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La Turchia bombarda in Siria. Nel mirino roccaforti Isis ma anche postazioni dei curdi

Ankara (Turchia), 23 Ago 2016 - Nelle ultime ore la Turchia ha bombardato in Siria sia postazioni dell'Isis che della milizia curda che combatte il gruppo jihadista, entrambi considerati da Ankara organizzazioni terroristiche. L'artiglieria pesante ha colpito postazioni Isis a Jarablus, dopo l'esplosione di colpi di mortaio a Karkamis, la citta' turca al confine siriano spesso presa di mira dal gruppo jihadista. I bombardamenti sono avvenuti mentre centinaia di ribelli moderati siriani, sostenuti da Ankara, preparano un’offensiva per conquistare Jarablus, segnala l'Osservatorio siriano per i diritti umani. L'artiglieria di Ankara nella notte ha anche bombardato nei dintorni di Manbij la milizia curda (PYD) che combatte l'Isis con il sostegno degli americani.

Le consultazioni tra esperti militari di Russia e Stati Uniti sulla cooperazione in Siria inizieranno questa settimana, mentre si profila l'opportunità dell'ennesimo incontro tra il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il Segretario di Stato americano John Kerry. "La possibilità di tale incontro dipende dai progressi dei negoziati", ha detto una fonte da Ginevra a Interfax, sottolineando che tra le mostrine "nessun ritardo: le trattative inizieranno questa settimana". Ieri Kerry ha annunciato che avrebbe incontrato Lavrov, dopo una riunione tra diplomatici russi e degli Stati Uniti, che si incontreranno questa settimana. Il ministero degli Esteri russo, a sua volta, ritiene possibile un incontro tra il capo della diplomazia russa Sergei Lavrov e il segretario di Stato degli Stati Uniti d'America John Kerry, solo nel caso di alcuni progressi nei colloqui tra esperti dei due Paesi sulla Siria a Ginevra. Giovedi scorso, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha detto nel tradizionale briefing a Mosca che il lavoro per coordinare le azioni della Russia e degli Stati Uniti in Siria è "a una fase cruciale". Inoltre, la portavoce ha detto che esperti russi e statunitensi sono d'accordo sul complesso meccanismo di interazione in Siria. Mosca sta compiendo ogni sforzo possibile per garantire che questo lavoro sia completato con successo. "Ora c'è un difficile e complesso processo da raggiungere, formare, creare. Sia sul piano diplomatico, che militare", ha detto. Secondo Zakharova, Mosca sta facendo "tutto il possibile per garantire che il lavoro quotidiano su questo meccanismo sia completato con successo". In precedenza, una fonte aveva detto che il ministero degli Esteri russo vorrebbe che "l'incontro (Lavrov e Kerry) non sia di protocollo o di natura promozionale, ma riempito di contenuto reale".

Continuano con una velocita' frenetica le consultazioni incrociate tra Iran, Russia e Turchia per raggiungere, a quanto si apprende, un accordo definitivo per procedere sulla questione siriana. Stamattina l'agenzia iraniana Mehr News ha riferito della visita lampo ad Ankara del vice ministro degli esteri iraniano con delega per l'Africa ed il mondo arabo, Hossein Jaberi' Ansari'. Quest'ultimo aveva annunciato la sua visita in Turchia dopo l'incontro avuto a Teheran con il rappresentante speciale del presidente russo Putin. Il cambio di rotta di Ankara a favore del fronte irano-russo, che sostiene la presidenza di Bashar Assad ed il governo al potere a Damasco, potrebbe segnare una svolta nello scenario della Siria dove per almeno cinque anni la Turchia ha cercato di rovesciare il governo di Assad dando sostegno alla coalizione occidentale e secondo alcuni rapporti, persino alle forze del califfato.

"L'uso della base aerea di Hamedan ad opera della Russia non è terminato", ha affermato il presidente del parlamento iraniano Ali Larijani, aggiungendo che "Iran e Russia sono uniti nella lotta contro il terrorismo". La dichiarazione è giunta in risposta alla richiesta firmata da 20 deputati iraniani circa il divieto dell'uso della base aerea da parte dei caccia russi diretti in Siria. Larijani ha spiegato che affidare basi a nazioni straniere è proibito dalla costituzione iraniana e che ciò non è stato fatto. La base di Hamedan, ha sottolineato Larijani, ha solo rifornito di combustibile gli aerei russi. Larijani, citato dall'agentia Mehr, ha spiegato di aver chiesto al presidente della Repubblica ed al capo del potere giudiziario, a seguito della domanda posta dai deputati iraniani, un incontro per discutere della questione, ma che al momento non ha ricevuto risposte. Larijani ha lasciato intendere, come fatto ieri pure dal portavoce agli esteri iraniano Bahram Qassemi', che l'uso della base aerea iraniana da parte dei russi, anche se interrotto, potrebbe riprendere in qualsiasi momento.

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