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Consiglio Sardegna approva riforma del sistema sanitario regionale e riorganizzazione sistematica delle norme in materia (3).

Cagliari, 1 Sett 2020 - Il consigliere del M5S Michele Ciusa, firmatario, di tre proposte in materia di condizione dei malati diabetici, ha chiesto ed ottenuto la discussione unitaria. Nel suo intervento, dopo aver ricordato, la larghissima diffusione della patologia in Sardegna (che colloca la Regione ai primi posti in Italia e nel mondo) ha affermato che questo dato strutturale avrebbe meritato la massima attenzione del sistema sanitario pubblico: cure di grande qualità e tecnologie all’avanguardia, ma purtroppo la realtà è ben diversa come segnalano da tempo operatori del settore e pazienti.

Alle proposte contenute negli ordini del giorno del consigliere Ciusa hanno aderito anche i consiglieri Giorgio Oppi (Udc-Cambiamo), il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau, il consigliere Gian Franco Satta dei Progressisti e la consigliera del Pd Rossella Pinna che, fra l’altro, ha segnalato i disagi dei pazienti del Medio Campidano per il trasferimento della struttura ambulatoriale a Sanluri.

Ha assunto la presidenza dell’Assemblea il vice presidente Giovanni Antonio Satta.

L’assessore della Sanità Mario Nieddu, in replica, ha riconosciuto l’importanza della problematica, aperta da molto tempo, comunicando che l’esecutivo sta operando per ottenere la dotazione dei micro-infusori, operazione non facile perché, anche alla luce di una gara svoltasi recentemente in Piemonte, la normativa vigente prevede la forniture dei supporti più avanzati non allo stesso prezzo dei precedenti ma solo dietro relazione motivata dello specialista. Quanto all’ambulatorio del Medio Campidano, ha precisato Nieddu, si tratta di uno spostamento di appena 7 km che forse avrà durata temporanea.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha sollecitato il parere della Giunta su alcuni ordini del giorno, con riferimento a quelli che prevedono aumenti di spesa, ed ha richiesto la sospensione della seduta prima del voto finale sulla riforma sanitaria.

L’assessore della Sanità Mario Nieddu ha chiarito che il parere della Giunta è contrario.

Ai voti, gli ordini del giorno sull’assistenza ai malati diabetici sono stati approvati. Il primo con 26 contro 21, ed il secondo con 26 voti a 24.

Il capogruppo della Lega Dario Giagoni, prendendo la parola sull’ordine dei lavori, ha chiesto una breve interruzione della seduta, che il presidente ha accordato.

Alla ripresa dei lavori, ha riassunto la presidenza il presidente Michele Pais

Il Consiglio ha poi respinto il terzo ordine del giorno del consigliere Ciusa con 31 voti a 13.

A seguire è stato esaminato l’ordine del giorno n.5 (Cossa e più) sul sostegno all’esportazione della carne suina, dopo la sconfitta definitiva della peste.

Il primo firmatario Michele Cossa (Riformatori) ha sostenuto la necessità di rafforzare le iniziative per rimuovere gli ostacoli che hanno finora bloccato l’esportazione carne suina, dopo una lunga azione di contrasto della peste iniziata nella precedente amministrazione ed opportunamente proseguita da quella attuale. Ora che la peste è stata sradicata, ha concluso, queste produzioni regionali di eccellenza possono e devono fare un salto di qualità importante per contribuire alla crescita del nostro settore agroalimentare.

La proposta di Cossa è stata condivisa da numerosi consiglieri regionali, a cominciare da Salvatore Corrias del Pd ed ancora il capogruppo di Leu Daniele Cocco e Gianfranco Satta dei Progressisti, Nico Mundula di Fdi, Roberto Caredda del Misto, Giuseppe Talanas di Forza Italia, Alessandro Solinas del M5S e Pietro Moro di Udc-Cambiamo.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula, favorevole, ha ripreso in parte il problema degli usi civici, ricordando che la normativa regionale vigente vieta alle famiglie sarde di allevare una scrofa ed è un fatto ingiusto del quale dovranno occuparsi al più presto la commissione ed il Consiglio, perché siamo in presenza di un trattamento scandaloso per le nostre aziende e di un danno per l’economia sarda. Quanto alla questione specifica degli usi civici, Mula ha detto di non sapere come il collega Giagoni intenda introdurla, ma la verità è che riguarda il 90% dei Comuni sardi e la situazione è molto peggiorata dopo una sentenza della Corte costituzionale che ha reso di fatto inapplicabile una legge regionale; a questo punto bisogna vedere quali passi si possono fare.

Subito dopo la seduta dell’Aula è stata sospesa come richiesto dal capogruppo della Lega Giagoni.

Alla ripresa dei lavori, lo stesso Giagoni ha presentato un emendamento orale che ha lo scopo di “avviare le procedure necessarie per l’assegnazione degli usi civici finalizzata alla regolarizzazione degli allevamenti suini”, per rappresentare la mano tesa della Regione ad allevatori che si vogliono mettere in regola.

Il consigliere del Pd Salvatore Corrias, si è espresso contro, perché a suo avviso “è un emendamento formulato molto male”, che non ha fondamento giuridico.

L’ordine del giorno, quindi, è stato messo in votazione nel testo originario ed approvato.

Successivamente i lavori sono stati sospesi e riaggiornati per il pomeriggio alle 16.30.

Il presidente ha infine dato notizia che la seduta congiunta delle commissioni Lavoro ed Attività produttive si terrà domani pomeriggio alle 15.

Alla ripresa pomeridiana dei lavori, il presidente Pais ha aperto le dichiarazioni di voto sul testo finale della riforma. Per Massimo Zedda “alla fine di questa riforma resterà l’idea che, al di là delle dichiarazioni di principio, la sanità sia slegata dalla vita quotidiana, alla prevenzione, all’alimentazione, alle condizioni di vita di ciascuno dei sardi. Resterà una moltiplicazione di poltrone e una fibrillazione del sistema sanitario che francamente in questa fase ci potevamo risparmiare”.

Differente opinione quella dell’on. Mele (Lega Sardegna): “Siamo dunque alla conclusione di questa riforma e quello di oggi è un grandissimo risultato frutto del lavoro di squadra della maggioranza, della commissione Sanità e dell’assessore Nieddu. Seguirà la riorganizzazione delle rete territoriale e dei servizi e procederemo a un ascolto attento del territorio per i passi futuri”.

Gianfranco Satta per i Progressisti ha detto che “la pandemia probabilmente non ha insegnato nulla ad alcuni, visto che non considerate che i livelli di assistenza devono essere garantiti a tutti. E invece questa riforma non garantirà pari diritti sanitari”.

Per Alessandro Solinas (M5S) “il voto è contrario perché le criticità che questa legge presenta sono tutte non nei buoni propositi ma nelle realtà. State moltiplicando poltrone senza mettere al centro i cittadini”.

“Persino Massimo Zedda in campagna elettorale attaccò la Asl unica”, ha detto Fausto Piga (FdI). E ha aggiunto: “Noi siamo costretti a fare questa riforma per sistemare i disastri che avete combinato e gettiamo le basi per un sistema sanitario migliore riportando le Asl nei territori e cercando di ridurre le liste d’attesa”.

Per Aldo Salaris (Riformatori sardi) “è necessario che riportiamo la sanità nei territori e a questo scopo servirà la ricostituzione delle aziende sanitarie. Abbiamo resistito all’emergenza dei mesi scorsi ma dobbiamo ora frenare lo scadimento dei servizi sanitari nelle strutture periferiche”.

“Avete sbagliato il tempo di questa riforma”, ha detto Daniele Cocco (Leu), “spero che questi giorni vi abbiano fatto capire quali sono le risposte che non arrivano e dove dovete intervenire. I giudizi si daranno quando questa riforma produrrà risultati ma ci sono discrasie importante nel testo e sarà difficile che questa legge possa entrare in funzione”.

Favorevole alla riforma il gruppo di Forza Italia con Emanuele Cera: “Finalmente si completa il primo e più importante punto programmatico di questa maggioranza. Avete trascurato i bisogni delle persone, adottando il modello di azienda unica che nulla ha a che vedere con servizi sanitari adeguati alle persone che vivono in tutti i territori dell’Isola”.

Per il presidente della commissione Sanità, Domenico Gallus, “sarà il futuro a dirci se stiamo facendo bene ma certo la commissione ha lavorato tutta per il bene comune. Anche l’apporto della opposizione è stato teso a migliorare il testo e di altissimo livello è stato l’apporto del decano del Consiglio regionale Giorgio Oppi”.

Contrario il voto di Giuseppe Meloni (Pd): “Questa non è una riforma ma una restaurazione, state continuando nel percorso di anni fa quando avete iniziato a raccontare che tutte le colpe della Sanità sono di Pigliaru e di Arru. È preoccupante continuare a dire che la Asl è il problema della Sardegna”.

Stessa posizione per l’on. Rossella Pinna (Pd): “In tre minuti si può dire poco delle tante cose che avrei da dire. Stamattina ho usato la parola cortigiano e ora spiego chi è il cortigiano nel Rinascimento e quale ruolo aveva per il principe. Ecco, i vostri si sono rivelati mediocri cortigiani. Basta alibi”.

Per il Movimento Cinque stelle l’on. Desirè Manca ha detto in esordio “no a questa riforma sanitaria, che nulla ha a che fare con il benessere del cittadino sardo. Queste otto Asl non servono a ridare dignità ai territori dei sardi perché sarà il direttore dell’Ares a decidere davvero tutto”.

Daniele Cocco (LeU) ha chiesto la parola per segnalare all’assessore Nieddu il problema di alcuni studenti sardi che domani non potranno effettuare il test per l’ingresso di Medicina in quanto positivi al virus Covid 19.

A seguire Stefano Tunis ha esordito così: “Voto positivo a nome del Gruppo Misto, ereditiamo una sanità sarda percepita come inefficiente. Ora spetta a noi intervenire e recuperare efficienza sul territorio e sulla rete ospedaliera”.

Dall’opposizione è intervenuto Ganau (Pd), secondo cui “questa è una pessima legge che ritorna alle otto Asl senza risolvere una sola criticità. Ci sono 48 nuovi posti di potere che aggiungono a tutti quelli che avete generato sinora e tutto questo con norme di dubbia legittimità costituzionale”.

L’on. Peru (Udc) ha definito questo testo come “una riforma naturale e obbligata, chiesta dai cittadini e pure dalla minoranza.   Siamo alla fase preparatoria di altre riforme: quella della rete ospedaliera e della rete territoriale”.

Dal Psd’Az Giovanni Satta ha annunciato il voto favorevole e ha ricordato che “nella vecchia maggioranza nessuno voleva fare la riforma che stiamo abrogando. Tanto è vero che è stata ripudiata, insieme all’assessore. E non parliamo di poltrone, perché avete elargito denari a dirigenti di sinistra che non ne avevano manco i meriti”.

Il consigliere del Pd Piero Comandini, citando uno studio psicologico che traccia la differenza fra percezione e realtà, ha sostenuto che quella differenza può essere applicata anche alla riforma della sanità sarda voluta dalla maggioranza. Si tratta di una legge con pretese riformiste ma che in realtà è populista, ha continuato, quando si rivolge plebiscitariamente ai cittadini senza guardare davvero al futuro.

Il vice capogruppo del Pd Roberto Deriu ha detto che la riforma non gli piace soprattutto perché crea l’ennesimo super-ente regionale che produce diseconomie ed inefficienze, mentre è migliore la parte che si rivolge ai territori, almeno nelle intenzioni. Infatti, ha osservato, è da tempo che si cerca di definire i cosiddetti “ambiti ottimali”, anche in sanità, ma senza alcun risultato concreto. In definitiva, ha concluso, è una riforma che cerca di fare tutto con costi enormi, senza nessuna garanzia di successo.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha dichiarato che la riforma è una legge ambiziosa, che punta al cuore dei problemi della sanità sarda attraverso impostazioni diverse dal passato che non hanno retto alla prova dei fatti. La scelta principale, ha ricordato, è portare la sanità vicina al cittadino ed agli abitanti delle tante zone interne dell’Isola. Poltrone? Secondo Mula ogni riforma comprende necessariamente l’individuazione delle persone migliori per garantirne la corretta applicazione.

Il consigliere della Lega Pierluigi Saiu ha espresso una valutazione positiva della riforma della sanità sarda, da tempo in grande difficoltà e con problemi aggravati dall’emergenza Covid. La riforma è un primo importante impegno mantenuto dalla maggioranza, ha aggiunto Saiu, ed è il primo passo per ricostruire un sistema sanitario regionale profondamente colpito dal centralismo della riforma precedente fondata sulla Asl unica.

In sede di replica, l’assessore della Sanità Mario Nieddu ha evidenziato, ringraziando il Consiglio per i preziosi contenuti emersi dal dibattito, che al di là delle differenze politiche la Sardegna aveva ed ha bisogno di una profonda riforma del sistema sanitario regionale. La legge, ha poi osservato, non si occupa di gestione ma interviene sul nodo principale dell’Ats che in qualunque testo di management sanitario viene indicata come un modello sbagliato. Quanto alle presunte ingerenze politiche in materia di nomine si segue una legge del ’99 che, secondo Nieddu, è una buona legge perché consente alla politica di approvarsi del suo ruolo di arte nobile al servizio dei cittadini, Il ritorno alle 8 Asl, ha detto ancora l’assessore, esplicita la vera scelta di campo di portare la sanità vicina ai cittadini ed ai pazienti e non è vero che l’articolazione territoriale produca diseconomie, anzi al contrario le ha prodotte la centralizzazione dell’Ats.

Il presidente della Regione Christian Solinas, dopo aver ringraziato il Consiglio, la commissione e quanti hanno lavorato con grande impegno alla stesura della legge, ha invitato tutti a sottrarre la riforma sanitaria alla cronaca, una riforma composta da tre leggi organiche (governance, sanità territoriale e rete ospedaliera) delle quali il Consiglio approva oggi solo la prima. Con questa legge inoltre, ha precisato, si è scelto di prendere quanto di buono era stato fatto nel passato migliorandolo dove possibile, ma soprattutto restituendo ai territori quanto avevano chiesto, cioè di valorizzare il rapporto fra istituzioni e cittadino anche in campo sanitario, con l’obiettivo di creare economie di scale su problemi di dimensione sovra-territoriale ma non a scapito della vicinanza fra servizi ed utenti. Quando la riforma sarà completata, ha continuato, potremmo davvero incidere su tutti i nodi della sanità sarda. Ed abbiamo iniziato a farlo, già con questa prima legge, tornando ad investire sulle nostre strutture sanitarie, mentre in una seconda fase ne progetteremo e realizzeremo di nuove, proprio per rispondere ad una domande reale fortemente espressa da tutta la società sarda.

Il presidente del Consiglio si è associato ai ringraziamenti espressi dal presidente della Regione.

Si è proceduto poi allo scrutinio, con il seguente risultato: favorevoli 36, contrari 18, astenuti 1.

Il presidente ha chiuso la seduta riconvocando il Consiglio per domattina alle 10.30 con un ordine del giorno, ancora da mettere a punto, sull’emergenza Covid. Com

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