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Immigrazione, l’Europa “congela” Schengen. Sei paesi chiedono controlli alle frontiere per due anni.

Amsterdam, 26 Gen 2016 - "Alla fine di questa giornata di lavoro Schengen è salva per ora. Abbiamo poche settimane per evitare che si dissolva tra gli egoismi nazionali". Su Schengen "a mio avviso fino a maggio siamo in tempo per ragioni tecniche e politiche. Occorrerà lavorare perché non si dissolva": così il ministro dell'Interno Angelino Alfano al termine della riunione Ue ad Amsterdam. "A tutti quelli che credono che per l'Italia la soluzione sia chiudere Schengen - ha aggiunto Alfano - al di là dei principi generali, dico: ma si rendono conto o no che non possiamo mettere il filo spinato nel mar Mediterraneo e nemmeno nell'Adriatico e il danno economico sarebbe enorme?".

Per la realizzazione "degli hotspot stiamo valutando anche l'area del nord-est perché dobbiamo tenerci pronti ad un'ipotesi di flusso dalla frontiera nord-est a seguito della rotta balcanica" ha detto ancora il ministro dell'Interno. Alla domanda se si stia pensando a Tarvisio o al Brennero, Alfano ha risposto: "stiamo valutando".

Schengen "sta per saltare". Lo ha detto oggi la ministra dell'Interno austriaca Johanna Mickl-Leitner ad Amsterdam. "Ciascuno è consapevole che l'esistenza dello spazio Schengen è in bilico, e che deve succedere qualcosa velocemente", ha affermato.

Gli Stati hanno "invitato la Commissione Ue a preparare le procedure per l'attivazione dell'articolo 26 nell'ambito del codice Schengen". L'articolo prevede la possibilità per uno o più Stati membri di estendere i controlli alle frontiere interne, fino a due anni. Così il ministro olandese alla Sicurezza Klaas Dijkhoff.

Un'eventuale dissoluzione del sistema Schengen di libera circolazione in Europa avrebbe conseguenze molto pesanti per i Paesi dei Balcani occidentali, secondo il ministro degli esteri slovacco Miroslav Lajcak. In dichiarazioni al quotidiano Nezavisne novosti di Banja Luka (Republika Srpska, entità a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina), Lajcak ha detto che la crisi dei migranti ha messo a dura prova gli accordi di Schengen. "Se tale sistema cade saranno i Paesi dei Balcani occidentali a patire le conseguenze più pesanti", ha detto il ministro slovacco che ha sottolineato la necessità che la Ue elabori una politica unitaria e credibile per risolvere l'emergenza migranti.

Sul terrorismo "abbiamo fatto un lavoro di prevenzione che fino ad ora ha funzionato. Non c'è una minaccia specifica e concreta per l'Italia" ha detto il ministro dell'Interno al termine della riunione ad Amsterdam.

"Siamo dell'idea che l'Europa debba restare ad assetto stabile e che non ci possano essere pezzetti di Europa dentro e pezzetti di Europa fuori perché sarebbe l'inizio dello sgretolamento". E' quanto ha ipotizzato Alfano all'arrivo alla riunione Ue sull'ipotesi di isolare la Grecia. "Abbiamo una posizione molto chiara su Schengen, bisogna rafforzare i controlli alla frontiera esterna dell'Ue. Facendo questo salveremo il diritto alla libera circolazione all'interno, che non sarà solo libera ma anche sicura" ha dichiarato il ministro dell'Interno. "Vedremo cosa l'Europa è capace di fare di fronte al bivio decisivo, se andare avanti o stare indietro. Se restiamo fermi non abbiamo alcuna chance di garantire il consolidamento del progetto di integrazione europea", aveva aggiunto Alfano parlando di Schengen prima della riunione Ue.

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