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Dichiarazione del consigliere regionale Attilio Dedoni (Riformatori) su assestamento di bilancio: vigilare sulle banche che gestiscono i contributi alle imprese

“È inutile che la Regione investa centinaia di milioni per incentivare le imprese sarde, finanziando e tagliando di volta in volta le poste di bilancio a seconda delle esigenze contabili del momento, se poi non vigila sull’effettiva erogazione delle risorse, che spesso e volentieri restano incastrate nel collo di bottiglia delle banche e non arrivano alle imprese”, ha detto stamani il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, intervenendo in Aula nel corso della discussione generale sull’assestamento di bilancio.

Dedoni ha citato come esempio due imprese di Oristano. Una, finanziata all’interno di un bando Pia per il turismo, non riesce a entrare in possesso delle risorse regionali che le sono state riconosciute. L’altra, operante nel settore delle tecnologie avanzate e ugualmente destinataria di un finanziamento regionale, è ancora in attesa dell’erogazione dei fondi nonostante abbia già portato a termine tre stadi di avanzamento nella realizzazione del progetto selezionato. “Non solo Unicredit, che dovrebbe erogare le risorse, non dà risposte da mesi, ma ha esternalizzato l’esame delle pratiche a una ditta siciliana”, ha denunciato il capogruppo. “I soldi della Regione Sardegna vanno a creare reddito e lavoro in Sicilia e intanto un’impresa giovane e innovativa di uno dei territori isolani più colpiti dalla crisi rischia il tracollo per i ritardi degli istituti di credito. Quello di Unicredit è solo uno dei tanti casi che si potrebbero citare: le banche cosiddette ‘nostrane’ non si comportano certo meglio verso le imprese sarde”.

“Mentre in Aula si discute di tagli alla spesa regionale per fare fronte allo sciagurato accordo con il governo Renzi sulla revisione del patto di stabilità e mentre si continua a sorvolare sul nodo del mancato trasferimento delle entrate previste dall’art. 8 dello Statuto”, conclude Dedoni, “si ignorano i problemi dell’economia reale e si spera che la ripresa scaturisca da formule astratte. La politica pensa solo a scrivere numeri nei bilanci ma non si preoccupa di vigilare che i soldi stanziati arrivino veramente nel tessuto produttivo. Così facendo, sono le banche a controllare la nostra economia e a decidere chi finanziare e chi no, anche quando maneggiano soldi pubblici e dovrebbero fare semplicemente da tramite tra l’Amministrazione e le imprese, applicando le norme alla lettera e non decidendo in maniera arbitraria”. Red