Il mese scorso, un maresciallo di Budoni libero dal servizio le ha notate muoversi, con fare equivoco, nei pressi di un’abitazione del paese. Dopo aver chiamato i rinforzi, due pluripregiudicate di origine balcanica, sono state trovate in possesso di numerosi monili in oro, denaro e strumenti di effrazione, motivo per cui i carabinieri della compagnia di Siniscola le hanno arrestate per tentato furto in abitazione e ricettazione.
Trajkovic Miriam, 20 anni e Dragutinovic Silvana, 28 anni, questi i loro nomi, una volte arrestate, hanno opposto viva resistenza perché hanno tentato invano di non essere compiutamente identificate, proprio perché coscienti che tali operazioni avrebbero permesso agli inquirenti di ritenerle responsabili di altri episodi criminosi.
In effetti, una volta effettuato e inviato nel sistema della banca dati il fotosegnalamento, le due “signore”, in possesso di una lista interminabile di “alias”, sono state chiamate a rispondere di fatti criminosi compiuti in tutta Italia.
In particolare, la Trajkovic è risultata stata destinataria dell’ordinanza di ripristino della misura cautelare in carcere emessa dal tribunale di Avezzano (Aq), mentre a carico della Dragutinovic è emersa un’ordinanza di revoca del decreto di sospensione e contestuale ripristino dell’ordine di esecuzione per la carcerazione del tribunale di Torino, per via della quale deve scontare la pena residua di 1 anno e 4 mesi.
Ma non finisce qui, infatti, la Dragutinovic è inoltre destinataria di un’altra ordinanza di esecuzione di carcerazione, emessa questa volta dal tribunale dei minori di Palermo, che le impone la pena residua di 2 anni e 3 mesi, sempre per reati contro il patrimonio.





