“La mancata immissione in ruolo degli insegnanti precari sardi è una delle conseguenze, ampiamente previste, dello scellerato Piano di dimensionamento scolastico regionale adottato dalla giunta Pigliaru, lo strumento con cui il centrosinistra ha deciso di finire di affossare la scuola isolana, già tra le più disastrate in ambito nazionale”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, commentando la decisione dell’Ufficio scolastico regionale per la Sardegna di non richiedere l’immissione in ruolo di nuovi insegnanti per l’anno scolastico 2015-2016.
“Non si vede per quale ragione l’Ufficio scolastico, che con inconsueta celerità stava già attuando il Piano di dimensionamento prima ancora che venisse approvato in via definitiva, avrebbe potuto decidere altrimenti: se in Sardegna si chiudono le scuole, come si può pensare che servano insegnanti in più?”, prosegue Dedoni. “Le conseguenze devastanti, sia sul piano occupazionale che sulla qualità dell’istruzione, che il Piano avrebbe prodotto sono state illustrate in modo chiaro e dettagliato nella mozione del centrodestra esaminata il mese scorso e bocciata sbrigativamente senza alcun dibattito da una maggioranza passata dal criticare aspramente il Piano al farsene complice, dopo aver incassato il salvataggio di qualche scuola indispensabile per non perdere i relativi collegi elettorali.
Ora non ci sono più scuse, non ci sono colpe da scaricare su qualcun altro: la Giunta di centrosinistra è responsabile per un Piano che nega il diritto all’istruzione a migliaia di giovani, che priva numerosi centri dell’interno, già a rischio di spopolamento e desertificazione, di uno dei presidi basilari del vivere civile, che toglie ogni speranza di stabilizzazione a centinaia di precari, che incrementerà esponenzialmente i tassi di dispersione e abbandono degli studi e farà colare a picco il livello formativo delle nuove generazioni, già oggi disastroso secondo tutti gli indicatori”.
“Questo è il concetto dell’Autonomia declinato dalla giunta Pigliaru. Mentre le altre Regioni stabilizzano centinaia di precari a spese dello Stato, noi diciamo: ‘No, grazie, stiamo bene così’”, conclude il capogruppo. “Per far risparmiare soldi allo Stato, azzeriamo la nostra scuola e ci bruciamo il futuro, alla faccia della Giunta dei Professori e di chi, in campagna elettorale, metteva la scuola al primo punto del suo programma di governo”. Red





