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Lingua sarda, Assessore Firino: sarà nella legge per l’istruzione e istituiremo l’albo dei professionisti

L’Assessore della Cultura e Pubblica Istruzione Claudia Firino ha incontrato questo pomeriggio gli operatori e gli sportellisti della lingua sarda, nella Biblioteca Regionale di viale Trieste a Cagliari, aprendo il suo intervento con una proposta, molto apprezzata dalla platea. “Siete persone specializzate, che lavorano da anni nel settore – ha detto l’assessore rivolgendosi ai presenti - ed è giusto che abbiate un riconoscimento: ecco perché abbiamo pensato di istituire un albo dei professionisti ”. I criteri per l’accesso all’albo saranno valutati nelle prossime settimane, anche alla luce delle riflessioni emerse durante l’incontro.

L'assessore ha ribadito con forza la volontà di valorizzare la lingua all’interno della scuola, in particolare in quella dell’infanzia e in quella primaria,  evidenziando la necessità di dare continuità ai progetti e alla didattica durante l’intero ciclo di studi. “La lingua e la cultura sarda devono essere diffuse nelle scuole – dice Firino - tra i bambini, che avranno così la possibilità di imparare la lingua sin da piccoli per custodirla e tenerla viva”

L’esponente della Giunta Pigliaru ha ribadito l’impegno ad assicurare, nel prossimo bilancio, le risorse necessarie ad una programmazione di qualità.  Ha quindi ricordato agli operatori quali siano state le priorità di spesa nell’ambito dei vincoli legati al Patto di stabilità: gli stipendi degli operatori e il pagamento dei progetti rendicontati fino ad oggi. “Segno che questa Giunta tiene in grande considerazione la lingua sarda – precisa l’assessore Firino -  e desidera darle dignità politica anche all’interno di una cornice normativa adeguata. Per questo abbiamo intrapreso un percorso condiviso anche con molti esponenti della maggioranza in Consiglio regionale sensibili ai temi identitari”.

Gli sportelli della lingua sarda resteranno un importante punto di riferimento e presidio nel territorio.  Ma non si esclude di sperimentare nuove modalità per il servizio: “La sede operativa potrebbe essere trasferita, con il consenso dei dirigenti, all’interno degli edifici scolastici – spiega Firino- così da creare un legame costante con le famiglie e potenziare le attività e i progetti legati all’istruzione.