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Carabinieri – Nas Cagliari: Due arresti domiciliari e due divieti di dimora per associazione a delinquere, truffa aggravata, falso ideologico commesso da P.U., corruzione e abuso d’ufficio. (2)

Questa mattina a Cagliari, Assemini, Quartu Sant'Elena e Quartucciu, i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Cagliari, guidati dal comandante, Cap. Davide Colajanni, con la collaborazione dei militari del Comando Provinciale CC di Cagliari, hanno notificato due misure cautelari di applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di Giuseppe Lo Nardo, di 61 anni, di Cagliari, medico otorinolaringoiatra, specialista ambulatoriale presso la Asl 8 di Cagliari e titolare di uno studio privato convenzionato S.S.N., Manfredi Boi, di 56 anni, del capoluogo regionale, dipendente della ditta "Intendo s.rl." di Cagliari che fornisce protesi acustiche. Inoltre sono state notificate due misure cautelari di applicazione del divieto di dimora a D. R., di 39 anni, della città, medico otorinolaringoiatra, specialista ambulatoriale sostituto temporaneo presso Als 8 di Cagliari, nonché dipendente dello studio privato convenzionato del dottor Lo Nardo e B. A., 49 anni, di Quartucciu, infermiera professionale presso uno dei poliambulatorio Asl 8 di Cagliari.

Nel corso dell'operazione di polizia, sono state eseguite 7 perquisizioni a carico dei soggetti colpiti dalle misure e di altre persone coinvolte a vario titolo nell'indagine e sono stati operati sequestri di beni immobili e mobili, presso istituti bancari del capoluogo sardo, per un totale di € 600.000 circa.
Il G.i.p. del Tribunale di Cagliari, Giorgio Altieri, ha emesso tali provvedimenti giudiziari riconoscendo la configurazione dei reati di associazione a delinquere, truffa aggravata, falso ideologico commesso da P.U., corruzione e abuso d'ufficio.

La complessa attività di indagine è stata avviata nel 2012, nel contesto delle investigazioni a carico del Dr. Giulio Giovanni Sulis, che nel giugno 2014 è stato arrestato con altre tre persone per associazione a delinquere, truffa aggravata, falso ideologico commesso da P.U. e corruzione.

All'epoca, nel corso di quelle attività investigative, i militari del Nas di Cagliari iniziarono a monitorare un altro medico otorinolaringoiatra presso la Asl 8 di Cagliari, titolare anche di uno studio privato accreditato presso la Asl cagliaritana per la branca di otorinolaringoiatria, nonché Segretario Regionale del Sindacato "Sapmi" (Sindacati Autonomi Professionisti Medici Italiani) e Presidente della Coop. Med.Net (cooperativa sociale per Azioni Onlus che riunisce le Strutture Sanitarie Ambulatoriali Accreditate dal S.S.N. della Regione Sardegna), identificandolo poi in Giuseppe Lo Nardo.

Le indagini condotte con l'acquisizione di documentazione, testimonianze di numerosi pazienti del Lo Nardo, l'ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali e con servizi pedinamento, hanno permesso di accertare che il dr. Lo Nardo, abusando della sua funzione di pubblico ufficiale presso la Asl 8 di Cagliari, avvantaggiava illecitamente il suo studio privato, convenzionato col S.S.N..

Lo stesso medico, infatti, presso l'ambulatorio Asl, in concorso con altri sanitari, ovvero il suo medico sostituto e un'infermiera professionale, provvedeva alla prescrizione di esami strumentali, che a volte non avevano correlazione con la diagnosi, obbligando i pazienti, con giustificazioni pretestuose, ad eseguirli direttamente presso il suo studio privato di via San Lucifero.

In taluni casi è stata accertata anche la richiesta di rimborso alla Asl di esami strumentali che sebbene il Dr. Lo Nardo li avesse prescritti, non sono stati poi eseguiti.

È stata appurata, inoltre, la presenza di un'associazione a delinquere tra il Lo Nardo ed i titolari di 4 ditte fornitrici di protesi acustiche, tra cui il "Centro Controllo Sordità" di Cagliari, ditta già oggetto di provvedimenti da parte dell'A.G. nella prima fase dell'indagine, la "Intendo s.r.l." di Cagliari, la "Eurosound s.n.c" di Elmas e la "Biodigitaltecnology" di Quartu Sant'Elena.

Il sodalizio criminale prevedeva che il Dr. Lo Nardo si rendesse disponibile a fornire falsa certificazione sanitaria per l'accesso al contributo Asl, in cambio del pagamento di una doppia tangente: una somma mensile in relazione al volume d'affari delle ditte ed una percentuale calcolata sulle protesi vendute. L'accordo consisteva nel vincolare le ditte sodali ad indirizzare o addirittura accompagnare i pazienti/clienti nel suo studio medico privato convenzionato con la Asl, per eseguire la visita e gli esami strumentali, in particolare l'esame audiometrico, per il quale in diversi casi è stata provata la falsificazione dei parametri uditivi, per farli rientrare in quelli necessari ad ottenere il contributo Asl.

Presso lo studio dell'ambulatorio Asl, quindi, unitamente ai titolari delle ditte fornitrici o loro delegati, il medico in concorso con l'infermiera e con il medico sostituto, con metodo sistemico e continuato, produceva la falsa certificazione sanitaria per ottenere la fornitura delle protesi a carico della Asl. In diversi casi è stata accertata anche la falsificazione totale della documentazione sanitaria di pazienti mai visitati dal medico indagato.
Sempre a carico del dr. Lo Nardo sono stati anche accertati diversi casi di assenteismo con false malattie, poiché durante tali assenze lo stesso si era recato regolarmente presso il proprio studio privato per eseguire visite mediche.

Il sanitario, inoltre, a seguito della notifica della proroga di indagine si è reso autore di minacce nei confronti di Maurizio Carboni, titolare della ditta "Centro Controllo Sordità", affinché non rivelasse i particolari del loro illecito accordo in merito al pagamento delle pregresse tangenti, richiedendogli contestualmente il pagamento di quelle in corso.

Il G.i.p. del Tribunale di Cagliari, riconoscendo, quindi, la configurazione dei reati di associazione a delinquere, truffa aggravata, falso ideologico commesso da Pubblico Ufficiale, corruzione e abuso d'ufficio, ha emesso le misure cautelari di applicazione degli arresti domiciliari e di applicazione del divieto di dimora, specificando che, di fatto, si connotano diversi tipi di associazione: una tra Lo Nardo, il suo medico sostituto e l'infermiera per quanto riguarda l'abuso d'ufficio; quelle tra Lo Nardo e le varie ditte per il falso ideologico, la truffa aggravata e la corruzione; l'altra tra tutti gli indagati, per la totalità dei reati configurati, inquadrata come vero e proprio sistema di arricchimento delle varie componenti l'associazione a delinquere.

Lo stesso G.i.p. ha, altresì, disposto il sequestro di beni mobili e immobili, a carico di Lo Nardo, Manfredi Boy ed altri indagati per un importo complessivo di circa € 600.000, che vanno a sommarsi ai 50.000 € già sequestrati nel giugno 2014.

Il P.M. titolare dell'inchiesta, Enrico Lussu, ha emesso invece, i relativi decreti di perquisizione locale e personale nei confronti degli indagati.

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