, ottenendo al più presto la regionalizzazione della Sovrintendenza e saranno necessarie precise iniziative come la mappatura integrali di tutti i nuraghi dei quali chiediamo il riconoscimento come patrimonio dell’umanità”.

Per la Lega Sara Canu “con il riconoscimento dell’Unesco la Sardegna avrà il riconoscimento storico che sino a oggi le è stato negato. Il nostro è un museo a cielo aperto ed è arrivato il momento che ci venga riconosciuto e che ce lo riconosciamo da soli”. Anche l’on. Ignazio Manca (Lega) ha detto di condividere “la proposta dei Riformatori. La nostra storia è stata trafugata e occultata dal potere di volta in volta dominante.  Questa mozione ci permette finalmente di voltare pagina e rivendicare la nostra cultura identitaria”.

Sempre dai banchi della maggioranza Mura (FdI), ha ribadito il consenso alla mozione: “Tutte le forze politiche, non solo il mio partito, hanno detto sì a questa mozione che mette al centro l’unicità del nostro patrimonio archeologico e dunque culturale. Non possiamo consentire che tutto questo sia abbandonato al degrado e ai rapinatori del territorio che si sono avvicendati in Sardegna”.

Per Forza Italia l’on. Emanuele Cera ha parlato “da sindaco, che ha già approvato l’ordine del giorno. Noi sardi abbiamo migliaia di nuraghi, pozzi sardi e tombe spesso affidati alla sola cura dei Comuni ma questa mozione ci fa fare un salto in avanti e ampliare orizzonte. L’immagine della Sardegna non è solo il pastore e non è solo il mare ma deve essere la complessa unicità del nostro paesaggio”. Segue

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