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Cgil, in corteo contro Jobs act. In piazza la minoranza Pd. Camusso: “Vogliamo lavoro e diritti”

Centinaia di migliaia di persone in piazza a Roma per dire di no al Jobs act, a partire dalle modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e chiedere cambiamenti alla legge di stabilità. E' partita, in anticipo, la manifestazione indetta dalla Cgil, con alla testa del corteo il segretario generale Susanna Camusso. Il numero uno del sindacato ha parlato di "una manifestazione bella, grande, con tanta gente che chiede lavoro e chiede di estendere i diritti" E sulla grande partecipazione ha detto: "Quando c'è tanta gente bisogna partire prima". La gente in piazza, ha continuato Camusso, "chiede lavoro, giustizia sociale, la possibilità di studiare e che si estendano i diritti". La Cgil è pronta ad utilizzare "tutte le forme necessarie" a sostegno delle proprie richieste, compreso "lo sciopero generale" ha concluso il segretario generale.

Una manifestazione "bella ed enorme". Così invece il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ha definito il corteo. "Dimostra - ha proseguito il leader della Fiom - che sulle questioni sociali, economiche e del lavoro il governo non ha il consenso del Paese e e delle persone che per vivere devono lavorare o stanno cercando di lavorare. E' solo l'inizio. Da qui andremo anche allo sciopero generale, se serve, e anche oltre lo sciopero generale".

I due cortei sono partiti da piazza della Repubblica e da piazzale dei Partigiani (Ostiense) e confluiranno a piazza san Giovanni dietro lo striscione ''Lavoro, dignità, uguaglianza per cambiare l'Italia''. Secondo un'indagine Tecnè per il sindacato diffusa nei giorni scorsi alla manifestazione dovrebbe partecipare circa un milione di persone, ma la cifra è un obiettivo non facilmente raggiungibile contro le misure di un Governo guidato dal segretario del Pd.

Tra le bandiere del sindacato e dei partiti al corteo spuntano cartelli, realizzati dai singoli manifestanti, contro il premier Matteo Renzi. "Renzusconi io son io e voi non siete un c..." è quanto si legge sul cartello di un anziano. "Grazie Renzi per lo 'sbocco' lavorativo" si legge sullo striscione di due ragazzi, che rappresenta un uomo che vomita. "La legge di stabilità di Renzi taglia 100 mln dal fondo di non autosufficienza, questa è pura meschinità", il messaggio di un altro cartello.

Nei cortei a fianco di lavoratori, disoccupati, precari, pensionati e studenti sfilano esponenti della minoranza Pd come Cuperlo, Civati (che ha chiesto espressamente a Bersani, "vieni anche tu", ma l'ex segretario non ci sarà) e Fassina mentre nelle stesse ore la maggioranza si riunisce nella quinta edizione della Leopolda a Firenze con il premier, Matteo Renzi. La giornata più delicata per l'equilibrio interno del Nazareno, diviso geograficamente in due tronconi, non totalmente contrapposti ma diversi nello spirito e nei contenuti: a Firenze il nuovo corso; in piazza a Roma chi è deciso a non alzare bandiera banca di fronte al 'rottamatore'. Questi ultimi dietro lo striscione dell'Unità, nel corteo partito da piazza Esedra.
Facendo raffronti col passato, dalla Cgil ribadiscono che non sono possibili confronti con la manifestazione del 2002 al Circo Massimo per la difesa dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (premier era Berlusconi), ma il ricordo di quel successo di partecipazione non potrà non tornare in mente a chi era presente (i cortei partirono prima del tempo perchè le piazze del concentramento erano troppo affollate). Camusso ha scritto agli iscritti al sindacato per invitarli a partecipare e al momento le prenotazioni sono moltissime (2.500 pullman e dieci treni speciali oltre a una nave e due voli charter dalla Sardegna per circa 150.000 persone organizzate escluso il Lazio).

La manifestazione della Cgil, comunque vada nei numeri, implica un sabato complicato per il traffico. I cortei sono partiti da piazza della Repubblica, vicino alla stazione Termini, e da piazzale dei Partigiani per confluire in piazza di Porta San Giovanni, nella zona della Basilica, dove parlerà il leader Cgil Susanna Camusso. Il primo corteo sfila a via Cavour, piazza dell'Esquilino, Santa Maria Maggiore, via Merulana, piazza Vittorio e via Emanuele Filiberto. L'altro percorre piazzale Ostiense, piazza di Porta San Paolo, viale Aventino, via Labicana, via Merulana e piazza San Giovanni in Laterano. Un terzo corteo, organizzato dal sindacato Ugl, dalle 10 alle 14 va da piazza Bocca della Verità a piazza Santi Apostoli, nel centro storico. Fino alle 14 prevista la deviazione delle linee di bus e tram lungo i tracciati delle manifestazioni, rende noto Agenzia Mobilità del Campidoglio. Dalle 12 sarà chiusa la stazione San Giovanni della metro A.

Intanto le forze dell'ordine mettono a punto le misure di sicurezza. Oltre mille gli agenti che verranno schierati per garantire l'ordine pubblico. Massima attenzione a gruppi antagonisti che potrebbero unirsi alla mobilitazione principale e all'eventuale arrivo di infiltrati violenti. Previste chiusure di strade 'a soffietto' e deviazioni dei percorsi dei mezzi pubblici.