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Lavori Consiglio regionale Sardegna: parere favorevole alle norme di attuazione dell’articolo 8 dello Statuto in materia di entrate fiscali (2).

Cagliari, 1 Feb 2016 - Il presidente del Consiglio ha quindi concesso la parola all’assessore del Bilancio, Raffaele Paci che da subito si è detto d’accordo con la minoranza circa l’assenza di atteggiamenti trionfalistici («li lasciamo quando i problemi seri della Sardegna saranno tutti risolti ma ci vuole tempo») ma si è detto però “sorpreso” per l’atteggiamento mostrato dalla minoranza nel corso del dibattito sviluppatosi in Aula tendente, in sintesi, a sminuire la portata del risultato raggiunto con lo schema di norma di attuazione dell’articolo 8 dello Statuto. L’assessore ha quindi definito il documento all’attenzione del Consiglio “un passo importate per la chiusura della vertenza entrate” che per anni ha visto confrontarsi e contrapporsi la Regione con lo Stato.

Il professor Paci ha ripercorso sommariamente l’iter della vertenza ed ha evidenziato il contenzioso ancora “aperto” (giochi, riserve erariali, Ires, redditi da capitale): «Lo Stato non li riconosceva nonostante la Regione abbia inserito le relative poste tra le voci del bilancio». «Abbiamo sempre rivendicato tali entrate – ha spiegato il membro dell’esecutivo regionale – e nonostante il bilancio parificato dalla Corte dei conti, quelle somme sono rimaste “residui attivi” perché lo Stato non liquidava le poste dovute alla Sardegna».

L’assessore ha quindi dichiarato con chiarezza che la Giunta sulla vertenza entrate è “partita dalla bozza di norma di attuazione del 2012 che non aveva completato il suo iter perché era nel frattempo intervenuta la sentenza della Corte costituzionale che riconosceva alla Regione sarda la quota parte delle entrate riferite ai giochi”.

«Abbiamo raccolto il testimone a partire dalla sentenza del 2012 e abbiamo condotto una battaglia lunga e faticosa senza mostrare alcuna timidezza», ha spiegato Paci, «ed abbiamo ottenuto un grande risultato per la Sardegna dopo sei anni di battaglia». «Un altro passo avanti – ha proseguito l’assessore - che ci dà certezza sulle entrate e con l’articolo 2 dello schema introduce il riconoscimento diretto delle entrate come accade in Friuli e Trentino.

Il delegato di Pigliaru per il Bilancio ha inoltre precisato che i termini “eventi eccezionali e imprevedibili”, contenuti nello schema, si riferiscono a eventi davvero straordinari come una guerra o terremoti devastanti, situazioni tali da non consentire i tempi per concertare con le Regioni.

«Ma non ci fermiamo qui – ha concluso Paci - e il prossimo obiettivo è un’intesa sull’ammontare degli accantonamenti che al momento non configurano un trattamento equo per la Sardegna».

Il presidente Ganau, dando seguito alla richiesta del capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha quindi accordato una breve interruzione dei lavori ed alla ripresa ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno (Pietro Cocco e capigruppo maggioranza) che si conclude con l’espressione del “parere favorevole sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale per la Sardegna in materie di entrate della Regione” (N.4/XV/A).

Il consigliere del gruppo Misto, Mario Floris (Uds) ha preannunciato il voto di astensione («la giunta regionale è riuscita ad ottenere il pagamento dei diritti acquisiti») ed ha evidenziato il permanere “di un problema politico, legato al rapporto tra le Giunte regionali e lo Stato”. «Serve una grande vertenza politica e non tecnica», ha concluso il consigliere della minoranza.

La consigliere del Centro democratico, Anna Maria Busia (Sovranità, democrazia e lavoro) ha ricordato la proposta di legge n. 145 che prevede il rafforzamento del ruolo della Regione per la riscossione delle entrate. «Prendo atto dei passi avanti e dell’occasione che il Consiglio coglie con l’ordine del giorno odierno – ha dichiarato l’esponente della maggioranza – ma sottolineo la criticità nel vedere la Regione che non ha voce in materia di accertamento delle entrate».

Non essendoci altri iscritti a parlare, il presidente Ganau ha posto in votazione l’ordine del giorno che è stato approvato con 29 favorevoli, 21 contrari e 2 astenuti e si è quindi passati al secondo punto all’ordine del giorno dei lavori dell’Aula. Com

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