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Maggioranza divisa sulla riforma della giustizia. Cdm subito sospeso

Roma, 31 Lug 2019 - Il Consiglio dei ministri del pomeriggio potrebbe essere battaglia sulla riforma del ministro Alfonso Bonafede. Alla Lega il testo piace assai poco, nonostante alcune correzioni. E Matteo Salvini, viene spiegato, deciderà solo all'ultimo, dopo aver visto i suoi, se andare allo scontro in Cdm o denunciare le criticità del provvedimento e rinviare la trincea al Parlamento.

A quanto si apprende da fonti della Lega il Consiglio dei ministri è stato sospeso per motivi tecnici "legati a provvedimenti da approvare in base a determinate fasce orarie".

È poi ripreso attorno alle 18:40 con all'ordine del giorno la riforma della Giustizia. Al termine della riunione ci dovrebbe essere una conferenza stampa con il premier Conte e il ministro Bonafede.

"Se mi accontento di un'approvazione 'salvo intese' della riforma della giustizia? Il ministro Bonafede si è sempre distinto per il dialogo e a me risulta che siano stati fatti tanti incontri. Questa riforma fa tanta paura a chi è all' opposizione, non vedo perché la Lega si debba opporre". Lo dice il vicepremier Luigi Di Maio parlando a margine della prima giornata di formazione dei navigator a Roma.

Il ministro Bonafede "ci mette pure la buona volontà" ma la sua "cosiddetta riforma della giustizia è acqua". Lo dice il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini in diretta Facebook criticando la bozza che andrà in Cdm sottolineando che serve una riforma "vera, imponente, storica e decisiva". Questo testo, aggiunge, "non è quello che gli italiani si aspettano".  Al tavolo del Consiglio dei ministri, al quale si rivedranno Conte, Di Maio e Salvini dopo i giorni del grande gelo per il caso Russia, i leghisti dovrebbero mettere a verbale il loro dissenso, già espresso in pubblico a più riprese dal ministro dell'Interno. La riunione preparatoria del Cdm - viene riferito da fonti presenti - si svolge in una tensione politica "palpabile" ma i rappresentanti dei ministeri leghisti non affondano il colpo. Le criticità saranno sollevate nelle sedi politiche. Nel testo mancano due temi spinosi: intercettazioni e la separazione delle carriere invocata dalla Lega. E sugli altri capitoli Bonafede, raccogliendo alcuni rilievi, apre fino all'ultimo a limature.

Le mozioni sulla Tav saranno discusse e votate in Aula al Senato tra martedì e mercoledì prossimo (6 e 7 agosto) subito dopo il decreto delega del governo sullo sport. Lo si apprende al termine della riunione dei capigruppo di palazzo Madama.

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