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Migranti, l’Austria avvia la stretta, da oggi tetto a ingressi

Bruxelles, 19 Feb 2016 - Parte oggi la stretta sui migranti annunciata dall'Austria e sulla quale ieri si è consumato un duro scontro tra Vienna e l'Ue al Consiglio europeo, con Bruxelles che ha definito "illegali" le misure sui tetti giornalieri sull'accoglienza e sul transito dei richiedenti asilo. Il cancelliere austriaco Werner Faymann, malgrado le critiche, stanotte ha assicurato che il suo Paese sarebbe andato avanti nell'applicazione delle misure annunciate. Tuttavia al momento, riferisce l'Associated Press, non ci sono arrivi di migranti a Spielfeld, il principale valico di frontiera con la Slovenia: secondo Fitz Grunding, un portavoce della polizia citato, il motivo sarebbe il cattivo tempo che ha interessato l'Egeo nei giorni scorsi frenando così il flusso di persone in arrivo. Intanto Berlino avverte che non accetterà soluzioni unilaterali.

L'Austria non cambia idea sui migranti. Ha già fatto più di quello che doveva, ora spetta agli altri fare altrettanti, ha detto il cancelliere austriaco Werner Faymann, rispondendo sulla decisione del suo governo di ripristinare i controlli alle frontiere e la lettera della Commissione europea che la contesta.

"Non stiamo stabilendo a zero il tetto" dei rifugiati da accogliere, "ma adesso è il turno degli altri" di farsi carico della situazione, ha detto arrivando in Consiglio europeo per la seconda giornata di lavori dei leader dei Paesi dell'Ue. "Nel 2016 abbiamo deciso di accogliere fino a 37.500 richiedenti asilo, quando la quota dell'Austria sui 160mila da redistribuire da Italia e Grecia è meno di duemila". Inoltre, ha ricordato ancora Faymann, "lo scorso anno ne abbiamo accolti 90 mila, ma non potremmo fare di più". Per Faymann "se tutti accettassero i nostri stessi numeri in relazione alla popolazione potremmo distribuire oltre due milioni di rifugiati, ma spetta agli altri".

Il ministro dell'Interno tedesco, Thomas de Maiziere, ha assicurato che Berlino non accetterà soluzioni unilaterali alla crisi dei migranti, lasciando "tutto il peso alla Germania". Un chiaro riferimento, sebbene non espresso, alla decisione dell'Austria di ripristinare i controlli alle frontiere e mettere a 80 il tetto delle richieste giornaliere di asilo politico. "Sarebbe inaccettabile e alla lunga non sarebbe senza conseguenze per noi", ha sottolineato il ministro davanti al Parlamento. Il governo tedesco, ha fatto sapere il portavoce del ministero, Tobias Plate, è in contatto con quello austriaco ed è "scettico" sull'attuazione del piano di Vienna. Anche l'Ungheria annuncia misure e chiuderà da domenica i suoi tre passaggi di frontiera ferroviari con la Croazia.

L'Ungheria chiuderà da domenica i suoi tre passaggi di frontiera ferroviari con la Croazia. Lo riferisce l'agenzia austriaca Apa, che cita media ungheresi. Per il momento è previsto che questa misura duri 30 giorni. Nella disposizione firmata dal ministro dell'Interno Sandor Pinter, l'iniziativa è motivata con "l'interesse della sicurezza pubblica". I passaggi di frontiera interessati sono quelli di Murakeresztur-Kotoriba, Gyekenyes-Koprivnica e Magyarboly-Beli Manasti.

Un accordo con il Regno Unito per evitare la sua uscita dell'Unione europea deve essere raggiunto oggi, altrimenti "non ci sarà una seconda chance". Lo ha detto il premier belga Charles Michel tornando alla sede del Consiglio europeo in vista della nuova sessione del vertice con i 28 capi di Stato e di Governo Ue. "Sono determinato e sono convinto che l'Europa è più forte con il Regno Unito ma non disposto ad accettare qualunque condizione - ha sottolineato - la notte scorsa, mostrando la fermezza necessaria, siamo andati avanti, ma non ci siamo ancora". Se poi i cittadini britannici voteranno "out" al referendum, allora, qualunque sarà il testo dell'accordo, "si volatizzerà e nessun altro paese potrà mai utilizzarlo", ha precisato Michel, ribadendo la ferma posizione del Belgio.

La Grecia starebbe minacciando di bloccare l'accordo fra Ue e Regno Unito se non riceve garanzie sulle sue frontiere sotto pressione per la crisi dei migranti. È quanto si apprende mentre sono ancora in corso gli incontri ristretti fra i leader europei prima della ripresa del vertice a Ventotto.

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