È salito ad almeno 22 morti e 123 feriti il bilancio dell'attentato che ieri ha colpito al cuore Bangkok con una bomba esplosa di fronte a un tempio indù, in un quartiere commerciale della capitale thailandese frequentato da turisti. Lo ha reso noto il portavoce della polizia, Prawut Thavornsiri. Tra le vittime 8 stranieri: 5 cinesi, 2 malesi e un filippino.
Il capo della giunta militare al potere, il generale Prayuth Chan-ocha, ha anche aggiunto che è stato identificato, grazie alle telecamere nell'area, il sospetto autore materiale della carneficina, l'uomo che ha materialmente piazzato l'ordigno.
L'esplosione - avvenuta intorno alle 19 ora locale in un angolo dell'incrocio Ratchaprasong - è stata causata da un ordigno che conteneva 5 chili di tritolo, nascosto sotto una panchina all'esterno del santuario. Una telecamera dal lato opposto ha ripreso il momento della deflagrazione che ha dato alle fiamme alcuni motorini e taxi di passaggio. Ma soprattutto, ha travolto le decine di visitatori del santuario Erawan, ogni giorno meta di migliaia di thailandesi e di turisti, in particolare cinesi. La polizia ha poi disinnescato un altro ordigno e ha trovato una terza bomba inesplosa.
Il Ministro della difesa Prawit Wongsuwon ha confermato che si è trattato di una bomba al tritolo e ha accusato: "Hanno preso di mira stranieri, per danneggiare il turismo e l'economia" thailandese.
La tecnica impiegata per l'attentato "non corrisponde" alle teniche abituali impiegate dai ribelli islamisti separatisti del sud. Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore e vice ministro della Difesa, il generale Udomdej Sitabutr, che ha così escluso questa pista estremamente concreta in Thailandia. Nelle tre province meridionali dal 2004 operano gruppi separatisti islamici che in 11 anni hanno ucciso 6.500 persone ma raramente al di fuori del loro territorio.
Al momento non sono arrivate rivendicazioni, ma fonti dell'esercito hanno accusato opposizioni politiche interne nel Paese. La Thailandia è guidata da una giunta militare, dopo la deposizione del governo civile di Yingluck Shinawatra, nel maggio del 2014.
La comunità internazionale si è stretta intorno al popolo thailandese. Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha espresso il suo cordoglio alle vittime e ha auspicato che "i responsabili siano assicurati alla giustizia". L'Alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, ha espresso "il più sentito cordoglio dell'Ue": "I nostri pensieri vanno al popolo della Thailandia in questo momento di commozione e di dolore", ha sottolineato Mogherini.
Pezzi di cadaveri, moto incendiate e vetri in frantumi erano visibili in strada subito dopo l'esplosione. "L'onda d'urto non mi ha centrato per poco. Ho visto gente piangere e persone sbudellate, scene davvero orrende", ha detto un italiano residente a Bangkok, da quasi sette anni, scampato per miracolo alla bomba. "Le persone sono scappate nel panico, mentre altri cercavano di rianimare inutilmente una persona gravemente ferita, era come se gli fosse passato sopra un gigante".





