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Fondi gruppi Consiglio regionale Sardegna: chieste pesanti condanne, dai 2 a 7 anni di reclusione, nei confronti di ex esponenti politici dell’Assemblea sarda.

Cagliari, 31 Mag 2016 - Il Pubblico Ministero, Marco Cocco ha chiesto ieri delle severe condanne contro gli ex e attuali consiglieri regionali della Regione Sardegna per l’utilizzo dei fondi dei gruppi. Infatti, la requisitoria del Pm Cocco si è conclusa con la richiesta di condanna di tutti i 14 imputati rimasti a processo a Cagliari per la prima tranche dell'inchiesta sull'utilizzo dei fondi ai gruppi politici dal 2004 al 2009.

Il magistrato ha chiesto per i 14 esponenti politici, accusati di peculato, pene dai due anni ai due mesi sino a un massimo di sette anni. Inizialmente erano 20 i consiglieri indagati lungo la strada dell’inchiesta il numero si era ridotto a 14 dopo una condanna in abbreviato, due assoluzioni, due posizioni stralciate e la morte di un ex consigliere.

Le richieste di condanna, tra i due anni e due mesi e i sette anni di reclusione, la più alta è stata quella per l'ex consigliere del Psd'Az Giuseppe Atzeri, accusato oltre che di peculato aggravato anche di mobbing dall'ex funzionaria del Consiglio regionale Ornella Piredda, l’impiegata del Consiglio Sardegna che con il suo esposto alla Procura ha fatto avviare l’inchiesta.

Quindi dopo tre udienze, si è chiusa nella tarda mattinata la requisitoria dell’instancabile Pubblico Ministero, Cocco, che ha profuso molte delle sue energie per far sì che si arrivasse ad una sentenza in tempi relativamente brevi, appunto nell’ambito dell'utilizzo illecito dei fondi destinati al Gruppo Misto della XIII legislatura del Consiglio regionale della Sardegna. Infatti, il magistrato, che ha coordinato la prima inchiesta sui fondi (poi ne sono arrivate altre che hanno coinvolto altri gruppi anche della XIV legislatura con quasi 80 consiglieri regionali indagati) ha chiesto dunque 7 anni di carcere per Atzeri, 5 per Mario Floris - leader dell'Uds e attualmente consigliere - e Maria Grazia Caligaris, 4 per Carmelo Cachia, Oscar Cherchi, Salvatore Serra, Sergio Marracini, Raffaele Farigu; 3 anni per Tore Amadu, i fratelli Alberto e Vittorio Randazzo, mentre per Giommaria Uggias e Pierangelo Masia il pm ha sollecitato 2 anni e due mesi.

L'inchiesta è legata all'utilizzo dei soldi destinati alle attività del gruppo che, secondo la Procura, sarebbero invece stati spesi in modo irregolare e non per i giusti fini politici dagli imputati, che ricevevano ogni mese altri 2500 euro. Ma proprio da questa inchiesta sui fondi, la prima nata in Italia dopo la denuncia della dipendente Ornella Piredda, ne sono nate anche altre rivolte ad altri gruppi consiliari e alla legislatura successiva.