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Vertenza tessili, la regione incontra i sindaci dei territori interessati. Presto nuovo accordo di durata triennale per i 26 ex Legler 

Cagliari, 23 Dic 2015 – Si è tenuta ieri sera, nella sede della Presidenza della Regione, in viale Trento a Cagliari, la riunione con i sindaci dei territori interessati dalla cd “Vertenza Tessili”, per fare il punto sulle attività effettuate e sui risultati raggiunti dall’accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali confederali e del settore tessile della provincia di Nuoro il 7 agosto scorso.

L’incontro è stato preceduto da un focus sulla situazione dei 26 lavoratori ex Legler, per i quali in virtù di accordi preesistenti era stata tracciata una soluzione ad hoc: per questi soggetti è in arrivo un nuovo accordo di respiro triennale – già pronto nelle sue linee generali – che, compatibilmente con l’attuale quadro normativo e sfruttando l’esperienza maturata nel corso degli ultimi mesi, superi l’impostazione emergenziale per favorire una soluzione definitiva, con l’accompagnamento alla pensione dei lavoratori interessati.

L’incontro, presieduto dal Capo di Gabinetto della presidenza Filippo Spanu, ha avuto la partecipazione dei sindaci di Macomer, Siniscola, Ottana, Bolotana, Bosa, Birori, del commissario del comune di Borore, dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali oltre che dei rappresentati degli assessorati regionali del Lavoro e dell’Ambiente.

La difficile congiuntura industriale e occupazionale per il polo tessile della Sardegna centrale è stata ripercorsa fin dalle sue origini, e particolare attenzione è stata posta sugli interventi messi in campo in attuazione dell’accordo siglato triennale dalla Regione con i sindacati il 7 agosto 2015. Sono 412 i lavoratori espulsi dal settore tessile della provincia di Nuoro che hanno cessato di ricevere gli ammortizzatori sociali nel 2014. A questi andranno aggiunti circa 270 addetti per i quali la fruizione degli ammortizzatori è avvenuta nel corso del 2015 o avverrà nel 2016.

Ampio spazio è stato dedicato all’analisi delle misure messe in campo dalla Regione con una dotazione finanziaria complessiva di 8,5 milioni di euro. Oltre all’estensione della Flexicurity ai lavoratori espulsi dal settore tessile, che originariamente ne erano esclusi, tra le misure attivate vi sono il Welfare to work, esclusivamente dedicata a loro e finanziata con 3 milioni di euro; i Cantieri verdi, per i quali è stata stanziata una dotazione di 3,5 milioni di euro e decisa l’estensione della misura ai comuni di Siniscola e Posada (che erano inizialmente esclusa); il Microcredito (con 1 milione dedicato specificamente a progetti di autoimprenditorialità proposti dai lavoratori appartenenti alla vertenza); i cantieri comunali (finanziati con 1 milione di euro). Per il lavoro preliminare all’accordo del 7 agosto, il monitoraggio dello stesso e gli opportuni correttivi, in questi mesi hanno lavorato quattro uffici di Gabinetto (Presidenza, Lavoro, Ambiente e Programmazione), e sono state effettuate, da aprile a oggi, una decina di riunioni del Comitato di Monitoraggio e quattro incontri con dieci amministrazioni del territorio per la definizione degli interventi e per attività di assistenza tecnica.

A precedere la discussione generale è stato un focus sulla situazione dei 26 lavoratori ex Legler. Per questi soggetti nel 2009 era stato firmato un accordo che prevedeva il loro accompagnamento alla pensione la cui applicazione è venuta meno a causa del quadro normativo profondamente mutato. La Giunta regionale, in stretta collaborazione con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e con gli amministratori dei Comuni del Marghine e della Baronia, chiamati a cofinanziare le misure individuate, ha redatto un nuovo accordo con l'intento di produrre, con strumenti normativi diversi, effetti analoghi a quelli che erano stati oggetto dell'accordo del 2009. Red

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