Cagliari, 3 Lug 2020 – Alla ripresa dei lavori per il M5S il consigliere Roberto Li Gioi ha evidenziato che la legge mette in serio pericolo non solo la fascia costiera ma tutti i beni ambientali più preziosi della Sardegna. Riaprire i cassetti di tanti progetti speculativi, ha continuato, sarebbe un danno devastante per il territorio regionale. Noi abbiamo una idea diversa dello sviluppo della Sardegna, ha concluso, e la difenderemo a tutti i costi.
Il vice capogruppo del Pd Roberto Deriu, soffermandosi sul quarto comma dedicato alla Sassari-Alghero, ha rilevato che si parla di un caso concreto e non di una fattispecie come invece prescrive la legge. Secondo Deriu si tratta di una forzatura, perché il problema ha natura squisitamente amministrativa ed in concreto poteva e può essere risolto da una interlocuzione con il Ministero. In definitiva per Deriu ci si trova di fronte ad una sottomissione della politica alla burocrazia.
Il consigliere Valter Piscedda, ancora a nome del Pd, ha ricordato che quello della Sassari-Alghero, purtroppo, non è il primo caso in cui il contenuto delle leggi si ferma davanti alle interpretazioni troppo rigide delle strutture amministrative. La questione, ha continuato, non è completare le opere stradali, cosa sulla quale siamo tutti d’accordo, ma decidere se si vuole mantenere l’impianto del Ppr che definiva i beni identitari da tutelare.
Il consigliere dei Progressisti Gian Franco Satta, partendo dalla sua esperienza di amministratore locale, ha collocato il progetto della Sassari-Alghero nel tempo per dimostrare che sicuramente l’opera ha avuto fin dall’inizio tutte le autorizzazioni necessarie. Vero è che la tutela del paesaggio compete allo Stato, ha annotato Satta, e perciò la Regione non può pensare di avere le “mani libere” anche sull’agro e le coste eludendo l’obbligo della co-pianificazione.
Contro la legge e contro l’articolo n.2 anche il consigliere Alessandro Solinas (M5S): «Ho apprezzato ieri l’uso della lingua sarda nell’intervento dell’assessore Quirico Sanna, non mi ha però convinto il contenuto. La Giunta non ha dato nessuna risposta. Questa norma non ha come obiettivo lo sblocco della Sassari-Alghero, c’è una ragione sottesa: scardinare il Ppr e avere le mani libere per intervenire sulle coste e nell’agro».
Critico anche Antonio Piu (Progressisti): «Questa legge non avrà effetti sulle strade. Per completare la Sassari-Alghero basta un’azione politica nei confronti del Governo centrale. La discussione di oggi fa perdere del tempo e impedisce di affrontare questioni più importanti. E’ un confronto impari: noi interveniamo, la maggioranza è in silenzio. Non ho ancora capito quale siano le ragioni che vi spingono a portare in aula questa legge. Non ha fondamento giuridico: questa legge non può contraddire una legge di rango superiore. Mi auguro che ci sia un ripensamento».
Per Michele Ciusa (M5S): «Lo strumento del Ppr è stato concepito nell’ottica della sostenibilità e dell’ambiente per questo va difeso con forza. Questo è il punto centrale. Il territorio sardo è ricco di risorse uniche, di bellezze che non sono negoziabili ma allo stesso tempo è fragile. Se non mentiamo al centro della discussione politica l’ambiente siamo fuori dalla storia. Molti cittadini che hanno presentato una petizione ci dicono che stiamo perseguendo una strada sbagliata. Nessuno è contro lo sviluppo ma serve un modello ecosostenibile».
Senza appello anche il giudizio di Piero Comandini (Pd): «Credo nella volontà dell’assessore di portare presto in Aula una proposta di legge sull’Urbanistica. Prima o poi ci arriveremo. Quello che diciamo è che sarebbe meglio arrivarci con l’acqua limpida. Il governo del territorio si costruisce insieme, non può farlo solo la maggioranza. E’ una questione che appartiene a tutti. Sarebbe meglio per questo accantonare questo progetto di legge. Per due ragioni, la prima riguarda l’interpretazione autentica della legge: non spetta al Consiglio ma alla macchina amministrativa, basterebbe una semplice delibera di Giunta. La seconda è politica: voi con questa proposta state mettendo il carro avanti ai buoi, state dicendo qual è il vostro modello di sviluppo. L’attacco ai beni identitari è emblematico. In questo modo state calando la maschera: partite dal cuore del PPR per intaccarne la filosofia».
Diego Loi (Progressisti) ha sollecitato la maggioranza a un cambio di rotta: «Parrebbe che il Governo vada nella direzione di autorizzare il completamento della Sassari-Alghero. Per questo la vostra proposta non ha ragion d’essere. Nessuno mette in dubbio il fatto che nessuno voglia deturpare l’ambiente, però questo provvedimento mi preoccupa perché apre una falla nel sistema della programmazione del territorio».
Il consigliere Eugenio Lai (Leu) è ritornato sui temi affrontati nella discussione di ieri: «Tutti noi reputiamo essenziale il completamento della Sassari-Alghero e della Sassari-Olbia ma con l’articolo n.2 si entra a gamba tesa sul Ppr. Concordiamo che il Piano paesaggistico non sia il Vangelo ma bisogna chiarire cosa si vuol fare. Qui si interviene sulle coste, sui beni identitari e sull’agro. Il tema delle strade è strumentale rispetto a quelli che sono i vostri veri obiettivi: modificare profondamente il PPR con una decisione unilaterale». Lai ha poi lanciato una proposta: «Mettiamo in salvo le due arterie. Come? lasciamo il comma 4 dell’articolo e sopprimiamo i primi due punti. Non c’è da parte nostra una contrarietà verso le opere di infrastrutturazione ma nei confronti di un’idea che guarda al passato».
Perplessità anche da parte di Laura Caddeo (Progressisti): «Se si elimina la copianificazione per gli interventi nella fascia costiera, nelle zone agricole e per i beni identitari si pone un problema. Bisogna ragionare su cosa lasceremo dopo di noi in termini di bellezze naturalistiche e, sul piano normativo, alla prossima legislatura. Non crediamo che ci sia una volontà di cementificare ma la paura resta. Voi stessi potreste incontrare difficoltà nel gestire gli esiti di questa norma. E’ proprio necessario? Questo provvedimento potrebbe esplodervi in mano».
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Desirè Manca si è rivolta direttamente all’assessore all’Urbanistica Quirico Sanna: «Mi ha colpito molto la sua attenzione per le istanze dei territorio. Ho trovato il suo continuo richiamo alla condivisione molto umano. Non condivido però il suo intervento dal punto di vista politico perché non ha dato risposte. Che attinenza c’è tra le due strade e la povertà crescente di cui ha parlato? Avete sempre dichiarato che l’obiettivo di questa legge è salvaguardare la Ss-Olbia e la SS-Alghero ma ieri ho capito la vera ragione da un’intervista rilasciata da Tunis all’emittente Videolina. Il collega ha dichiarato che questa è una legge necessaria per dare 60mila posti nel comparto edilizio. E’ stata l’ammissione che questa proposta di legge è una banale scusa o una banale bugia: i veri obiettivi sono altri”.
Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau ha definito “inaccettabile” il modo con cui si è deciso di intervenire sul PPR: «Prima di tutto per il metodo perché si utilizza lo strumento della interpretazione autentica. Le norme che si vogliono interpretare sono chiare. In 14 anni non hanno determinato nessun contenzioso. La copianificazione è prevista nel Ppr per i beni identitari e nessuno lo ha mai contestato. Nessuno dice che non si possa cambiare il Piano paesaggistico ma questo va fatto con le norme che regolano le modifiche al Ppr. Intanto non può essere una norma retroattiva che rimetterebbe in campo proposte dall’impatto potenzialmente devastante sul territorio. Eliminando i vincoli, ritornerebbero in campo vecchi progetti. Siamo per l’adozione di norme innovative per la modifica del PPR che, lo ricordiamo, non può essere modificato con norme di rango inferiore». Per l’ex presidente del Consiglio inoltre la norma non mira a una salvaguardia delle due arterie: «Si tratta di un falso. Sono escluse dal Ppr tutte le opere che si trovano in stato di avanzamento o che sono di indiscusso interesse regionale. E’ la situazione in cui si trovano ora la SS-Olbia e la SS-Alghero bloccate dal parere del Ministero. Siamo disponibili a votare subito i commi 3 e 4 dell’art.2 ma siamo assolutamente contrari ad avallare ogni modifica del Ppr fuori dalle regole. La strada per sbloccare le due opere è politica».
Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento del capogruppo dei Progressisti Francesco Agus: «Se questa fosse solo una legge-provvedimento non avrei dubbi a votare a favore, ma c’è il dubbio non lo sia. C’è dell’altro. La diffidenza nasce dalla non comprensione, la poca chiarezza non può che evocare fantasmi: progetti bloccati da 15 anni potrebbero rinascere e rivivere. Occorre che il Consiglio si doti di un ufficio legislativo a pieno organico. Buone leggi consentirebbero di evitare il ricorso a interpretazioni. Questa è una legge-yougurt, un provvedimento con data di scadenza. Tra due mesi questa legge non potrebbe esistere più. Si parla di opere che avranno bisogno di un lungo iter e, anche per questo, si rischia un clamoroso fiasco. Lo strumento dell’interpretazione autentica è sbagliato. Questa spetta all’organo esecutivo. La Corte Costituzionale con diverse sentenze ha stabilito inoltre che un provvedimento non può intervenire su una legge su cui ci sono giudizi pendenti».
Il presidente Pais ha quindi messo in discussione i primi emendamenti soppressivi all’articolo 2 (n. 882, 884, 883, 881).
Il consigliere Gianfranco Satta (Progressisti) ha annunciato il suo voto a favore e rivolto un invito all’assessore Sanna: «Lei è in buona fede. Faccia un’opera meritevole e porti in aula un provvedimento per il solo completamento delle due opere viarie. Limiti questa norma a quegli obiettivi. Noi saremo al suo fianco e lo sosterremo convintamente. In questo modo sarà ricordato come un grande patriota».(Psp)
A favore degli emendamenti 882, 884, 883, 881 si sono espressi, con argomentazioni simili e legate al concetto di tutela e salvaguardia del paesaggio e alla difesa delle norme del Ppr, i consiglieri della minoranza: Comandini (Pd), Li Gioi (M5S), Orrù (Progressisti), Alessandro Solinas (M5S), Massimo Zedda (Progressisti), Desirè Manca (M5S), Ciusa (M5S), Caddeo (Progressisti), Loi (Progressisti), Piscedda (Pd), Lai (Leu), Cocco (Leu), Ganau (Pd), Corrias (Pd) e Gianfranco Satta (Progressisti). Polemicamente contrario, il consigliere del Pd, Roberto Deriu («sono contro le interpretazioni autentiche») e convintamente contro, invece, a nome della maggioranza il consigliere del Misto, Stefano Tunis.
Posti in votazione gli emendamenti 882, 884, 883, 881, non sono stati approvati con 29 voti contrari, un astenuto e 17 favorevoli. Segue














