Londra, 14 Mar 2019 - È morto all'età di 76 anni lo scienziato britannico Stephen Hawking. Lo ha reso noto la famiglia. Al grande fisico quando aveva 21 anni era stata diagnosticata la Sla, la Sclerosi laterale amiotrofica: i medici gli avevano dato solo due anni di vita ma Hawking per oltre 50 anni ha continuato a smentirli.
“È stato un grande scienziato ed un uomo straordinario. La sua eredità vivrà ancora per molti anni. Il suo coraggio e la sua perseveranza, insieme al suo essere brillante e al suo umorismo, hanno ispirato persone in tutto il mondo", hanno scritto Lucy, Robert e Tim, i figli di Hawking, in un comunicato, annunciando la scomparsa del padre.
Hawking non è stato solo un grande fisico, matematico, cosmologo e astrofisico. E' un'icona. La sua vita e la sua carriera hanno ispirato film per la tv e il cinema, compreso "La Teoria del tutto" diretto da James Marsh, adattamento della biografia scritta dalla ex moglie e madre dei suoi 3 figli Jane Wild Hawking.
Considerato l'erede di Einstein ha cercato di divulgare le teorie nella sua "Breve storia del tempo", pubblicata nel 1988 e divenuta un successo mondiale, con oltre 25 milioni di copie vendute. E proprio con questo spirito divulgativo, tra il 1993 e il 1996 ha lavorato nella serie televisiva della Bbc, lo "Stephen Hawking Universe", in cui ha raccontato il suo best seller. Grande comunicatore, nel marzo 2008 ha pubblicato "La chiave segreta di George per l'universo", un libro per bambini scritto con la figlia Lucy; e ha 'giocato' in spettacoli come "Star Trek", "The Big Bang Theory" e "I Simpson", persino "cantato" con la sua voce sintetica al lato degli U2, i Pink Floyd e anche i Monty Python.
Il primo ministro britannico Theresa May ha ricordato lo scienziato commentando su Twitter: "il professor Stephen Hawking era una mente brillante e straordinaria, uno dei più grandi scienziati della sua generazione – aggiungendo che - il suo coraggio, il suo umorismo e la sua determinazione a trarre il massimo dalla vita sono stati una fonte d'ispirazione. La sua eredità non sarà dimenticata", La Nasa, sempre sul social network, ha parlato di "un’ambasciatore della scienza", ricordando che "le sue teorie hanno sbloccato un universo di possibilità che noi e il mondo stiamo esplorando".
Lo scienziato era nato a Oxford l'8 gennaio del 1942. È noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri, sulla cosmologia quantistica e sull'origine dell'universo.











