Cagliari - Maria Laura Orrù, esponente dei Progressisti, ha condiviso in apertura le dichiarazioni della collega Caddeo, sottolineando la necessità di cogliere l’occasione dell’emergenza Covid per innovare profondamente il sistema scolastico regionale, abbandonando la strada dei conflitti di competenza fra Stato e Regione. La Sardegna, ha sostenuto, ha la possibilità di decidere in autonomia su alcune materie come prevede lo Statuto, e queste opportunità vanno pienamente sfruttate. Non è stato così, ha poi lamentato, e per questo arriviamo al dibattito di oggi con notevole ritardo, senza una strategia complessiva, dal dimensionamento minimo delle classi per garantire il distanziamento alle attività extra scolastiche, sportive e non, ora completamente bloccate, per finire con i trasporti che rappresentano uno dei nodi scoperti più preoccupanti del momento attuale.
Il consigliere della Lega Andrea Piras ha evidenziato l’importanza del tema scuola nella società sarda alle prese con la difficoltà della ripartenza dopo il lungo confinamento in casa. Piras ha criticato il Governo nazionale che ha sostanzialmente abbandonato la scuola per le sue divisioni interne, con il risultato che alcune strutture essenziali come i nuovi banchi sono stati forniti in misura minima, accumulando un preoccupante ritardo; lo stesso ritardo che ha accompagnato le nomine degli insegnanti, largamente incomplete rispetto alle necessità. Il consigliere ha poi auspicato un forte recupero di efficienza nel servizio di trasporto per gli studenti sul quale la Giunta è concretamente impegnata.
Il capogruppo della Lega Dario Giagoni ha messo l’accento sulla centralità dell’istruzione nella società e nella formazione dei giovani. Anche da Giagoni sono arrivate dure critiche alla gestione del problema da parte del Ministero, per l’intempestività nell’avvio dei concorsi a lezioni già iniziate, per il congelamento del precariato e per l’acquisto dei banchi monoposto, solo 3000 in Sardegna a fronte di una richiesta di 50.000.
Il consigliere del Pd Giuseppe Meloni ha paventato il rischio di trattare un tema così importante come quello della scuola in un momento sbagliato o, peggio, con un colpevole ritardo, come dimostra l’atteggiamento della maggioranza che ha di fatto ignorato le diverse mozioni presentate dall’opposizione fin dal mese di agosto. La Giunta, ha affermato, ha il dovere di intervenire interpretando non solo la volontà comune del Consiglio ma di tutta la comunità regionale, per risolvere i problemi centrali della scuola: monitoraggio costante del personale scolastico, miglioramento della rete internet, trasporti, dove si verifica il preoccupante fenomeno dei mezzi “pollaio”.
Desirè Manca, capogruppo del M5S, ha ricordato che la collega Caddeo ha sollecitato invano per tre mesi, con varie iniziative, l’intervento del Consiglio regionale sulla scuola. Questo ritardo, ha proseguito, pesa molto sulla situazione di oggi ed è sbagliato riversare tutte le colpe sul Governo nazionale, anche perché in questi mesi la Regione non ha fatto né detto nulla per affrontare e risolvere i problemi del sistema scolastico. La maggioranza è rimasta immobile, ha protestato la Manca, rifiutando perfino il confronto di merito con l’opposizione su proposte e soluzioni tanto è vero che, anche nella seduta della commissione Pubblica istruzione di ieri, gli assessori competenti non si sono presentati, mandando al loro posto i direttori generali. Non vogliamo avere ragione a tutti i costi, ha concluso, ma costruire insieme una scuola migliore per i sardi.
Il presidente ha dato notizia della presentazione di un ordine del giorno e, in attesa della distribuzione del testo, ha dato la parola all’assessore della Pubblica istruzione Andrea Biancareddu.
Nel suo intervento, l’assessore ha apprezzato e riconosciuto l’onestà intellettuale del Consiglio nel trattare l’argomento scuola al di là delle facili polemiche, ma, ha detto non si può dimenticare che l’istruzione è materia di competenza concorrente fra Stato e Regione secondo la Costituzione. Al netto del momento oggettivamente difficile per tutti, ha aggiunto, vi sono precise responsabilità a livello centrale perché è stato velleitario parlare di edilizia scolastica a giugno pensando di poter fare qualcosa a settembre, se non abbattere un tramezzo o riverniciare un’aula. Come Giunta, ha ricordato Biancareddu, stiamo proseguendo la strada tracciata dalla precedente amministrazione con il progetto “iscola”, del quale abbiamo pubblicato l’ultimo bando il primo settembre anche se, ovviamente, si tratta di un impegni a medio e lungo termine. Inoltre, ha spiegato, parlare di scuola in Sardegna significa tenere conto di una marcata specificità che riguarda soprattutto le zone interne e montane, come abbiamo fatto con un piano di dimensionamento che definirei “acrobatico” senza chiudere nulla che ora però va ripreso partendo proprio dai piccoli Comuni, sempre che ci sia la copertura degli insegnanti. Nelle numerose video conferenze con il Ministero, ha ricordato l’assessore della Pubblica istruzione, ha sempre detto che prima dei banchi nuovi bisognava usare meglio quelli vecchi pensando di più ai trasporti e, quanto alla didattica a distanza fatta nella prima fase dell’emergenza, bisogna procedere con cautela (come del resto dicono gli esperti) perché crea disuguaglianze fra famiglie e ragazzi, in molti nostri paesi internet non c’è. Attualmente comunque, ha comunicato, in quasi tutte le scuole sarde si fa didattica in presenza, stiamo intervenendo finanziariamente sui costi della connessioni, abbiamo fatto test diagnostici a tutto il personale scolastico, abbiamo una dotazione sufficiente di gel igienizzanti e mascherine: insomma, ci poteva andare peggio ma naturalmente teniamo alta la guardia.
Intervenendo per la replica, la prima firmataria della mozione Laura Caddeo (Progressisti) ha espresso apprezzamento per livello del dibattito in Consiglio, per i dati forniti dall’assessore e lo spirito di collaborazione della maggioranza, suggerendo però di fare di più per libri di testo i cui costi quest’anno peseranno molto sulle famiglie, e sulle disabilità per le quali occorre sostenere maggiormente il lavoro degli assistenti alla persona.
Il presidente ha dato notizie della presentazione di un ordine del giorno che unifica i testi delle diverse mozioni presentate.
Illustrandolo sinteticamente, il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha valutato molto positivamente la scelta di discutere in Consiglio il problema della scuola che riguarda tante ragazze e tanti ragazzi sardi che devono poter studiare con serenità e in condizioni di sicurezza. In questo dibattito di alto livello, ha continuato, è stato essenziale il contributo di tutte le forze politiche per fare qualcosa di più ed avere una scuola migliore.
Rosella Pinna, del Pd, ha espresso parere favorevole sull’ordine del giorno suggerendo però, rispetto allo stanziamento di 5.5 milioni per gli asili nido, di includere anche le strutture private (la maggioranza in Sardegna) mentre il documento parla solo di “nidi pubblici e privati convenzionati”.
Dopo un breve approfondimento, la richiesta è stata accolta.
Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, favorevole all’ordine del giorno, ha tuttavia ribadito il ritardo con cui si è svolto il dibattito, precisando che un tale modo di proceder trasforma inevitabilmente le urgenze in emergenze, aggiungendo in proposito che la discussione sui problemi della sanità non è rinviabile.
Non essendoci altri iscritti a parlare il presidente ha messo ai voti l’ordine del giorno, che è stato approvato dal Consiglio all’unanimità con 42 voti favorevoli. Il documento impegna il presidente della Regione e la Giunta ad attuare un intervento articolato in sette punti: 1) garantire il ruolo sussidiario della Regione anche attraverso il potenziamento delle reti Internet su tutto il territorio; 2) garantire al personale della scuole, agli studenti ed alla famiglie la somministrazione costante di test diagnostici; 3) monitorare l’efficienza del servizio di trasporto; 4) garantire il ruolo delle figure di supporto agli alunni disabili; 5) trasferire ai Comuni le risorse del progetto “Ore preziose” destinato a genitori-lavoratori con figli di età fra 3 e 36 mesi; 6) valutare la possibilità di ripristinare la figura del medico scolastico; 7) valutare l’introduzione nel sistema scolastico dei test “antigenici”.
Successivamente il Consiglio ha iniziato l’esame di una Proposta di legge, sottoscritta da tutti i capigruppo, che destina risorse aggiuntive al servizio di trasporto sia ordinario (2 milioni) che degli scuolabus (1 milione) per l’annualità 2020.
Alcuni consiglieri regionali, Michele Cossa dei Riformatori, Francesco Agus dei Progressisti ed Eugenio Lai di Leu, hanno lamentato che si sia proceduto con troppa fretta senza una adeguata istruttoria del provvedimento in commissione.
Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha ricordato che, in conferenza dei capigruppo, era stata raggiunta una intesa che va rispettata, fermo restando che nel merito sul problema si potrà intervenire nuovamente se necessario.
Anche il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau ha invitato il Consiglio a procedere al voto della legge senza polemiche fuori luogo, perché si sta operando in emergenza con un intervento limitato nel tempo.
Il Consiglio ha quindi approvato la legge all’unanimità, con 39 voti favorevoli.
Subito dopo il presidente ha chiuso la seduta riconvocando l’Assemblea a domicilio. Com












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