Cagliari, 18 Apr 2018 – I donatori di sangue e di aferesi (componenti come il plasma o le piastrine) in Sardegna nel 2017 sono stati 57.398, a fronte dei 55.700 del 2016, dei 54.460 del 2015, 54.151 del 2014. Le unità di sangue prodotte sono passate da 78.924 del 2014 a 85.061 del 2017, quelle importate extra regione sono scese dalle 32.912 del 2014 alle 26.135 dello scorso anno.
Sono alcuni dei dati illustrati questa mattina nel corso dell’incontro organizzato dall’assessorato della Sanità con i responsabili delle strutture trasfusionali della Sardegna, insieme all’assessore Luigi Arru, al direttore del Centro Sangue nazionale Giancarlo Maria Liumbruno e al dg dell’assessorato, Giuseppe Sechi.
“I risultati positivi ottenuti, riconosciuti anche da Liumbruno, sono il frutto della programmazione fatta nel 2014, con la riorganizzazione del sistema trasfusionale e della raccolta sangue” afferma l’assessore Arru. “Abbiamo intrapreso la strada giusta e questo è stato possibile grazie al lavoro degli operatori e alla indispensabile collaborazione delle associazioni”.
L’attuale organizzazione del sistema trasfusionale è composta da otto strutture trasfusionali dell’Ats (Olbia con l'unità operativa trasfusionale di Tempio, Nuoro con l'unità operativa trasfusionale di Sorgono, Oristano, Carbonia con l'unità operativa di Iglesias San Gavino, Lanusei, Alghero e Ozieri); due strutture trasfusionali dell’Azienda Ospedaliera Brotzu e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari; una Unità Trasfusionale Banca del Sangue Cordonale, a valenza regionale nell’Azienda Brotzu; tre Unità di Raccolta (Avis Comunale e Provinciale Sassari, Avis Provinciale Cagliari). Con le relative Strutture Organizzative si arriva ad un totale di 42 punti di prelievo fissi più 11 mobili. Red-com

Sanità, promosso da centro nazionale il sistema trasfusionale. Assessore Sanità Sardegna Arru “passi avanti grazie a nostra riorganizzazione”
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