Centro Democratico Sardegna attacca il direttore generale dell’Azienda di Iglesias
“Uso improprio dei soldi pubblici: Calamida si dimetta da manager della Asl 7”.
“Fare causa alla Regione per aver bocciato il bilancio 2012 della Asl n°7 è l’ennesimo atto sconsiderato del manager dell’Azienda sanitaria di Iglesias. Ci auguriamo che sia anche l’ultimo, e chiediamo le immediate dimissioni di Maurizio Calamida». Anna Maria Busia, consigliera regionale e responsabile nazionale Giustizia per il partito Centro Democratico, va all’attacco del direttore generale della Asl 7, che nei giorni scorsi ha affidato a un avvocato esterno l’incarico di intraprendere un’azione legale contro la Regione Sardegna, contestando all’amministrazione regionale la bocciatura di una parte del Bilancio 2012 della stessa azienda sanitaria. «Questo atto, in linea con i provvedimenti assunti in questi anni da Calamida, è un palese spreco di denaro pubblico, che poteva e doveva essere evitato», spiega Busia. «Il manager della Asl di
Iglesias conferma con i fatti la cattiva gestione della Sanità che ha contraddistinto il suo mandato alla guida dell’azienda sanitaria sulcitana. Considerando che, come è risaputo, sta per avvenire un cambio di gestione, l’attuale direttore generale ha adottato un atto quantomeno inopportuno, tra l’altro agendo in totale dispregio delle indicazione dell’assessorato regionale alla Sanità, che ha più volte inviato i manager in carica a limitarsi a svolgere l’ordinaria amministrazione delle
Aziende», continua la consigliera regionale.
"Come già denunciato dai rappresentanti di Centro democratico Sardegna del Sulcis, in passato Calamida si è distinto per avere assunto decisioni tutt’altro che condivise, come il trasferimento di strutture sanitarie importanti da Iglesias a Carbonia, dimostrando una totale indifferenza nei confronti delle esigenze del territorio e dei cittadini. Ora si permette di sprecare soldi pubblici per fare causa alla Regione. Ci sembra che sia arrivato davvero il momento per Calamida di presentare le sue dimissioni, rimettendo la gestione della Asl 7, e quindi della Sanità pubblica, nelle mani di persone più capaci e scrupolose".





