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Governo, Gentiloni: “Dire ‘no’ a Mattarella significa dire ‘no’ all’Italia”

Roma, 7 Mag 2018 - "Dire no a Mattarella è dire no all'Italia". Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ospite di Fabio Fazio a "Che tempo che fa". "Se il presidente della Repubblica fa una richiesta non prenderla in considerazione è difficile" aggiunge, schierandosi contro i "no a prescindere". "Sono perplesso da altolà preventivi al capo dello Stato - spiega - Se constatasse che non ci sono maggioranze e facesse una proposta, le forze politiche dovrebbero fermarsi e riflettere". Quanto a una eventuale sua permanenza a Palazzo Chigi, il premier spiega: "Preferirei di no, ma il presidente della Repubblica mi troverà sempre pronto a rispondere".

"In campagna elettorale da una parte si è sentita la fiera delle velleità. Se poi pensiamo ai toni, ancora fatico a capire come la Lega e i Cinque stelle, che non sono parenti stretti, riescano a fare davvero un governo insieme- aggiunge il premier-. E comunque, certamente è un'operazione legittima, ma a livello europeo sarebbe considerata un'incognita abbastanza singolare per un grande Paese come l'Italia". "Può darsi che nasca un governo politico- spiega-. Se nasce un governo M5S-Lega è un po' un'incognita ma è legittimo. Non è il massimo, devo dire, ma sul piano della legittimità formale nulla da dire".

“Senza un governo a pieno titolo "c'è il rischio che l'Italia risulti troppo debole nella discussione sul futuro dell'unione monetaria" afferma Gentiloni, aggiungendo: "Sono argomenti tecnici, ma ci sono posizioni abbastanza diverse tra Francia e Germania in cui l'Italia potrebbe far prevalere la linea a favore della crescita e del lavoro e non a favore del rigore. E a soffrirne saremmo per primi noi italiani".

"Non ho ancora prenotato le vacanze estive, ma non per ragioni politiche: siccome le aspetto da tempo - afferma il presidente del Consiglio- mi devo organizzare e speriamo di poterle fare, e che non si torni a votare tra quattro mesi

"Il Pd ha preso due sberle, la cosa più allarmante è che non ci siamo chiesti perché" continua. "Quando la sconfitta è così bruciante, come è stato a marzo, e certamente non è colpa solo di Renzi, forse un po' più di tempo per capire le ragioni sarebbe stato utile. E adesso lo facciamo, certo - conclude - ma in mezzo alle montagne russe".

"Il dibattito nel Pd è iniziato e dobbiamo ringraziare Martina che ha la responsabilità. Io un po' di tempo glielo darei, gli darei una mano - dice Gentiloni - Ho visto varie proposte, da Beppe Sala a Carlo Calenda, hanno chiesto organismi che possono dare una mano a Martina. Credo si stia impegnando per mantenere unito il Pd e ritrovare le sue ragioni".

"La proposta che farà il Presidente la prenderemo in considerazione positivamente in ogni modo. Nel Pd Mattarella troverà un interlocutore positivo".

"Non so se c'è da chiamare un medico, ma di certo non per me" dice tornando a parlare di flussi migratori che, sottolinea, "noi abbiamo messo sotto controllo, con il lavoro del mio governo e di Minniti". Gentiloni ripete che "l'immigrazione utile non solo va accettata" ma "le immigrazioni regolari le dobbiamo incoraggiare" mentre "si fa troppa ideologia su questa situazione". Il presidente del Consiglio ricorda infatti la posizione geografica dell'Italia, che si trova "davanti a un grande continente in cui un solo paese, come la Nigeria, a breve avrà più abitanti di tutta l'Unione europea".

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