Cagliari, 10 Lug 2020 - Valter Piscedda (Pd), rispondendo all’on. Peru, ha affermato: «Se ci sono stati toni che vi hanno offeso vi chiedo scusa, non mi scuso però sui contenuti. Prima di considerarmi un politico mi considero un uomo e prima ancora un cristiano. Si è parlato spesso, durante la discussione, di Vangelo. Confrontandomi con la mia fede sono convinto di aver condotto una battaglia giusta. Tutto ciò che ho fatto l’ho fatto in coscienza. Adesso su questa legge ci saranno due giudizi: quello dei tribunali amministrativi e quello dei sardi. Vedremo alla lunga cosa succederà».
A favore della legge si è pronunciato Giovanni Satta (Psd’Az): «Ma veramente siete convinti che abbiamo cambiato il Ppr? Noi non stiamo cambiando nulla. Ci avete processato, avete fatto un processo alle intenzioni dandoci dei cementificatori. Nella nostra proposta facciamo riferimento alle leggi nazionali vigenti. E’ solo un opera di semplificazione. Evitiamo in futuro di fare queste sceneggiate. Anche Gian Valerio Sanna, padre del Ppr, ha dichiarato che va modificato».
Eugenio Lai (Leu) ha svolto la prima parte del suo intervento in lingua sarda: «Lo voglio dire in sardo ma senza demagogia. State facendo un grave errore. Abbiamo la nostra terra nel cuore. E’ importante lottare per ciò in cui si crede. Lo dirà stasera amia figlia. Anche lei ha il diritto, come tutti i nostri figli, di ammirare le nostre bellezze. Non devono diventare servi nella loro terra ma padroni. (Teneus in su coru sa terra sarda. Est importanti a lotai po su chi si pensat. Dd’ap’a nai custu merì a filla mia. Issa puru e totu is fillus nostus tenint diritu de allogai is prendas de s’ambienti. Non depint diventai tzeracus ma si depint fai meris de sa terra nosta). Noi non vi abbiamo fatto perdere tempo. Il vostro è un modello di sviluppo del passato che non guarda al futuro. Guarda solamente ad appetiti cementificatori sulla nostra terra». (Psp)
Il capogruppo di Forza Italia Angelo Cocciu ha affermato che la legge è un traguardo importante che ha consentito alla maggioranza di rispettare un punto qualificante del mandato elettorale ricevuto dagli elettori. Abbiamo impostato una riforma di grande portata, ha aggiunto, che non significa affatto cementificazione ma l’avvio di un processo di superamento del Ppr che, così come è stato concepito, ha bloccato tutto. A breve, ha concluso, faremo un nuovo Piano casa senza mettere mano all’ambiente ma aprendo una nuova stagione di sviluppo.
Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha parlato di una nuova pagina di autonomia, attraverso la riaffermazione di un diritto che affonda le radici nella storia del nostro Statuto. Diciamo no alla cultura del sospetto, ha proseguito, e respingiamo una narrazione catastrofista che ipotizza addirittura la sanatoria di abusi o il ripristino di vecchie lottizzazioni, cose del tutto inesistenti. E’ vero invece, ha detto infine citando l’esempio del porto canale di Cagliari, che molti interventi strategici per la Sardegna sono stati e sono ancora bloccati per l’eccessiva rigidità delle norme in materia paesaggistica.
Il capogruppo della Lega Dario Giagoni ha messo l’accento sul buon servizio che il Consiglio regionale ha reso ai sardi, con una legge ispirata al fare bene e ad un futuro fatto di sviluppo e di lavoro. Molti, ha ricordato, hanno parlato del Ppr come un bel sogno ma in realtà si è rivelato un incubo del quale dobbiamo liberarci e vogliamo farlo con saggezza e con coscienza,
Sull’ordine dei lavori il capogruppo di Fdi Francesco Mura ha evidenziato che il dibattito ha assunto a tratti contorni quasi religiosi.
Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha criticato la maggioranza che è intervenuta solo nei minuti di recupero, senza eliminare il dubbio del perché sia stato fatto così tanto per così poco, oltretutto dando sempre letture diverse della legge. A suo avviso si poteva e si doveva fare altro seguendo altre priorità, come sanità, turismo, efficienza della macchina regionale e conti della Regione. Credo alla buona fede di quanti dicono di non avere interessi ma il dubbio resta, davanti ad una legge del tutto priva di senso giuridico.
Sull’ordine dei lavori, il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha osservato che quanto prima va aperta una discussione a tutto campo nelle commissioni competenti sui temi dell’urbanistica.
Non essendoci altri iscritti a parlare, il presidente ha avviato la votazione finale della legge, che il Consiglio ha approvato con voti 31 favorevoli, 20 contrari 1 astenuto.
Dopo lo scrutinio il presidente ha tolto la seduta riconvocando il consiglio per lunedì prossimo alle 15.00. Red













