Cagliari, 9 Giu 2020 - Roberto Li Gioi (M5S) ha definito il presidente Solinas, “Christian-contrario”, per evidenziarne l’atteggiamento di contrasto rispetto alle scelte del governo nazionale “per assecondare le decisioni del suo capitano. Li Gioi ha definito una “pantomima” la disputa per l’introduzione del passaporto sanitario “con concetti volutamente vaghi e dal sapore incostituzionale”. «Gli annunci del presidente – ha incalzato il consigliere – hanno provocato migliaia di cancellazioni per la disperazione degli albergatori e degli operatori del turismo». L’esponente della minoranza ha quindi introdotto il tema “Air Italy” invitando, con toni polemici, il presidente della Regione a non perdere le opportunità che sarebbero contenute nel cosiddetto “decreto rilancio” varato dal governo Conte.
Ignazio Manca (Lega) ha auspicato un differente approccio da parte delle forze politiche al tema Covid, evidenziando come “dopo la pandemia servirà voltare pagina”. «Servono politiche rivolte ai cittadini e alle piccole imprese – ha insistito l’esponente della maggioranza – e non è più tempo di stare gli uni contro gli altri perché il mondo produttivo reclama sostegni per la risoluzione dei problemi». «Si guardi ai lavoratori autonomi – ha aggiunto Manca - ai commercianti, ai liberi professionisti che ormai sembrano essere i nuovi poveri».
Salvatore Corrias (Pd) è ritornato sul saper cogliere le opportunità offerte dal dibattito in Aula: «Non è la seduta del j’accuse né delle accondiscendenze ma della lettura dei fatti in un’ottica di collaborazione». L’esponente della minoranza ha parlato di “voci inascoltate” riferendosi alle sofferenze “delle tante Sardegna che soffrono come lo sono il mondo delle imprese e degli Enti Locali”. Corrias ha quindi ricordato le proposte di legge dei democratici per la ripartenza dell’isola («ma sono ancora inascoltate») ed ha incentrato gran parte del discorso sui Comuni e sulle difficoltà finanziarie che ne derivano dalla riduzione delle entrate per effetto della diminuzione dei tributi (quota Imu e Tari, in particolare).
Andrea Piras (Lega) ha difeso l’operato di Giunta e presidente, ricordando i positivi risultati raggiunti sul fronte del contenimento del contagio da Covid e gli ingenti stanziamenti regionali a sostegno di imprese e famiglie. L’esponente della maggioranza ha quindi rivolto critiche al governo nazionale e alle forze politiche che in Sardegna sono all’opposizione e che non chiedono conto per i ritardi nel pagamento della cassa integrazione o per il prestito “solo annunciato” dei 25mila euro”.
Piras in conclusione del suo intervento ha rivolto un accorato appello al presidente della Regione perché siano messe in atto tutte le iniziative necessarie per favorire la riapertura delle discoteche, dei locali e delle attività, così come fatto in altre realtà italiane come il Veneto e la Puglia.
Antonio Piu (Progressisti) ha evidenziato l’opportunità del dibattito per la formulazione di proposte utili per far ripartire economia e scuola ed ha però raccomandato “una più corretta comunicazione delle iniziative rivolte al turismo”. «Gli annunci di un passaporto sanitario o di una certificazione – ha dichiarato l’esponente della minoranza - hanno prodotto danni alla Sardegna». Antonio Piu ha quindi auspicato una più frequente convocazione dell’Assemblea, una maggiore presenza in Aula del presidente della Regione, sottolineato “l’alto senso di responsabilità politica” dimostrato dalle minoranze, nonostante la mancata risposta alle tante iniziative consiliari intraprese dai consiglieri delle opposizioni».
Pietro Moro (Udc - Cambiamo) ha parlato di “un allentamento dell’emergenza sanitaria” a fronte di una crescente emergenze di tipo economico. Dopo una serie di considerazione sugli aiuti europei, l’esponente della maggioranza, ha rimarcato l’urgenza di stanziamenti a favore di famiglie e imprese, insieme a quelli necessari per la sanità. «Dobbiamo puntare sulla ricerca e lo sviluppo – ha spiegato Moro – sulla riconversione green delle aziende, lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione, tutte attività non slegate tra loro ma interconnesse». «Le previsioni non sono buone – ha concluso il consigliere dei centristi – con un Pil stimato al meno 8 per cento ma la Sardegna potrà salvarsi se ripartiranno agroindustria, edilizia e turismo».
Ha quindi preso la parola il consigliere dei progressisti Maria Laura Orrù che ha invitato il Consiglio a prendere esempio dagli anziani, i più colpiti dalla pandemia del Covid-19: “È quella la generazione che è riuscita a superare la guerra e ha saputo ricostruire il paese pensando in modo diverso rispetto al passato – ha detto Orrù – finora abbiamo visto una classe dirigente inadeguata. Spero di ricredermi presto.
Antonello Peru (Udc-Cambiamo), dopo aver rimarcato la situazione di sofferenza in cui si trova il sistema economico sardo, ha invocato misure straordinarie per affrontare l’emergenza. «Servono provvedimenti shock – ha detto Peru – il nostro gruppo ha due proposte: la prima riguarda l’emissione di mini bond per le piccole imprese che permettano di immettere liquidità nel sistema produttivo bypassando le banche; la seconda invece punta all’utilizzo di una moneta complementare da parte della Regione”.
Il consigliere dei Progressisti, Massimo Zedda, in apertura del suo intervento ha rivolto un pensiero alle migliaia di vittime che ci sono state nel mondo a causa del Covid-19 ed espresso solidarietà a tutto il personale medico, del volontariato e delle forze dell’ordine impegnato a contrastare l’emergenza.
Rivolto al presidente della Regione, Zedda gli ha dato, ironicamente, il bentornato in Aula: «Sarebbe stato più utile se a chiedere la convocazione del Consiglio fosse stato lei – ha affermato Zedda – sia per tracciare una linea di demarcazione su quanto accaduto e dare un indirizzo per il futuro e lo sviluppo dell’Isola. Lei è venuto meno al suo ruolo istituzionale e oggi è in aula perché costretto dalla nostra richiesta di convocazione del Consiglio. Lei prova fastidio per il confronto. Ha una manifesta incapacità di dialogo nonostante la nostra disponibilità al dialogo. In questi mesi abbiamo invece assistito a ordinanze confuse e scritte male, ritardi nella sanità, e annunci di passaporti sanitari. Serve un metodo di lavoro differente, occorre coinvolgere i sindacati per rilanciare l’economia, far ripartire la scuola, la cultura. Occorre stabilire priorità per i settori in maggiore difficoltà. Serve un piano regionale di sviluppo, non una mente dissociata rispetto alle drammatiche vicende che hanno interessato l’intero pianeta».
In difesa dell’operato dell’esecutivo si è invece schierato il consigliere Stefano Tunis (Sardegna20Venti): «Come ha fatto il presidente a fare a meno di tutti questi inestimabili contributi? – ha chiesto ironicamente Tunis – la realtà è che ci siamo trovati ad affrontare la peggiore crisi del dopoguerra e che nessuno è riuscito a descriverla perché cambia continuamente. Ci vuole tempo prima di decidere come destinare le risorse: la crisi ha toccato i vari settori, il tema della liquidità aveva un senso fino a quando si parlava di pagare le tasse. Con la moratoria del Governo si è scelto spostare l’attenzione sulle banche. La Regione non parla di fondi di garanzia ma di fondi immediatamente disponibili. Il Governo stabilisce bonus fiscali per chi decide comunque di investire (bonus edilizio)”.
Sull’ordine dei lavori è intervenuto il consigliere Cesare Moriconi (Pd) che rispondendo al collega Tunis ha detto: «Abbiamo depositato 5 ordini del giorno, ci è stato detto che non saranno accolti in base all’articolo 122 del regolamento. In questi ordini del giorno ci sono le richieste e le indicazioni per gli interventi economici delle quali il presidente Solinas dovrebbe farsi carico. Governo avvierà a breve la consultazione con le forze politiche e sociali per l’utilizzo dei fondi europei. Non possiamo rimanere fuori».
Laura Caddeo (Progressisti) ha concentrato il suo intervento sulle problematiche determinate dall’emergenza Covid-19 nel sistema scolastico. «Mesi di isolamento hanno messo in luce la disparità che si annida nella nostra società – ha detto Caddeo – non si riesce a incidere per annullare le disuguaglianze. Si rischia non solo di lasciarle immutate ma di amplificarle. Questo riguarda soprattutto la scuola, se non si interviene subito per programmare la ripresa saranno guai. Chiediamo da settimane di elaborare un Piano, abbiamo suggerito l’apertura di un tavolo di confronto. Tutto tace e oggi potrebbe essere già troppo tardi. Senza programmazione, le autonomie scolastiche avranno come unica alternativa la didattica a distanza che ha dilatato quotidianamente le difficoltà di molte famiglie.
Anche per Pierluigi Saiu (Lega) l’operato della Giunta è andato nella giusta direzione: «Da subito la Giunta ha chiesto la chiusura di porti e aeroporti. L’emergenza ha messo a dura prova la nostra autonomia che è stata difesa dal presidente Solinas e che qualcuno pur di attaccarlo era disposto a sacrificare. Il costo della crisi graverà soprattutto sulle imprese. Per questo abbiamo subito varato una legge di sostegno, la n.8 per il settore turistico, e chiuso l’accordo con la Bei. Occorre continuare su questa strada dando attenzione alle categorie dimenticate: commercio, lavoratori stagionali e spettacolo».
Un passaggio infine sulla sanità: «Il nostro sistema sanitario ha retto, occorre rivolgere un grazie ai medici e a tutti gli operatori - ha detto Saiu – adesso bisogna pensare alla riforma della sanità». Un appello infine a tutto il Consiglio: «Dobbiamo lavorare per costruire un rapporto civile con le opposizioni con l’obiettivo di lavorare per il bene della Sardegna
Giuseppe Meloni (Pd) ha puntato l’attenzione sulle difficoltà di due settori trainanti per l’economia dell’Isola: il turismo e i trasporti. «Prima dell’emergenza Covid la Giunta aveva combinato diversi pasticci sulla continuità territoriale. Poi è esplosa la vertenza Air Italy. La pandemia non ha fatto altro che aggravare la situazione.
Da subito vi abbiamo chiesto di agire per un’Isola ma siamo stati sbeffeggiati. Ci avete accusato di allarmismo sostenendo che la situazione fosse sotto controllo. Poi invece avete parlato di passaporto sanitario. In piena pandemia avete parlato di emergenza fino al 31 luglio determinando la cancellazione di numerose prenotazioni. Il danno è stato enorme, c’è stata una pessima comunicazione. Oggi è Importante parlarne per non ripetere gli stessi errori. È stata predisposta la cabina di regia per il monitoraggio dei voli? Di quale turismo vogliamo parlare se non gli stiamo rivolgendo attenzione. Che fine ha fatto il bando sulla continuità territoriale?»
Di natura opposta il giudizio di Francesco Mura, capogruppo di Fratelli d’Italia: «La pandemia ha messo in discussione tutte le nostre certezze, sono stati tre mesi in cui le opposizioni hanno dato vita a una narrazione errata della situazione con il solo compito di screditare l’azione della giunta regionale, di mettere i sindaci contro la Regione, utilizzando il conflitto istituzionale come clava contro l’avversario politico». Rispondendo alle considerazioni di alcuni consiglieri di minoranza sulla scuola, Mura ha puntato l’indice contro il Governo nazionale: «Non è questa la sede in cui discutere di scuola, bisognerebbe rivolgersi al ministro dell’Istruzione».
Il capogruppo di Fdi, infine, ha snocciolato alcuni numeri a sostegno dell’operato della Giunta: «la Sardegna è la seconda regione con il minor numero di contagiati. Quella che ha investito più risorse pro capite. Questo è il frutto dell’azione della Giunta. Ora si deve ripartire, pensare al futuro trasmettendo una giusta dose di entusiasmo perché ci aspettano tempi difficili».
Michele Cossa (Riformatori) ha apprezzato il clima costruttivo con cui è stato affrontato il dibattito. «Nessuno però ha finora parlato della gestione imbarazzante dell’emergenza da parte del governo nazionale. Sono stati così tanti gli errori che dire che in Sardegna è stata gestita bene è perfino banale. Questo però non impedisce di guardare a ciò che non è andato bene: nella sanità sono emerse diverse criticità. Ciò che ha evitato il disastro è stata l’azione tempestiva del presidente della Regione che ha chiuso da subito porti e aeroporti – ha affermato Cossa - non si può però confidare sempre sulla buona sorte, è urgente una riforma del sistema sanitario che metta in sicurezza i cittadini da eventuali altre emergenze». Positivo anche il giudizio sulle misure messe in campo dall’esecutivo a favore delle famiglie e delle imprese: «L’ultima punta a immettere nel sistema economico circa 200 milioni di euro attraverso un sistema innovativo che farà da battistrada anche per altre regioni italiane”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo di Forza Italia, Angelo Cocciu: «Quando è iniziata la pandemia pensavamo di non uscirne più. Invece siamo una Regione sana, ora dobbiamo ripartire. Ci sono le condizioni per farlo. Abbiamo avuto difficoltà a rapportarci con il Governo, gli atteggiamenti posti in essere hanno messo in luce ambiguità a partire dal passaporto sanitario: non ci è stato permesso di mettere in sicurezza i cittadini sardi – ha rimarcato Cocciu – ora però bisogna affrontare la ripartenza.
È poi intervenuta la consigliera del Movimento 5 stelle Desirè Manca che ha detto di essere molto contenta di vedere in aula il Governatore. «Secondo la maggioranza – ha affermato rivolgendosi al Presidente della Regione Christian Solinas - lei in questi tre mesi ha fatto tanto. Effettivamente ci sono stati molti proclami ed è andato in tutte le trasmissioni televisive. Per la capogruppo però ora è arrivata l’ora che il Presidente della Regione cominci a lavorare. Certo – ha aggiunto Desirè Manca – le idee del Presidente sono state moltissime. Prima voleva rendere il tampone obbligatorio a tutti, poi i test seriologici, poi i test rapidi, poi il passaporto sanitario, poi il certificato di negatività. Questo “gioco” non ha fatto altro che fare scappare i turisti che volevano venire in Sardegna”. Per la Manca però bisogna lasciare il passato alle spalle e si deve arrivare alle proposte. La consigliera ha ricordato che due mesi fa il Presidente della Regione e la maggioranza avevano chiesto alla minoranza di votare in tutta fretta un bilancio ristretto per l’emergenza Covid. «L’abbiamo votato e poi? Cosa è successo? – ha domandato – tutto bloccato”.
Giorgio Oppi (UDC – Cambiamo) ha ringraziato il Presidente Solinas perché i risultati della Sardegna sono eccellenti. «Nessuna regione d’Italia – ha detto Oppi -può vantare dati così positivi». Situazioni confortanti anche nelle RSA, nel Mater Olbia e nel Policlinico di Sassari. Oppi ha ricordato che il Presidente della Regione è stato il primo a chiedere il blocco degli ingressi per tutelare la salute dei sardi. Quindi: «Basta con le critiche fini a se stesse che, per altro, sono confutate dai dati. I risultati dell’azione del Presidente della Regione sono estremamente positivi e sotto gli occhi di tutti».
Anche per Franco Mula (Psd’az) i dati parlano chiaro: «La Sardegna e la Puglia sono considerate le regioni più virtuose. Questo grazie all’operato del Presidente Solinas che ha salvaguardato in ogni modo la salute del popolo sardo». Mula ha detto che vanno bene le critiche ma solo quelle costruttive. Il capogruppo del Partito sardo d’azione ha ricordato le 28 ordinanze Covid firmate dal Presidente in questi tre mesi e la decisione di chiudere porti e aeroporti per blindare la nostra terra.
Anche il capogruppo delle Lega, Dario Giagoni, ha difeso l’operato della Giunta: «Si è fatto molto in questi mesi sul fronte della sanità. Ci sono stati interventi economici a favore delle imprese discussi con le organizzazioni sindacali – ha detto Giagoni – la rinascita deve partire da una capillare riforma della sanità che deve tener conto delle esigenze territoriali”. Segue















