Esponenti di vertice delle famiglie di Cosa Nostra trapanese e presunti favoreggiatori del boss latitante Matteo Messina Denaro sono stati arrestati nell'operazione "Ermes" condotta dalla polizia di Stato e coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Palermo.
Arresti e perquisizioni sono stati eseguiti nelle province di Palermo e Trapani da personale delle Squadre Mobili delle due città con il coordinamento del Servizio centrale operativo della polizia di Stato e la partecipazione del Ros dei Carabinieri.
I provvedimenti restrittivi riguardano i capi del mandamento di Mazara del Vallo e dei clan di Salemi, Santa Ninfa, Partanna, ritenuti feudi di Messina Denaro. L'indagine si collega alle "Golem I e II" e "Eden I e II", che avevano già colpito la rete di fiancheggiatori e parenti del latitante.
Gli arresti eseguiti sono in tutto 11. Gli investigatori hanno colpito il sistema di comunicazioni di Matteo Messina Denaro che, come altri capimafia, usava i 'pizzini' per dare ordine e gestire gli affari. Il centro di smistamento dei bigliettini era in un casolare nelle campagne di Mazara del Vallo.
Un ruolo fondamentale sarebbe stato quello di uno degli arrestati, l'allevatore Vito Gondola, presunto regista dello smistamento dei pizzini. La comunicazione avveniva ogni 15 giorni. I pizzini venivano sotterrati e, talvolta, eliminati.
Le indagini sono scaturite da alcune intercettazioni del 2011. L'inchiesta è stata condotta dal Procuratore della Repubblica di Palermo Franco Lo Voi, dai sostituti Paolo Guido, Carlo Marzella e dal procuratore aggiunto Teresa Principato.
"Sono grato a investigatori, forze dell'ordine e a tutti i rappresentanti dello Stato per il colpo inferto all'organizzazione mafiosa con la cattura di molti uomini del giro di Matteo Messina Denaro. Grazie a nome del Governo. E avanti tutta per andare finalmente a catturare anche il boss superlatitante. L'Italia c'è, tutta insieme e tutta unita contro la criminalità organizzata". Lo scrive su Facebook il premier, Matteo Renzi.
"Lo #StatoVince la mafia perde". Così, in un tweet, il ministro dell'Interno Angelino Alfano. "Presi questa mattina vertici di #CosaNostra - scrive ancora Alfano- e presunti favoreggiatori del boss latitante".





