Stanno crescendo in modo esponenziale in tutta la Sardegna le truffe ai danni di anziani e persone che vivono sole e solitamente messe a segno da partenopei e siciliani che si spacciano per dipendente Enel, Telecom o impiegati del Comune e di altri enti. Ed anche nel cagliaritano, come ha spiegato oggi durante in una intervista-incontro stampa, il Comandante del Reparto Operativo, Ten. Col. Ivan Giorno, le truffe portate a termine sono tante. Le più comuni, secondo i dati in possesso degli investigatori dei carabinieri, sono quelle che vedono come protagonisti falsi impiegati del gestore elettrico, telefonico, gas o addirittura anche falsi esponenti delle forze dell'ordine. Ma tantissime altre volte i malfattori si presentano come amici di parenti o conoscenti.
Gli uomini dell’Arma cagliaritana, hanno consigliato e avvertono di verificare sempre chi si fa entrare in casa, facendosi mostrare il tesserino (che quasi sempre è fasullo), ricordando in ogni istante che nessun ente manda dipendenti per riscuotere contributi o tasse. "In qualsiasi caso è sempre meglio trovare il modo di chiamare il 112 – ha spiegato il Ten. Col Giorno – e poi sarà compito della pattuglia verificare che sia effettivamente un addetto o un dipendente di qualche ente".
Secondo quanto più volte accertato dagli investigatori dell’Arma, i truffatori individuano i loro bersagli solitamente nei seguenti luoghi: uffici postali, negli ospedali, nelle guardie mediche, ma anche nei luoghi di culto, ascoltando i loro discorsi e acquisendo informazione che poi utilizzano per ottenere la loro fiducia. Non si riesce ad avere un dato preciso di quante siano effettivamente le truffe. Ma il problema principale che ci impone limiti, sono le mancate denunce – afferma ancora il Ten. Col. Ivan Giorno – Infatti, solitamente le vittime dei raggiri, non dicono nulla a volte per vergogna. Invece denunciare – conclude l’alto ufficiale dell’Arma, è fondamentale per catturare i responsabili. Inoltre sarebbe utile fornire ai militari giunti sul posto dopo la chiamata alla centrale operativa provinciale, particolari utili, come una buona descrizione dell'individuo, l'eventuale presenza di tatuaggi o cicatrici, affinché si possano avviate le ricerche.





