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Ebola, per l’Europa un coordinatore unico contro il virus

Un altro membro dello staff Onu è morto per Ebola in Sierra Leone: si tratta di un'operatrice di Un Women, il terzo caso tra lo staff delle Nazioni Unite. Migliora invece il caso di un cameraman in Nebraska, negli Stati Uniti: il freelance lavorava in Liberia e secondo i medici presto sarà in grado di lasciare l'ospedale.

Per contrastare l'epidemia di ebola, l'Europa avrà un 'coordinatore unico'. Dopo l'ipotesi di un 'supercommissario' contro Ebola allo studio da parte del presidente Usa Barack Obama, anche l'Europa decide dunque una via analoga per coordinare gli interventi. La linea di azione è stata decisa a Lussemburgo al vertice dei ministri degli Affari Esteri dei 28 Stati membri, che stimano in un miliardo di euro da parte dell'Ue i fondi necessari per fermare l'epidemia in Africa, concordando sulla necessità di aumentare gli sforzi dell'Europa.

Dagli Stati Uniti invece la Casa Bianca ha reso noto che Obama "ha affrontato l'epidemia dell'ebola durante colloqui con diversi leader nel mondo" e "ha avuto 8 telefonate con altrettanti presidenti nei giorni scorsi" che si sono impegnati per 300 milioni di dollari in contributi finanziari nella lotta al virus, in aggiunta a risorse e personale sul terreno.

Intanto in Belgio partono i controlli anti-Ebola per i passeggeri in arrivo con voli da Paesi al centro dell'epidemia, sul modello di quanto già avviene in Francia e Gran Bretagna del controllo della temperatura corporea. Sono stati così visitati i passeggeri da Conakry (Guinea), via Freetown (Sierra Leone). Il Belgio, così come la Francia, assicura collegamenti diretti con Stati africani che si trovano al centro dell'epidemia: Brussels Airlines vola infatti su Monrovia (Liberia), a Conakry (Guinea), con tappa a Freetown (Sierra Leone).