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Approvato il passaggio all’esame degli articoli della Pl. 153 “parte seconda2 (interpretazione autentica del Ppr)

Cagliari, 2 Lug 2'020 - La seduta pomeridiana del Consiglio regionale Sardegna è stata aperta dal presidente Michele Pais e poi subito aggiornata alle 15.50. Quindi alla ripresa dei lavori, il Consiglio ha proseguito l’esame dell’ordine del giorno con la discussione generale della Pl n.153/A (Mula e più) “sulle norme di interpretazione autentica del Piano paesaggistico regionale”.

Prima dell’avvio del dibattito, prendendo la parola sull’ordine dei lavori, il consigliere del Pd Giuseppe Meloni ha lamentato il progressivo arretramento della sanità nel territorio, sollecitando l’intervento del Consiglio sulla paventata chiusura del reparto di chirurgia pediatrica dell’ospedale di Olbia.

Eugenio Lai, di Leu, ha sollevato il problema di una mancata risposta ad una sua richiesta di accesso agli atti in relazione alla nomina del sub commissario della Provincia di Nuoro.

Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti, ha segnalato la scarsa partecipazione alla seduta.

Sempre per i Progressisti, Massimo Zedda, si è associato al rilievo espresso dal suo capogruppo. Successivamente ha riproposto il tema dei congedi causa Covid perché nella seduta del 16 giugno è stato considerato assente.

Su quest’ultimo punto, il presidente ha ricordato che l’incarico di contingentare le presenze era stato affidato ai capigruppo mentre, dalla settimana prossima, si tonerà al regime ordinario.

Aprendo gli interventi sulla legge 153, il consigliere dei Progressisti Antonio Piu ha messo in evidenza che la proposta della maggioranza non coincide con il comune sentire dei sardi e, quanto alla Sassari – Alghero, è stata oggetto di prese di posizione ed incontri di esponenti della stessa maggioranza finalizzati ad “avocare” alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (come la legge giustamente prevede) la decisione finale sull’opera, prescindendo quindi dalla scelta di seguire la via legislativa e giudiziaria.

Il consigliere del M5S Roberto Li Gioi, dopo aver ricordato alcuni passaggi a suo avviso contraddittori della legge in commissione Urbanistica, ha criticato il tentativo della maggioranza di “bypassare” il Ppr con il pretesto di sbloccare grandi opere viarie come la Sassari-Alghero e la Olbia-Arzachena.

Per i Progressisti, il consigliere Massimo Zedda ha evidenziato che la Corte Costituzionale ha già stabilito l’impossibilità di cambiare il Ppr attraverso un Piano casa ed inoltre le stesse sentenze della Corte hanno il valore di “cosa giudicata”, dunque certamente non suscettibile di successive interpretazione autentiche. La verità, secondo Zedda, è un’altra, cioè aprire la strada alla speculazione con alcune brecce, infischiandosene delle generazioni future. Se davvero si vuole fare qualcosa di positivo per l’urbanistica in Sardegna, ha concluso il consigliere, bisognerebbe sbloccare le assunzioni negli uffici tecnici dei Comuni, dove sono bloccate da anni decine di migliaia di pratiche.

A nome del Pd il consigliere Valter Piscedda, in apertura, ha rivendicato anche all’opposizione il merito di non aver fatto scadere il Piano casa, auspicando che adesso la maggioranza sia in grado di rispettare la nuova scadenza del 31 dicembre. Non pensiamo che la maggioranza abbia chissà quali interessi inconfessabili: però, ha aggiunto Piscedda, non possiamo credere che l’interpretazione autentica serva sul serio a salvare due importanti opere stradali, altrimenti la stessa strada potrebbe essere percorsa per il porto canale di Cagliari, ma non è così. Il Ppr si può cambiare? Sì, ad avviso di Piscedda; sia per estenderlo alle zone interne, sia perché solo pochi Comuni hanno adeguato i loro piani urbanistici al Ppr, purchè si segua la procedura prevista dalla legge.

Dopo alcune interruzioni, il presidente ha sospeso la seduta per 15 minuti.

Alla ripresa dei lavori, il consigliere Piscedda ha concluso il suo intervento citando l’esempio di Comuni virtuosi come Sassari, Orosei, Baunei ed Elmas, che hanno adeguato la loro pianificazione al Ppr senza interrompere i loro programmi di sviluppo. (Af)

Secondo Eugenio Lai (LEU) la disattenzione dell’aula semi deserta dimostra ancora una volta che la maggioranza non ha intenzione di confrontarsi su temi cosi specifici. Faremo una opposizione ferrea – ha detto - su questo provvedimento che ha bisogno di un confronto serrato per evitare di andare verso una soluzione tracciata non si sa da chi. Nella precedente legislatura – ha ricordato Lai - si era aperto un confronto anche al di fuori di questo Palazzo. Ora ci siamo abituati a portare avanti solo “leggine” che certo non sono frutto di concertazione. Il consigliere di Liberi e Uguali Sardigna ha detto basta con gli emendamenti specifici e settoriali, c’è bisogno di una visione generale di Sardegna.

Per Piero Comandini (PD) la fretta che ha la maggioranza nel voler approvare questo provvedimento è sospetta. Per questo le opposizioni vigileranno per salvaguardare il territorio. Per Comandini oggi si tratta di un’occasione persa e la maggioranza è responsabile di non aver voluto “alzare l’asticella” e coniugare l’autonomia con il tema delle infrastrutture. “Voi non siete una giunta autonomista – ha detto rivolto all’esecutivo – con la maggioranza siete un gruppo pasticciato che volete discutere di questioni di “ovile””. Questa partenza, in materia urbanistica, ci fa paura. Noi saremo attenti e presenti.

Laura Caddeo (Progressisti) ha detto di essere combattuta perché crede nella buona fede. Ha quindi difficoltà a pensare che in mala fede si possa decidere su temi fondamentali per il futuro della nostra Sardegna. La consigliera ha espresso perplessità sulle mancate audizioni in commissione. Non posso pensare – ha aggiunto – che questa legge rappresenti veramente il grimaldello per aggirare i divieti di cementificazione delle nostre coste.  La bellezza della Sardegna non può subire altre devastazioni.

Per Maria Laura Orrù (Progressisti) la Sardegna deve essere un grande polmone verde al centro del Mediterraneo. Lo dobbiamo alle generazioni future. Ma questa visione stride fortemente con la volontà di questa giunta e di questa maggioranza che con l’approvazione di questo provvedimento mettono fortemente a rischio le nostre coste. Il Piano paesaggistico regionale, premiato a livello internazionale, è in pericolo. Un Piano prezioso che può essere certo modificato ma guardando al futuro, non tornando al passato e avendo come punto di riferimento la salvaguardia del territorio. La consigliera ha ricordato le 27194 firme raccolte per la salvaguardia delle nostre coste.  “Oggi noi stiamo discutendo di qualcosa di anacronistico e lo facciamo dopo una pandemia che ci ha fatto scoprire la stretta correlazione tra virus e inquinamento. Non possiamo barattare il nostro territorio”.

Sull’ordine dei lavori sono intervenuti: Massimo Zedda (Progressisti) che ha fatto notare le numerose assenze dei consiglieri di maggioranza e Eugenio Lai (LEU) che ha chiesto agli uffici di sapere il numero legale dell’assemblea.

“Avete la pretesa di modificare il PPR – ha detto Gian Franco Satta (Progressisti) rivolto alla maggioranza -  attraverso un’interpretazione autentica.  Vi state preparando a tornare al passato volendo intervenire anche nelle aree agricole e nelle aree costiere”.  Il consigliere dei Progressisti ha annunciato battaglia in aula per cercare di bloccare una legge dannosa per la Sardegna di oggi e del futuro.

Diego Loi (Progressisti) ha affermato, prima di tutto, che l’approccio è sbagliato. Anziché affrontare nel complesso una materia così ampia si sceglie di discutere di un provvedimento parziale in cui dietro la questione delle due arterie viarie c’è ben altro. Siamo tutti convinti – ha aggiunto - sulla necessità di ragionare sul piano paesaggistico, che deve essere rimodernato. Ma la direzione non è questa. Il tema è quello delle due arterie?  Siamo tutti d’accordo ad affrontare questo tema per dare pari dignità e sviluppo futuro alla nostra isola.

Giuseppe Meloni (PD) ha detto che vuole capire il tema vero della proposta di legge ma è difficile farlo in un’aula distratta e che non interagisce. Meloni vorrebbe confrontarsi con la maggioranza per sapere se è necessario veramente intervenire sulle arterie o se c’è altro. Non possiamo approvare un provvedimento di questo genere – ha aggiunto -  a colpi di maggioranza. Per Meloni si vogliono utilizzare delle scorciatoie. Dall’assessore vogliamo sapere quali sono i motivi veri dell’urgenza di questo provvedimento.

Per Daniele Secondo Cocco (LEU) quando si parla di tematiche così importanti bisogna partire da criteri di uguaglianza e di perequazione. L’interpretazione autentica non è di competenza del Consiglio regionale. Se dovessimo approvare questa proposta di legge non si farebbe un buon servizio alla popolazione. Questa Proposta di legge su cui non sono stati sentiti i sindaci, gli enti locali e le persone interessate è un arretramento della democrazia. Per Cocco il Covid 19 ha creato nuove emergenze e nuove povertà. La gente ha bisogno di risposte, altro che di interpretazione autentiche. Segue

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