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Nuovo governo, al via il secondo giro di consultazioni al Quirinale

Roma, 12 Apr 2018 - Al Quirinale, dalle 10 di questa mattina, è cominciato il secondo giro di consultazioni che durerà due giorni. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceve prima i rappresentanti dei partiti. I big nel pomeriggio.

Mattarella intende verificare le intenzioni delle forze politiche dopo la pausa di riflessione. Questa mattina al Colle i gruppi di minore consistenza, col debutto del gruppo di Liberi e uguali della Camera, appena costituitosi con 14 deputati.

I primi sono stati i rappresentanti delle Autonomie, seguiti da quelli del Gruppo misto. Secondo Emma Bonino "chi ha avuto più voti ha il diritto e persino la responsabilità e il dovere di provare a costruire una maggioranza parlamentare e di governo”. Per Riccardo Nencini c'è "necessità di far accelerare la proposta concreta di un governo. C'è anche la crisi siriana che ce lo impone".

Maurizio Lupi, di Noi con l'Italia, dopo l'incontro con Mattarella, ha detto: "La coalizione di centrodestra ha la maggioranza relativa e dividere questa coalizione sarebbe un gravissimo errore, con veti che tra l'altro sono incomprensibili". "Per le consultazioni si deve uscire dai personalismi trattando dei temi urgenti del Paese" - ha detto il leader di Liberi e uguali, Pietro Grasso, secondo il quale - " vista la crisi in Siria serve una accelerazione per risolvere la crisi di governo e non attendere le consultazioni regionali".

Nel pomeriggio: Pd, centrodestra unito e M5s. Venerdì saliranno al Colle il presidente emerito Napolitano e i presidenti di Camera e Senato, Fico e Casellati.

Mattarella si aspetta qualche novità, perché si augura che il tempo finora concesso sia stato impiegato per tracciare un possibile percorso, non per riproporre preclusioni e distinguo. Diversamente, non sarebbe intenzionato a concedere un terzo giro di consultazioni. Venerdì pomeriggio spiegherà agli italiani che è disposto ad aspettare ancora qualche giorno ma non un tempo infinito, che scadenze economiche e scenari internazionali sconsigliano.

E se ancora lo stallo continuasse, Mattarella potrebbe prendere l'iniziativa con gli strumenti che ha a disposizione: un incarico esplorativo a una figura istituzionale, presidente del Senato o della Camera, o un pre-incarico a uno dei due leader usciti vincitori dalle urne. Un'ipotesi che il Quirinale intende far pesare per far cadere i veti incrociati.

Da registrare ieri sera le dichiarazioni a Porta a porta del leader dei Cinque stelle, Luigi Di Maio. Un appello a Berlusconi affinché si faccia da parte in vista della formazione del nuovo governo. "Io non chiedo un parricidio o un tradimento ma dico, e lo dico a Berlusconi, dopo 24 anni è momento di far partire un governo delle nuove generazioni, un governo del cambiamento".

Ieri, infine, c'era stato un accordo tra Salvini e Di Maio per eleggere il leghista Molteni presidente della commissione speciale della Camera.

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