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Lavori Consiglio Sardegna – Ieri sera approvato il passaggio all’esame degli articoli della legge quadro sulle azioni di sostegno al sistema economico della Sardegna e a salvaguardia del lavoro a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 (3).

Cagliari, 14 Lug 2020 - Critico, nel merito del provvedimento, l’intervento della capogruppo dei 5 Stelle, Desirè Manca, che in premessa ha lamentato il ritardo nella discussione in Aula e l’impossibilità della consultazione on line della relativa delibera di Giunta a far data dal 26 marzo. «Il testo di legge – ha spiegato l’esponente della minoranza – è stato trasmesso in Consiglio soltanto il 16 giugno e la stessa maggioranza ha riconosciuto l’esigenza di una rivisitazione ed aggiornamento». L’onorevole Manca ha contestato una serie di stanziamenti a favore soltanto dei lavoratori del comparto Industria e di alcune specifica aziende in crisi, senza che analoghe previdenze siano garantite anche ai lavoratori che versano nelle medesime condizioni. Desirè manca ha quindi definito “vergognosa” la scelta di destinare 5 milioni di euro alle aziende della trasformazione del formaggio per l’acquisto agli indigenti e lo stanziamento di 5.5 milioni allo sport isolano “lasciando soltanto un milioni per la cultura e il sociale”.

In rappresentanza del gruppo Misto è intervenuto Stefano Tunis che ha evitato di entrare nello specifico del provvedimento ed ha rimarcato invece l’inquadramento delle misure nel contesto storico e politico. Il consigliere della maggioranza ha parlato di “superamento del vecchio modo di legiferare facendo leva sul debito pubblico con interventi improduttivi”. «La parola d’ordine – ha spiegato Tunis - è la generazione di valore per invertire quel trend che ci ha portato ad utilizzare le ultime risorse in un momento eccezionale».

Il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau ha riportato il ragionamento sulla crescita dell’economia sarda e sulla necessità delle azioni a sostegno delle attività produttive ma anche auspicato l’apertura di un confronto su Recovery Fund, Mes e superamento dei gap infrastrutturali a causa del mancato riconoscimento della condizione di insularità. L’esponente della minoranza, nel ribadire il ritardo con il quale il disegno di legge, arriva all’esame dell’Aula, ha confermato la volontà di collaborare per migliorarne l’efficacia ma ha valutato come “insufficienti” le risorse a disposizione (162 milioni di euro). «Manca l’analisi sulle conseguenze della crisi nei diversi comparti – ha attaccato Ganau – e sulla nostra richiesta del fondo perduto per le piccole imprese registro con favore il successo della iniziativa del governo nazionale che ha già registrato l’adesione di 34mila imprese sarde».

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha affermato che si tratta di una legge non facile che però ha dovuto scontare la incertezze del quadro nazionale al quale era agganciata. La situazione che stiamo vivendo, ha ricordato, è drammatica e da questo punto di vista è sbagliato interrogarsi insinuando l’ombra del dubbio sul perché degli interventi sul formaggio e sui caseifici, mentre tutti sappiamo quale sofferenza vivono queste aziende. Ma la preoccupazione più forte, secondo Mula, non è tanto per le risorse quanto per la capacità di poterle spendere in tempi brevi; forse qualcuno sta abusando dello smart working perché in molti ambiti della Regione si è registrato un calo della produttività degli uffici. Affronteremo questo problema, ha annunciato il capogruppo sardista, sia con la costituzione di una “cabina di regia” che con l’individuazione di figure professionali alle quali saranno assegnati e tempistiche stringenti per la definizione della pratiche. Con la legge 162, ha concluso Mula, stiamo dando altra sostanza a precedenti provvedimenti della Regione per circa 500 milioni di euro e non è cosa di poco conto.

Il capogruppo della Lega Dario Giagoni ha definito il disegno di legge importantissimo, soprattutto per quanto potrà fare per imprese e lavoratori di tutti i settori produttivi. La situazione è difficile e c’è tanta sofferenza nelle nostre comunità, ha riconosciuto: sappiamo quanto sarà difficile tornare alla situazione prima del virus, ma sappiamo che anche che questa legge insieme a quelle già approvante potrà dare una spinta positiva al nostro sistema, perché è una legge che ha guardato a tutti e ha messo rimedio a tante lacune della normativa statale. Non voglio fare polemiche, ha assicurato Giagoni, però a proposito di ritardi non si può dimenticare che è stato necessario di non creare doppioni con gli interventi nazionali e non creare disparità fra categorie e lavoratori. Chiediamo quindi il riconoscimento di un gran lavoro ed un grande impegno al servizio della Sardegna, ha concluso, consapevoli del fatto che la legge non è un punto di arrivo ma il momento importante di una grande sfida, per vincere la quale dovremo agire per tempo senza farci trovare impreparati a nuove crisi anzi rilanciando grandi strategie come un piano delle infrastrutture ed una campagna per la promozione della Sardegna nel mondo.

Ha riassunto la presidenza il presidente Michele Pais.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha sottolineato in apertura che viviamo in un periodo che è tutto tranne che normale, dove sembrano confluire tutti i problemi del nostro tempo, non paragonabile alla guerra ma utile per capire che molti problemi delle economie sviluppate erano già tutti sul tappeto. Poi, ha continuato, c’è lo specifico della nostra Regione: il taglio costante delle entrate da 10 anni a questa parte senza soluzioni alternative, la macchina amministrativa poco efficiente e poco organizzata in attesa di riforma, il contesto socio-economico fragile troppo dipendente dalla spesa pubblica. L’emergenza non è finita, né quella sanitaria né tanto meno quella economica, ha detto ancora Agus, e si aprono scenari ancora non prevedibili che dovremo essere pronti ad affrontare. Entrando nel merito della legge, il capogruppo dei Progressisti ha evidenziato che nel testo ci sono almeno 25 milioni che non c’entrano nulla con pandemia e fa riaffiorare vecchi metodi, ed inoltre c’è il grande problema del tempo.

A nome della Giunta la vice presidente Alessandra Zedda ha affermato di non volersi iscrivere al partito delle polemiche ma di preferire le spiegazioni del senso profondo della legge: Nei primi mesi del 2020, ha ricordato, registravano una tendenza economica positiva che poi è stata completamente spazzata via dalla pandemia, costringendo tutte le istituzioni e le comunità ad una enorme battuta d’arresto e, per molti aspetti, ad una navigazione a vista. Questo fenomeno ha riguardato anche noi: abbiamo cominciato a lavorare alla legge di emergenza da aprile (ma eravamo già intervenuti prima con la legge 8) e poi, quando la pandemia ha completamente cambiato lo scenario, abbiamo integrato e migliorato sia il pacchetto dei provvedimenti del Governo che quelli dell’Unione europea, per cui non possiamo avere abbiamo paura che non bastino i 18 milioni per gli stagionali: noi pensiamo che siano una buona soluzione ma vedremo a settembre. Intanto siamo intervenuti per tutti senza eccezioni studiando le misure una ad una perché siano effettivamente realizzabili, però dobbiamo fare ancora molti passi in avanti in senso organizzativo ed amministrativo, e lo faremo con la cabina di regia. In questa legge comunque, ha garantito la Zedda, abbiamo messo tutto quello che servirà per le fasi successive e da questo punto di vista è una vera legge - quadro, anche se ovviamente la partita non finisce qui, perché dovremo fare il recovery found insieme, affrontare con lo Stato il problema del minor gettito delle Regioni e prepararci per settembre quando avremo tutti i dato su turismo, trasporti ed agricoltura. Ritengo comunque che si sia impostato un buon lavoro, ha detto infine la vice presidente della Regione ricordando l’inserimento fra l’altro degli ambulanti, il Fondo Resisto (di cui sentiremo parlare), gli interventi sui trasporti delle isole minori e quelli di semplificazione in materia di lavori pubblici ed agricoltura. In chiusura, ha ringraziato le commissioni per il lavoro svolto, le categoria per gli utili contributi, ed il personale del Consiglio che ha sempre assicurato il massimo della disponibilità e della professionalità.

Successivamente il presidente ha messo in votazione il passaggio della legge all’esame degli articoli, che il Consiglio ha approvato con 30 voti favorevoli e 20 astenuti.

Subito dopo ha tolto la seduta convocando le commissione per l’esame degli emendamenti domani alle 9.00. I lavori del Consiglio riprenderanno invece oggi alle 10.30. Com

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