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Bersani: Renzi governa con i miei voti. Maggioranza Pd: “non inseguiamo le polemiche”

Cagliari, 13 Mar 2015 - È infuriato Pier Luigi Bersani. E lo dice subito, al suo arrivo all'ultima giornata della kermesse di Sinistra riformista."Sì, lo ammetto, mi sono arrabbiato molto, se mi toccano l'Ulivo... Se al corso di formazione politica vai a dire che la sinistra ha distrutto l'Ulivo, che abbiamo aiutato Berlusconi... Ricordo che il centrosinistra ha battuto tre volte Silvio Berlusconi e che, pochi o tanti voti che io abbia preso, Renzi sta comodamente governando con i voti che ho preso io. Non io Bersani, io centrosinistra". Il riferimento è alle parole del premier Matteo Renzi, pronunciate ieri nei confronti della minoranza Pd: "Chiedono rispetto per l'Ulivo ma lo hanno distrutto", aveva detto.

Con una stoccata soprattutto diretta a Massimo D'Alema, che, in un'intervista al Corriere della Sera, aveva lanciato un attacco frontale al Nazareno, inteso come sede del partito e come emblema dell'intesa con Berlusconi prima e Verdini poi. "Il Pd è finito in mano a un gruppetto di persone arroganti e autoreferenziali", aveva sentenziato l'ex Presidente del Consiglio. A parlare è anche l'ex capogruppo, Roberto Speranza che avverte: "I nostri militanti ci chiedono se restiamo nel Pd. No, non restiamo dentro il Partito democratico: noi siamo il Pd. E senza di noi, senza questa cultura politica, senza queste storie e passioni, il Pd non c'è più, non esiste più se non c'è questo pezzo".

La risposta della maggioranza Pd non si fa attendere. Arriva in una dichiarazione congiunta firmata da Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini, vicesegretari del Partito Democratico. "Non inseguiremo le polemiche di chi vorrebbe riportarci al tempo delle divisioni interne che hanno ucciso a morte i governi passati del centrosinistra ma continueremo a inseguire l'orizzonte di una politica aperta, trasparente, efficace, lungimirante". E' uno dei passaggi salienti.

"Noi, noi tutti, come Partito Democratico siamo impegnati quotidianamente a cambiare l'Italia e a portare in Europa, in una Europa dove la sinistra stenta, la nostra novità come un valore aggiunto riconosciuto da tutti i nostri partner", scrivono i due più diretti collaboratori del Renzi segretario Pd.

"L'azione di governo di cui noi siamo l'asse portante ha portato a risultati importanti, dalla nuova legge sul lavoro (Job act) all’abolizione delle dimissioni in bianco, dalle riforme istituzionali a una legge elettorale che da stabilità, dalla trasformazione della pubblica amministrazione alla buona scuola. Tutti ne siamo orgogliosi e convinti", aggiungono.

"Dopo tre anni di recessione il Pil è tornato a crescere. Le tasse scendono, mentre aumenta il numero di quelli che trovano un lavoro a tempo indeterminato. Una nuova generazione sta provando a cambiare l'Italia e l'Europa. Non inseguiremo - avvertono allora i vertici Pd - le polemiche di chi vorrebbe riportarci al tempo delle divisioni interne che hanno ucciso a morte i governi passati del centrosinistra ma continueremo a inseguire l'orizzonte di una politica aperta, trasparente, efficace, lungimirante. Siamo impegnati ventre a terra nelle città per la sfida delle amministrative e poi per il referendum di ottobre".

"Chiunque, anche nel partito, in un confronto vivo e rispettoso delle regole che definiscono la nostra comunità, vuole impegnarsi a far vincere il Pd e a far vincere l'Italia non ha che da rimboccarsi le maniche, lavoro ce n'è tanto, da fare insieme. Quella parte della minoranza che polemizza - concludono Serracchiani e Guerini - sa dove trovarci, a lavorare in Parlamento, nelle città, in Europa, tra la gente per cambiare questo Paese, come stiamo facendo, insieme".

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